Home
Dimensione Cultura
DIMENSIONECULTURA.it augura ai lettori una Felice Estate PDF Stampa
Archivio - Archivio

 
Messaggio del nostro migliore Amico: PDF Stampa
Archivio - Archivio

 
Da cosa 'non dipende' l'essere felici PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

Società come le nostre, mosse da milioni di uomini e donne in cerca di felicità, diventano sempre più ricche ma non è affatto chiaro se con ciò diventano più felici. Sembra che la ricerca della felicità da parte dell'uomo rischi di rivelarsi controproducente. Tutti i dati empirici, che abbiamo, fanno pensare che nella popolazione delle società opulente forse non c'è alcun legame tra aumento della ricchezza (ritenuta il principale veicolo di una vita felice) e aumento della felicità. […]

Robert Lane ha verificato che negli Stati Uniti, nonostante la grande e spettacolare ascesa dei redditi nel dopoguerra, gli americani si dichiarano meno felici. E Richard Layard, confrontando i dati di vari Paesi, ha concluso che sebbene gli indici della soddisfazione dichiarata di vita (Isdv) aumentino in modo più o meno parallela alla crescita del prodotto nazionale, tale crescita è significativa solo fino al punto in cui privazioni e povertà lasciano spazio alla soddisfazione dei bisogni esistenziali, delle esigenze di 'sopravvivenza', mentre si ferma o rallenta molto, quando l'agiatezza aumenta ulteriormente. Pochi punti percentuali di Isdv separano generalmente i Paesi che hanno un prodotto pro capite da 20.000 e 35.000 dollari l'anno da quelli sotto la soglia dei 10.000 dollari. La strategia di rendere felici le persone, aumentando il loro reddito, non sembra funzionare. Piuttosto, un indice sociale che pare crescere in modo spettacolare con l'opulenza, alla stessa velocità che era stata promessa e prevista per l'aumento del benessere soggettivo, è quello della criminalità: dei furti d'auto e nelle case, del traffico di droga, delle bustarelle e della corruzione negli affari; di quella scomoda e sgradevole sensazione di incertezza difficile da sopportare e con cui è ancora più difficile convivere costantemente; di una incertezza 'ambientale' diffusa, onnipresente ma apparentemente fluttuante, non specificata e per questo ancora più fastidiosa ed esasperante..... [….]

Si può dire che l'era moderna iniziò propriamente con la proclamazione del diritto universale dell'uomo alla ricerca della felicità e con la promessa di rendere tale ricerca meno scomoda, ardua e al tempo stesso più efficace, comprovando così la superiorità della nostra forma di vita rispetto a quelle precedenti. Possiamo allora chiederci se non sia stata sbagliata la scelta dei mezzi per fornire tale prova (prima tra tutti la crescita economica costante, misurata dall'aumento del cosiddetto “prodotto nazionale lordo”) e, se così fosse, in che cosa esattamente sia consistito lo sbaglio.

Poichè l'unico denominatore comune dei prodotti estremamente variegati del lavoro umano, fisico e mentale, è il prezzo che ciascun individuo riesce a spuntare sul mercato, le statistiche sul prodotto nazionale lordo, che puntano a cogliere l'aumento o la diminuzione della disponibilità di prodotti, si basano sulla quantità di denaro che passa di mano nel corso delle transazioni di compravendita. A prescindere dalla questione se gli indici del Pnl servano bene al loro compito dichiarato, occorre chiedersi se essi possano essere utilizzati, come di solito si fa, come indicatori di un aumento o di una diminuzione della felicità. [….]

Come ha ricordato di recente Jean-Claude Michea nella sua tempestiva rievocazione della complicata storia del “progetto moderno”, era il 18 marzo 1968 quando Robert Kennedy, nel pieno della campagna presidenziale, attaccò duramente la menzogna su cui poggia la misurazione della felicità in base al Pnl:

 

Il calcolo del nostro Pnl tiene conto dell'inquinamento atmosferico, della pubblicità delle sigarette e delle corse in ambulanza per soccorrere i feriti delle strade. Mette in conto i sistemi di sicurezza che acquistiamo per proteggere le nostre case e il costo delle prigioni in cui rinchiudiamo coloro i quali riescono a penetrarvi. Integra la distruzione delle nostre foreste di sequoie e la loro sostituzione con una urbanizzazione tentacolare e caotica. Comprende la produzione del napalm, delle armi nucleari e delle automobili blindate della polizia destinate a reprimere i disordini nelle nostre città. Mette in conto [….] i programmi televisivi che glorificano la violenza allo scopo di vendere i giocattoli corrispondenti ai nostri bambini. In compenso il Pnl non tiene conto della salute dei nostri figli, della qualità della loro istruzione né dell'allegria dei loro giochi. Non misura la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni. Non pensa a valutare la qualità dei nostri dibattiti politici o l'integrità dei nostri rappresentanti. Non tiene conto del nostro coraggio, della nostra saggezza o della nostra cultura. Non dice nulla della nostra pietà o dell'attaccamento al nostro paese. In breve, il Pnl misura tutto, tranne quello che rende la vita degna di essere vissuta.

 

Robert Kennedy fu assassinato poche settimane dopo aver lanciato questo appassionato atto d'accusa pubblico e di aver proclamato la sua intenzione di riaffermare l'importanza di ciò che rende la vita degna di essere vissuta; perciò non sapremo mai se avesse provato ( e tantomeno se fosse riuscito) a dare concretezza alle sue parole nel caso fosse stato eletto presidente degli Stati Uniti. Ciò che è certo però, è che in questi quarant'anni non c'è stato quasi alcun segno che il suo messaggio venisse ascoltato, compreso, accettato e ricordato – e i nostri rappresentanti politici non hanno fatto alcun passo per rinnegare e sconfessare l'aspirazione dei mercati a essere la via maestra verso una vita dotata di senso e felice, né è emersa una nostra minima disponibilità a ridefinire in tal senso le nostre strategie di vita-.

 

Brani tratti dal testo L'arte della vita di Zygmunt BAUMAN

 
Perchè siamo infelici? PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

Mi è parso evidente che le persone che vivono in società caratterizzate da un grande progresso tecnologico e materiale sono altrettanto esposte al dolore, all'ansia, alla solitudine, all'isolamento e alla disperazione di quanto lo sono gli individui che vivono in aree che potremmo definire 'sottosviluppate' . E dopo diversi anni passati a rispondere a ben precise domande, che continuavano a ripetersi puntualmente tanto durante gli insegnamenti quanto nel corso delle udienze private, ho cominciato a capire che quando la pace esteriore, o il progresso materiale, supera lo sviluppo delle qualità interiori, la gente si ritrova esposta a profondi conflitti emotivi senza poter disporre degli strumenti mentali per affrontarli. C'è una tale varietà di oggetti esteriori, capaci di fornire ogni genere di distrazione materiale, che la gente finisce con il perdere contatto con la propria interiorità. E' sufficiente pensare, tanto per fare un esempio, alla gran quantità di persone che cerca disperatamente di procurarsi una qualche forma di eccitazione andando in un nuovo ristorante, cominciando una nuova storia d'amore, o cambiando per l'ennesima volta lavoro. Per qualche tempo la novità sembra riuscire a fornire lo stimolo necessario, ma alla fine l'eccitazione iniziale svanisce, e le nuove sensazioni, i nuovi amici e le nuove responsabilità diventano semplici abitudini. Qualsiasi gioia erano in grado di procurarsi all'inizio, svanisce nel nulla.

A quel punto si cerca una nuova strategia, per esempio, si decide di andare in spiaggia. E per qualche tempo, funziona davvero! Il tepore del sole, l'acqua del mare, tutti quegli sconosciuti con cui si potrebbe fare amicizia, e perchè no, qualche nuova attività eccitante da sperimentare, come l'acqua-scooter e il parapendio. Ma dopo un po' anche la spiaggia diventa noiosa. Le stesse conversazioni che si ripetono all'infinito, la sabbia che irrita la pelle, il sole troppo forte o perennemente nascosto tra le nuvole, l'acqua troppo fredda per fare il bagno... A quel punto non resta altra soluzione che cambiare spiaggia, forse persino oceano|! La mente comincia a produrre un nuovo genere di mantra: - Voglio andare a Tahiti...Tahiti...Tahiti-. […...]

Il nodo della questione è che nella maggior parte dei casi non abbiamo un'idea chiara di che cosa sia la felicità. […]

Fortunatamente, più ci abituiamo a esaminare i nostri processi mentali, più ci avviciniamo alla soluzione di qualsivoglia problema dobbiamo affrontare, e riconosciamo con crescente destrezza che qualsiasi cosa sperimentiamo – attaccamento, avversione, stress, ansia, paura o desiderio – è soltanto una costruzione mentale, il prodotto della nostra mente.

Le persone che si sono dedicate sinceramente all'esplorazione della loro ricchezza interiore finiscono spontaneamente con il derivarne un certo genere di fama, rispetto e credibilità, indipendentemente dalle circostanze esterne. Quale che sia la situazione cui devono far fronte, la loro condotta ispira al prossimo un profondo senso di rispetto, di ammirazione e di fiducia. Il loro successo nel mondo non ha nulla a che vedere con l'ambizione personale o con il desiderio di attenzione. Non deriva dal possesso di un'auto sportiva o di una bella casa, né dalla carriera o dal titolo di cui possono fregiarsi. Scaturisce piuttosto da una condizione di benessere, dall'apertura e dal rilassamento del loro spirito, grazie al quale possono percepire gli altri e comprendere le circostanze con maggior chiarezza, mantenendo uno stato di fondamentale felicità, indipendentemente dalle condizioni strettamente personali

In effetti abbiamo tutti sentito di personaggi ricchi, famosi o in ogni caso influenti, che un bel giorno si sono ritrovati a dibattersi in un oceano di sofferenza, talvolta così profondo che il suicidio pareva l'unica soluzione possibile. Un dolore così intenso deriva dal credere che gli oggetti e le situazioni esterne possano procurare una felicità duratura.

Se vogliamo scoprire una sensazione di pace e soddisfazione duratura, dobbiamo imparare a condurre la nostra mente a una condizione di rilassamento e di pace. Le sue qualità innate possono rivelarsi solo in uno stato di rilassamento . Il modo più semplice di ripristinare la limpidezza di una distesa d'acqua intorpidita dal fango e da altri sedimenti è lasciare che si plachi. Analogamente, concedendo alla mente di ritornare alla sua condizione innata di rilassamento, l'ignoranza, l'attaccamento, l'avversione e ogni altra afflizione mentale si sedimentano progressivamente, cosicchè la compassione (NdR-La percezione spontanea della connessione con gli altri esseri viventi) , la chiarezza e il potenziale infinito che ne caratterizzano la vera natura possono rivelarsi in tutta la loro grandezza.

 

Brani tratti dal testo Budda, la mente e la scienza della felicità di Yongey MINGYUR

 
Le dure leggi della vita contornate di teoremi, regole e definizioni PDF Stampa
Benessere - Buonumore
DEFINIZIONE DI ROBERTS
Amare significa non dover mai dire: "Lavateli tu, i tuoi fottuti calzini".
LEGGE DI ACHARD
Alle donne piacciono gli uomini silenziosi. Credono che ascoltino.
LEGGE BIBLICA DI WILDE
Il Libro della Vita inizia con un uomo e una donna in un giardino. E finisce con l'Apocalisse.
LEGGE DI CARDIFF
L'amore perfetto spesso arriva col primo nipotino.

 

LEGGE DI COURTELINE
E' brutto non essere più amati quando si ama; ma essere ancora amati quando non si ama più è peggio.
QUARTA LEGGE DI WILDE
L'unica maniera di liberarsi di una tentazione è cedervi.
PRIMA LEGGE DI ALLEN
Il sesso è sporco solo se è fatto bene.
LEGGE DI RAQUEL WELCH
Anche la mente può essere una zona erogena.
DEFINIZIONE DI STENDHAL
La castità è una forma di avarizia.
QUARTA LEGGE DI FARBER
La necessità procura strani compagni di letto.
LEGGE DI ADRIANA
Se la prima volta che esci con qualcuno non ci vai a letto, probabilmente non ce ne sarà una seconda.
LEGGE DEL PROFILATTICO
Se non ce l'hai, ti serve. Se ce l'hai, non ti serve.
REGOLA DI MILLIGAN
Gli anticoncezionali vanno usati in ogni concepibile occasione.
DEFINIZIONE DI ALLEN
La masturbazione è sesso con qualcuno che si è sicuri di amare.
LEGGE DI FLEMING
Le donne vecchie sono le migliori, perché pensano sempre che forse lo stanno facendo per l'ultima volta.
PARADOSSO DI KIERKEGAARD
Se ti sposi, te ne pentirai.
Se non ti sposi, te ne pentirai lo stesso.
TEOREMA DI WILDE
Bigamia significa una moglie di troppo.
Monogamia anche.
Il meglio del WEB