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Il Paese mostra Tutta la Sua Bellezza PDF Stampa
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Piccole perle di grande saggezza PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

-Non educate i vostri figli ad essere ricchi. Educateli ad essere felici. Così quando cresceranno sapranno riconoscere il valore delle cose e non il prezzo.

-Mangiate il vostro cibo come una medicina. Altrimenti mangerete le vostre medicine come il vostro cibo.

-Chi vi ama veramente non vi lascirà mai, perchè anche se ci saranno cento motivi per andare, troverà sempre una ragione per restare.

-C'è molta differenza tra esseri umani ed essere umano. Ma solo pochi la capiscono.

-Sei amato quando nasci. Sarai amato quando muori. Quello che c'è tra i due lo devi gestire Tu....!

-Se vuoi camminare veloce, cammina da solo..! Ma se vuoi andare lontano cammina in compagnia..!

- I migliori medici del Mondo:

    1. Luce solare
    2. Riposo
    3. Esercizio
    4. Dieta
    5. Fiducia in Se Stessi
    &
    6. Amici

Mantienili in tutte le fasi della vita e avrai una vita sana.

 

Se guardi la Luna...Vedi la bellezza di Dio....
Se guardi il Sole... Vedi la potenza di Dio e se guardi lo Specchio...Vedi la migliore creazione di Dio...Quindi, credi in te stesso...

Siamo tutti turisti e Dio è il nostro agente di viaggio che già ha fissato le nostre Rotte, Prenotazioni e Destinazioni. Quindi...fidati di Lui e divertiti in questo Viaggio chiamato VITA...


Ratan TATA

(magnate indiano tra gli uomini più potenti della Terra)

 
Evviva la Benemerita PDF Stampa
Benessere - Buonumore
Dopo tante arrabbiature, miserie politicistiche, tristezze pubbliche e private, è venuto il momento di far riposare la mente e farsi qualche sana ed innocente risata. L'occasione ci è data da alcuni valenti avvocati, i quali hanno avuto la pazienza di annotare, nel corso del terzo Millennio, quanto di curioso, surreale, metaumano si può annidare nei verbali redatti dalla polizia giudiziaria.
In onore all'Arma Benemerita, i cui strafalcioni non costituiscono intralcio alle indagini, quasi sempre puntuali, tempestive ed efficaci, ecco le migliori performance - così almeno le ha valutate la giuria composta dai dotti e perspicaci legali - ad opera di carabinieri in servizio permanente effettivo.
Il lettore, dunque, si lasci prendere solo dai sapidi testi, dimenticando ogni bruttura. /Nunc est bibendum, anzi ridendum/, meglio ridere e ridere di cuore.
È importante, prima del divertimento, avvertire il lettore che le frasi sono tutte vere e ripubblicate alla lettera, ma anche che risalgono a qualche anno fa:
> 1) Entravamo nella stalla e rinvenivamo sette mucche di cui una toro.
>
> 2) Notavamo autovettura Bmw sospetta e ci ponevamo all'inseguimento
> con la vettura (Fiat Panda) di servizio; nonostante l'impegno profuso,
> autovettura sospetta si dileguava.
>
> 3) Scorgevamo vettura sospetta, con i vetri completamente appannati
> che sobbalzava vistosamente; abbiamo bussato per identificare gli
> occupanti, ma quando ci siamo resi conto che trattavasi di due uomini,
> li abbiamo tratti in arresto.
>
> 4) Sorprendevamo i due in flagrante rapporto matematico (69).
>
> 5) I due venivano alle mani coi piedi.
>
> 6) Alla rissa partecipavano attivamente ambetre.
>
> 7) Girando la borsetta con "non-scialans" come le "signorine
> buonanotte".
>
> 8) Stava con una prostituta vicino ad un lampione e sosteneva di aver
> preso lucciole per lanterne.
>
> 9) Durante l'identificazione, il Fornasari assumeva una sudorazione
> sul corpo non consona al momento (stante che erano le due di notte) e
> alla stagione (inverno).
>
> 10 Abbiamo rilevato ferite sullo stomaco e più in basso sulla zona
> pubblica.
>
> 11) Nonostante il portinaio lo avesse avvisato che sulla facciata del
> palazzo vigeva un divieto di afflizione...
>
> 12) Sotto falso nome, il pregiudicato è riuscito a imbarcarsi su un
> volo Air Franz.
>
> 13) E' una zona impervia e idonea alla latitanza, dove vivono solo
> poche capre allo stato bravo.
>
> 14) Si definisce fotografo d'arte, nel senso che produce nudi
> femminili sia di uomini sia di donne.
>
> 15) Inoltre il fermato rispondeva alle domande con poco rispetto e mi
> dava del tu, mentre io per lui ero lei.
>
> 16) Truffava gli sprovveduti fingendosi esperto di astrologia e segni
> zoodiacali.
>
> 17) il suddetto L. Pasquale è stato da me sorpreso a defecare in un
> vicolo. Alla contestazione del reato il L. mi ha mandato a prenderlo
> nel ***. Preso, lo teniamo a disposizione del signor comandante..."
>
> 18) Gli schiamazzi avevano raggiunto una tale intensità da potersi
> definire notturni.
>
> 19) Il cadavere, al piede destro, aveva una sola scarpa.
>
> 20) I tre erano entrambi pregiudicati.
>
> 21) Ha dichiarato di aver sparato un colpo di avvertimento colpendolo
> al torace.
>
> 22) Il cadavere presentava evidenti segni di decesso.
>
> 23) Il C. si rifiutava di aprire la porta dichiarandosi irreperibile.
>
> 24) Ignoti rubavano l'autoradio e alcune musica7.
>
Giancarlo Lehner
 
L'attività lavorativa analizzata da un filosofo PDF Stampa
Utilità - Punti di vista

Non ha senso parlare di etica del lavoro perché il lavoro è già un atto etico. Ma il problema nostro è un altro, è che abbiamo inserito e incastonato il lavoro nell’ordine economico e Loro mi diranno e dove dovevamo inserirlo?  Ma non c’è soltanto l’ordine economico, c’è anche l’ordine della vita. Oggi noi in Europa assistiamo al fatto che le esigenze economiche confliggono radicalmente col mondo della vita, migliaia di poveri sono lì a dirlo;  allora che il lavoro sia da incastonare nel mondo economico è già qui l’errore originario. Si tenga presente che l’ordine economico è sempre meno industriale, meno agricolo e sempre più finanziario, cioè sempre più regolato da quell’unico generatore simbolico di tutti i valori che si chiama denaro. Il denaro è diventato il generatore simbolico di tutti i valori. Aristotele diceva che col denaro non si può fare ricchezza perché il denaro non è un bene, è il simbolo di un bene e con i simboli non ci si arricchisce. Nel vangelo di Matteo leggiamo l’espressione: - Prestate il denaro senza attendervi la restituzione-; provate a dirlo alle banche che hanno tutte nomi di santi. Ecco al denaro dobbiamo riconoscere un suo significato positivo nel senso che ha liberato sostanzialmente dalla servitù. Nel Medio Evo il servo della gleba doveva dare sostanzialmente al signore la sua vita. Il denaro ha consentito che ricevesse una sua mercede e avesse la libertà della sua vita, la disponibilità della sua vita e quindi questo lo ha fatto, ma come, ci insegna Hegel con un teorema che varrebbe la pena di ripetere e di far capire anche agli studenti delle scuole più elementari che:- quando un fenomeno aumenta quantitativamente, non c’è solo un aumento quantitativo di un fenomeno ma c’è anche una variazione qualitativa del paesaggio-. Che significa? Significa che se qui c’è un terremoto di due gradi della scala Mercalli neanche ce ne accorgiamo, se ne viene uno di nove gradi viene giù tutto e cambia il paesaggio: la quantità decide della qualità. Questo argomento è stato assunto da Marx, il quale ha detto che il denaro è un mezzo per soddisfare i bisogni e per produrre beni, però se aumenta quantitativamente e aumenta la condizione universale per soddisfare qualsiasi bisogno e produrre qualsiasi bene non è più un mezzo ma il primo fine per ottenere il quale si vedrà se soddisfare i bisogni e in che misura produrre beni. In filosofia questo processo si chiama eterogenesi dei fini, quando il mezzo diventa fine e tutto il resto diventa mezzo e allora in un contesto di questo genere un lavoro incastonato in una economia che prevede come regolatore di tutte le operazioni economiche il generatore di tutti i valori, allora l’economia fa pensare che noi a nostra volta diventeremo servi di questa configurazione quando l’economia è diventata fondamentalmente finanza. Il denaro che poi che cosa determina, una sorta di emarginazione del mondo politico nel senso che Platone pensava che la politica dovesse essere la tecnica regia, perché mentre le tecniche sanno come si fanno le cose è la politica a decidere se e perché si devono fare. Questo pensava Platone e chiamava la politica tecnica regia. Se non che oggi per decidere la politica guarda l’economia, allora la politica non è più il luogo della decisione, il luogo della decisione è diventato l’economia. L’economia a sua volta guarda le risorse tecniche e allora la decisione si è spostata nella tecnica e voi ingegneri siete i sacerdoti della tecnica è vero che non potete fare tutto quello che volete però non dimenticate questa vostra componente che il momento decisionale si è gradualmente trasferito dal politico allo economico e l’economico guarda al mondo tecnico per stabilire come e quanto conviene investire; la tecnica a questo punto diventa il luogo della decisione solo che la tecnica non è finalizzata al progresso umano , al suo benessere alla tecnica non gliene importa di queste cose, alla tecnica è interessata solo al suo sviluppo non al progresso. Questa distinzione di Pasolini è molto importante, il progresso prevede un miglioramento delle condizioni umane mentre lo sviluppo prevede di raggiungere il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi, che è quello che si chiede sostanzialmente anche a voi. Una volta avevamo dei telefonini che erano delle macchine che facevano una sola funzione adesso abbiamo dei telefonini che sono piccolissimi e fanno mille funzioni: massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi, questa è la razionalità tecnica che sta diventando la forma del mondo e chiunque oggi va a lavorare, quel che gli si chiede i due grandi valori della tecnica che sono rispettivamente efficienza e funzionalità. Questo determina una trasformazione antropologica di primo ordine, per cui la nostra identità va sempre più spostandosi nella nostra funzione; quando ci si trova ci si dice il proprio nome ma si rimane come prima in termini di conoscenza. Cominciamo a conoscerci quando si legge sul biglietto da visita la nostra funzione e noi stessi stiamo scaricando la nostra funzionalità sulla nostra individualità. Questo è molto pericoloso perché diventiamo funzionali come gli apparati non come soggetti umani e la nostra identità essendo frutto del riconoscimento, l’identità non ce la abbiamo per natura, ci deriva dal riconoscimento degli altri, la collochiamo in quel luogo di riconoscimento che è il luogo dove si lavora, in parole povere la carriera e l’avanzamento di carriera: è ormai l’apparato di appartenenza che ci dà l’identità e noi siamo implicati in una sorta di fare, non più di agire. Fare sempre meglio dove meglio significa fare il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi, non agire, l’agire lo abbiamo perso di vista. Agire significa avere degli scopi a prescindere dalle modalità con cui si perviene. Monte Radders, allievo di Heidegger, ebreo e quindi perseguitato dai nazisti, in America andò a lavorare alla Ford e scrisse una lettera al suo Maestro:- e Tu mi hai insegnato che l’uomo è il pastore dell’essere, io qui alla Ford sono invece il pastore delle macchine, non devo lavorare devo solo guardare, luce bianca, luce rossa , luce verde e, quando tutto funziona, è la macchina che dirige il mio modo di essere uomo-. A queste cose in qualche modo bisogna pensare, allora bisogna forse cambiare il concetto di lavoro, passare dal lavoro come produzione che è l’unico concetto egemone nella nostra cultura a un lavoro che non so neanche definire , probabilmente possiamo approssimativamente definirlo un lavoro-servizio una erogazione di tempo, di cura di relazione, di cui c’è enorme bisogno e che può benissimo essere remunerato. Quante badanti paghiamo, quanto volontariato c’è in Italia che svolge questi servizi. Allora concludendo poniamoci quella domanda fondamentale :  i fini dell’economia sono anche i nostri fini e concordiamo con una bella frase di Heidegger che queste cose le aveva capite in anticipo, nel 1952 egli scrive che inquietante non è che il mondo si trasformi in un unico enorme apparato tecnico economico, ancora più inquietante che non siamo preparati a questa radicale trasformazione del mondo, ma la cosa ancor più inquietante che non abbiamo un pensiero alternativo al pensiero economico tecnico, lui lo chiama -un pensiero che sa fare solo di conto- , un pensiero calcolante e allora con che cosa reagiamo se è ormai il nostro modo di pensare è solo il pensiero calcolante che conosce  che  cos’è utile e non sappiamo che cosa è buono, che cosa è giusto, che cosa è vero, che cosa è bello, che cosa è santo. Circa due mesi fa una ragazzina è salita su un treno con un’arpa, che anche se non così ingombrante ha suscitato un po' di attenzione con lo scompartimento abbastanza vuoto. C’era un signore molto elegante che si è interessato di questo strumento, di questa attività, e si è interessato e fatto parlare questa ragazzina per una ora, cos’è e cosa si fa con l’arpa; la ragazzina era tutta entusiasta di questa conversazione, alla fine gli fa: - sì ma dov’è il business?- E allora basta abbiamo finito di essere umani e siamo ormai catturati dall’economico, assunto come unica forma del nostro modo di pensare. Per consolarci c’è una famosa frasetta di Bukowsky , un romanziere americano, molto interessante:- il capitalismo ha soppresso il comunismo. Bene. Ora il capitalismo divora sè stesso-.

 

Tratto dalla conferenza di Umberto GALIMBERTI per il 59° Congresso Nazionale Ingegneri

 
Indice (limitato ai soli capitoli) e Introduzione del testo di Antonio ALBINO: " ALLA RICERCA DI UN DIO CREDIBILE", reperibile su Amazon.it e liberamente tratto da diMensionecultura.it PDF Stampa
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1.INTRODUZIONE     2.  IL SACRO E LE RELIGIONI   3. IPOTESI DIO    4. VICISSITUDINI DELLA   FEDE    NEL  DIO     DEI  CRISTIANI      5. LIMITI   DELLE    RELIGIONI    6. FENOMENOLOGIA DELLE RELIGIONI  7. LE RELIGIONI  MONOTEISTE   8. LE RELIGIONI ORIENTALI     9  OSSERVAZIONI E RIFLESSIONI     10. CONCLUSIONI

1. INTRODUZIONE

Il primo problema dell'uomo consiste nel conoscere se stesso rapportando tale conoscenza alla società e a Dio, ammesso che se Ne accetti l'esistenza. Ma non è così semplice conoscere e riconoscere tutte le tre entità citate. Noi stessi perché siamo preda dei sentimenti, delle nevrosi, dei condizionamenti prodotti dai mass media, del fatto che inconsciamente rifiutiamo certi nostri limiti come l'adattamento all'ambiente e al diverso e potremmo continuare. Il nostro prossimo è più facile da conoscere ma l'approccio è deludente, non a caso l'opera più recente di un profondo conoscitore di 'anime', Vittorino Andreoli (uno dei maggiori psichiatri italiani), si intitola Homo Stupidus Stupidus. Nel testo si afferma chiaramente: "Distruttività, frustrazione e insicurezza sono le caratteristiche del nostro tempo. Siamo la società della paura e domina la cultura del nemico " "Viviamo in una società dominata dalle frustrazioni”. La sensazione prevalente è quella di trovarsi in un ambiente in cui ci si sente esclusi, ci si sente insicuri, si ha paura. Si accumula cosi la frustrazione, che poi diventa rabbia. E la rabbia sa a cosa porta? Porta alla voglia di spaccare tutto. Il nostro tempo non è violento, è distruttivo”. Proprio così la società, a cominciare dai luoghi di lavoro, è profondamente falsa e ipocrita. Per non parlare poi degli eventuali rapporti con la religione che può degenerare, dice giustamente il filosofo Alfred Whitehead:” in una formula di convenienza con cui rivestire bellamente una vita comoda e tranquilla”. Pertanto si può arrivare all'affermazione che questo tipo di religiosità non è necessaria a produrre una elevazione trascendente, è molto più importante la spiritualità anche perché la fede quando non è   supportata  dalla  ragione  può   diventare  superstizione. Entrambi i termini si riferiscono alla ricerca del Sacro: si può dire che la differenza fondamentale consista nel fatto che la religiosità indichi soprattutto un tipo di ricerca esteriore, formale, con ossequio, riverenza e con molta fede, mentre per spiritualità se ne intende la ricerca all'interno  di sé con il profondo ausilio anche della ragione. Quindi cercheremo di trovare il Dio che ci ha invitato a pensarLo come 'necessariamente esistente', tra i non-senso della vita; il Dio che ci spinge a sfruttare il sommo bene dell'intelletto e a fuggire l'ignoranza per acquistare sensibilità e conoscenza che ci permetteranno di tornare homo sapiens et religiosus (termine coniato dallo storico Mircea Eliade) anziché homo stupidus stupidus. Cercheremo inoltre di acquisire le basi su cui poggiano le Religioni più diffuse al mondo per analizzarle e studiare il loro condizionamento nella Storia e nella Cultura delle aree in cui sono diffuse. Questa è la strada da intraprendere e che cercheremo di percorrere fino in fondo.