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Paura e avidità PDF Stampa
Utilità - Punti di vista

I mercati finanziari sono completamente sotto l'influenza del meccanismo che si chiama " indice di paura e di avidità ". Quando le notizie nazionali o internazionali sono buone, allora l'indice di paura è basso, e quindi  questo è il momento in cui la borghesia lascia che la sua avidità prenda il sopravvento sulla paura e decide di investire nel mercato azionario; logicamente il contrario avviene quando le notizie non sono favorevoli.

Nei punti seguenti cercheremo di capire come questo stesso indice ha avuto influenza negli eventi storici, cominciando dal 1900. La storia del mondo è stata sempre influenzata da questo segno, ma per brevità ci limiteremo all’ultimo secolo. In reatà, per la maggior parte degli uomini, esiste solamente un sentimento più forte del desiderio di arricchirsi e questa è la paura di perdere tutto quello che possiedono. Ciò accade anche perche' nel mercato azionario molte volte si mette in gioco la posizione sociale a cui si appartiene o si vorrebbe appartenere. La battaglia tra la forza della paura e quella dell'avidità ha avuto sempre influenza sullo sviluppo degli eventi nella storia dell’uomo. L'attuale polarizzazione dei partiti politici negli Stati Uniti può essere spiegata guardando agli avvenimenti dall'inizio del secolo scorso.

Ai primi del 1900, un lavoratore nell’industria americana doveva stare sul lavoro per circa 60 ore a settimana, ricevendo pochi benefici e una paga con cui poteva vivere molto faticosamente. Non esisteva alcuna assistenza sanitaria e se un lavoratore si ammalava o rimaneva mutilato, a seguito di un incidente sul luogo di lavoro, veniva facilmente sostituito con altre risorse attinte dall’esterno. In quei tempi, la proprietà della casa era possibile soltanto al 20% delle famiglie. Guardando indietro di 50 anni, si può dire che in media gli schiavi neri nell’America del Sud potevano vivere meglio dei primi lavoratori dell’industria, soprattutto perché il loro futuro non era pieno di incertezze. Dobbiamo considerare che gli schiavi rappresentavano circa il 65% di tutto il capitale esistente nel Sud e per questo i padroni cercavano di mantenerli in buona salute. La morte di un solo schiavo rappresentava  una considerevole perdita di capitale. Si dice che alcuni visitatori del tempo, provenienti dall’Europa, consideravano la vita di uno schiavo meno precaria della vita dei contadini nel loro Paese.

Durante questo periodo, i lavoratori delle grandi industrie del Nord iniziarono a protestare, scendendo in sciopero, per le terribili condizioni in cui vivevano. Nella battaglia per cercare di migliorare la loro vita, dovettero combattere le polizie private degli industriali, le polizie municipali e anche l'esercito, che talvolta fu chiamato a riportare ordine nelle situazioni più pericolose. Una veloce e violenta repressione, da parte di tutte le forze dell'ordine, con  morti e feriti, fu la ragione per cui pochi di questi scioperi ebbero successo. Di solito i lavoratori in sciopero venivano sostituiti da personale esterno. Uno dei pochi miglioramenti di questa situazione si manifestò quando nel 1914 Henry Ford stabilì per i suoi lavoratori una retribuzione adeguata pari a $ 5,00 al giorno.  Questo avvenimento memorabile si manifestò non molto tempo dopo l’introduzione dell’automobile Ford "Modello T". L’industriale certamente fu lungimirante perché capì che, se i lavoratori godevano di un buon livello di vita, avrebbe potuto aumentare considerevolmente la vendita delle sue auto.

Nel 1917, mentre la Grande Guerra divampava in Europa, la Germania e l'Impero Austro Ungarico decisero di cercare di ottenere una pace separata con la Russia, finanziando sommosse e quindi la rivoluzione comunista. Questo piano funzionò perfettamente e la guerra sul fronte Orientale terminò con una pace separata. Ci vollero diversi anni, ma il controllo del regime comunista su tutta la Unione Sovietica fu completato nel 1921. Negli anni successivi i partiti comunisti cominciarono a crescere in molte altre nazioni. Nel 1929, con il collasso del mercato azionario e con il conseguente alto tasso di disoccupazione, il comunismo cominciò ad attrarre consensi anche negli USA. Nel 1931, durante uno sciopero alla Ford Motor Company, cinque lavoratori furono uccisi dalla polizia privata della stessa società. Al funerale 300.000 persone presero  parte al corteo di protesta, cantando l'inno dell’"Internazionale". Subito dopo cominciò a diffondersi la paura, che il comunismo potesse prendere il potere anche negli Stati Uniti. Questo timore iniziò a diffondersi rapidamente nell'alta borghesia, poichè un governo  del genere avrebbe confiscato tutte le ricchezze e imposto l’ateismo. A cominciare dal 1932, con Franklin Delano Roosvelt, ci fu una svolta politica. Si capì che per evitare una rivoluzione si doveva aumentare il tenore di vita delle classi meno abbienti. Anche nei documentari del tempo si può notare una rapida e notevole svolta nei discorsi dei politici.

Il governo di FDR decise che la ricchezza doveva essere meglio distribuita per privilegiare le classi medie e quindi limitare il diffondersi del comunismo. Per raggiungere questo obiettivo bisognava aumentare la percentuale dei proprietari della prima casa molto al di sopra del 20%, cosi' che la maggioranza della popolazione avrebbe avuto molto da perdere con l’avvento del comunismo. Nel 1938 Roosvelt introdusse la settimana lavorativa di 40 ore. Verso la fine della seconda guerra mondiale, i lavoratori in America aveva fatto notevoli progressi sociali ed erano abbastanza soddisfatti della loro situazione economica. Ma subito dopo, quando l'espansione dell'ideologia comunista era stata fermata, negli Stati Uniti un altro problema apparve all’orizzonte.

L'Unione Sovietica, alla fine della seconda guerra mondiale, essendo diventata molto più forte militarmente,  iniziò una politica di espansione territoriale. Per contenere questa espansione fu fondata la NATO. Così cominciò la cosiddetta guerra fredda, che risultò molto costosa specialmente per gli Stati Uniti, che erano gli unici con risorse sufficienti per fornire armamenti e aiuti economici ai Paesi in difficoltà (piano Marshall). A questo punto, con l'indice della paura altissimo, la borghesia americana era disposta a ‘investire’ in maniera considerevole per coprire i costi della guerra fredda. Nel frattempo nel periodo 1960-1980, i lavoratori dell'industria automobilistica godevano di un livello di benessere mai raggiunto prima. Il comunismo, che causò tante sofferenze ai popoli che ebbero l'esperienza di provarlo direttamente, riuscì a fornire  un alto tenore di vita a popolazioni non sottoposte a tale dittatura. L'indice di paura ebbe quindi un effetto positivo per tutti i lavoratori del mondo libero.

Con la caduta del muro di Berlino nel 1989 comincio' il declino del livello di vita della maggior parte dei lavoratori del mondo occidentale. L'indice della paura dovuto al comunismo si abbassò notevolmente, e gli industriali cominciarono ad aumentare i loro profitti evitando di aumentare il salario dei lavoratori. Allo stesso tempo, cominciarono a importare in grande quantità prodotti a basso costo dalla Cina, anch’essa giudicata non più pericolosa, creando una ulteriore pressione sulle retribuzioni. Oggigiorno si puo' dire che il mercato globalizzato ha finito per abbassare il tenore di vita della classe media, aumentando moltissimo la ricchezza dell'alta borghesia. La percentuale della gente proprietaria della casa sta diminuendo dal massimo del 78% raggiunto nel 2007. Attualmente l'uno per cento della popolazione degli Stati Uniti possiede piu' del 50% della ricchezza del Paese. Lo stesso livello del 1920, quando l'indice della paura era bassissimo e così il pericolo del comunismo. In conclusione bisogna prendere atto che il più grande progresso economico nella storia delle classi più disagiate del mondo libero,  fu ottenuto tra il dopoguerra e il 1990, quando la paura dell' espansione comunista era al  massimo.

Marcello VENEZIANO

 
Benvenuta normalità!!! PDF Stampa
Yoga - Live
…aria di rientri e partenze…un aiuto dallo yoga per vivere meglio questo momento.

 

Estate, tempo di tuffi, di sole, di sagre, di notti che non finiscono mai e di lenti, svogliati risvegli.. C’è chi ha mangiato troppo e teme l’appuntamento con la bilancia, chi ha preso tropo sole, chi ha giocato troppo e chi ha studiato troppo poco. E c’è anche chi in estate lavora troppo ( ristoranti, pizzerie, bar..) E’ il caso di dire che è la stagione degli eccessi, sarà il clima bollente, sarà la voglia di avventura che silente per lunghi mesi esplode in agosto.
In realtà, dopo la pausa estiva, il corpo dovrebbe essere più rilassato, più carico di energie, la mente fresca e purificata. Ma sappiamo bene che le cose forse non stanno “esattamente” così.
Proviamo per un attimo a non ascoltare le solite bugie del Super-Io, sempre pronto a ricordarci “come dovremo essere”e cerchiamo un contatto autentico con noi stessi.
La prima domanda che possiamo farci per metterci in ascolto è quella che faremo al nostro più caro amico, che non vediamo da tempo:come stai? A questo amico che ci conosce profondamente, certo non possiamo mentire, perché legge i nostri pensieri e riconosce i nostri stati d’animo, che taciuti dalle parole si esprimono nel volto.
Stabilire un contatto intimo con sé stessi, dopo il caos e la baldoria estiva non è facile, riabituare la mente al silenzio e alla solitudine richiede volontà e tempo. Non si tratta di un altro automatismo del cervello, di un rigido comando o di una vecchia abitudine, ma di uno speciale e sincero incontro. Solo quando ci troviamo veramente soli con noi stessi possiamo sentire veramente il nostro stato mentale, i nostri pensieri, il nostro corpo. È questo il punto migliore per ripartire e affrontare i ritmi urbani, l’ufficio, la casa....
Per facilitare l’ascolto interiore e ritrovare il nostro centro dopo gli eccessi estivi possiamo ricorrere ad alcune tecniche yogiche, da sempre alleate di salute e benessere. Sono utili per questo scopo tutte le posizioni di rilassamento, come shavasana (vedi sezione asana della rivista), il contatto con la terra e la staticità di questa posizione ci aiuteranno a stabilizzare e pacificare la mente e a scaricare le tensioni del corpo.
Anche il pranayama può esserci di aiuto per ritrovare un muto dialogo con il nostro sé. Ma se non siamo pratici di questa antica disciplina del respiro possiamo provare molto semplicemente ad ascoltarne il suono . In modo del tutto naturale, senza alterare il ritmo ascoltiamo il nostro respiro, la leggera musica della vita che continuamente vibra dentro di noi , ma che quasi sempre ignoriamo e ricopriamo con ritmi che non sono i nostri. Concediamoci alcuni minuti per rientrare nel nostro mondo interiore e godere di questa segreta sinfonia, poi per concludere questo momento di contatto con noi stessi, almeno per una volta proviamo a dire grazie a questo sacro soffio che ci offre ogni momento il divino dono della vita.
Secondo un grande yogi Paramhansa Yogananda sono più importanti i minuti che gli anni, perché in questi preziosi istanti che noi vediamo l’ essenzialità e conosciamo noi stessi.
Lo yoga , attraverso l’ascolto interiore ci aiuta ad accettare i nostri vissuti, la stanchezza, la pesantezza, il malumore, che spesso seguono la fine delle vacanze. Ogni cosa può trovare posto se la mente è infinita, solo così possiamo essere liberi e ritrovare lo spirito giusto per gustare con allegria e amore i frutti, che una nuova stagione della vita e della natura si prepara a darci.
BARBARA AMELIO
 
La fede PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

Una delle cose, mi sembra, che la maggior parte di noi accetta con più entusiasmo e dà per scontata è la questione della fede. Non sto attaccando la fede. Quello che stiamo tentando di fare è scoprire perché accettiamo la fede; e se possiamo comprendere i moventi, ciò che causa l’accettazione della fede, allora forse potremo essere capaci non solo capire perché l’accettiamo, ma anche di liberarcene. Si potrà anche riuscire a vedere come le fedi politiche e religiose, quelle nazionalistiche e di vari altri generi, separino le persone, creino conflitti, confusione, antagonismo; il che è un fatto ovvio, eppure non abbiamo la volontà di metterle da parte. C’è la fede induista, quella cristiana, quella buddhista – innumerevoli fedi settarie e nazionali, varie ideologie politiche e ognuna contende con tutte le altre e tende di convertirle alla propria. Si può facilmente capire che la fede separa le persone e crea intolleranza; ma è possibile vivere senza fede? Questo lo si può comprendere solo se si riesce a studiare sé stessi in relazione a una fede: Si può vivere in questo mondo senza una fede – non mutando fede, non sostituendo una fede con un’altra, ma interamente liberi da tutte le fedi, così da prendere la vita in modo rinnovato a ogni istante? Questa, dopotutto è la verità: avere la capacità di considerare ogni cosa in maniera nuova istante per istante, senza la reazione condizionata del passato, in modo che non ci sia l’effetto cumulativo che agisce come una barriera tra se stessi e ciò che è.
Se ci pensate, capirete che una delle ragioni del desiderio di accettare una fede è la paura. Se non avessimo fede, che cosa accadrebbe? Non dovremmo avere molta paura di ciò che potrebbe accaderci? Se non avessimo modelli di azione basati su una fede – sia essa in Dio, o nel comunismo , o nel socialismo, o nell’imperialismo, o in qualche tipo di formula religiosa, in qualche dogma che ci condizioni – ci sentiremmo profondamente perduti, non è vero? E questa accettazione di una fede non è forse il rivestimento di quella paura – la paura di non essere davvero nulla, di essere vuoti? Dopotutto, un bicchiere è utile solo quando è vuoto; e una mente piena di dogmi, di asserzioni, citazioni è davvero una mente non creativa, una mente meramente ripetitiva. Il voler sfuggire a quella paura – la paura del vuoto, della solitudine, del ristagnare, del non arrivare, del non riuscire, del non ottenere, del non essere qualcosa, del non diventare qualcosa – non è una delle ragioni per le quali noi accettiamo la fede così bramosamente e avidamente? E con l’accettazione della fede, comprendiamo forse meglio noi stessi? Al contrario. Una fede religiosa o politica impaccia ovviamente la nostra comprensione di noi stessi. Agisce come uno schermo attraverso il quale guardiamo noi stessi. Ma possiamo guardare noi stessi senza credenze? Se rimuoviamo queste credenze, le molte credenze che abbiamo, rimane qualcosa da guardare? Se non abbiamo credenze con cui la mente si identifica, allora la mente priva di identificazione è capace di guardare se stessa così com’è, e allora sicuramente, c’è l’inizio della comprensione di sé.
E’ davvero un problema interessante questa questione della fede e della conoscenza. Che parte straordinaria  svolge  nella nostra vita! Quante credenze abbiamo! [....] I selvaggi hanno innumerevoli superstizioni, persino nel mondo moderno. I più profondi, i più desti, i più presenti sono forse i meno credenti. La fede vincola, la fede isola; vediamo che è così in tutto il mondo, nel mondo economico e in quello politico e anche nel cosiddetto mondo spirituale. Tu credi che esista un Dio e magari io credo che non esista alcun Dio; oppure tu credi nel completo controllo statale di ogni cosa e di ogni individuo, e io credo nell’impresa privata; tu credi che ci sia solo un Salvatore e che grazie a lui potrai raggiungere il tuo obiettivo, e io non ci credo. Perciò tu con la tua fede e io con la mia stiamo affermando noi stessi. Eppure entrambi parliamo di amore, di pace, di unità del genere umano, di un’unica vita – il che significa assolutamente nulla, perché in realtà la vera fede è un processo di isolamento. Tu sei un bramino, io no; tu sei cristiano, io sono musulmano, e così via. Tu parli di fratellanza e anch’io parlo della stessa fratellanza, di amore e pace; ma in realtà siamo separati, divisi. Colui che vuole la pace e vuole creare un nuovo mondo, un mondo felice, sicuramente non può isolarsi attraverso nessuna forma di fede. Tutto ciò è chiaro? Può esserlo a livello verbale, ma se ne capite il significato, la validità e la verità, inizierà ad agire.
Comprendiamo che quando c’è un processo di desiderio in atto ci deve essere un processo di isolamento attraverso la fede, perché è ovvio che si crede per poter essere sicuri economicamente, spiritualmente e anche interiormente. Non sto parlando di coloro che credono per ragioni economiche, perché sono stati educati a essere dipendenti nei loro lavori e perciò saranno cattolici, induisti – qualunque cosa – fino a che c’è un lavoro per loro. Non stiamo nemmeno discutendo di quelle persone che si aggrappano a una fede per amore di convenienza. Forse è così per la maggior parte di noi. Per convenienza crediamo in certe cose. Mettendo da parte simili ragioni economiche, dobbiamo approfondire questo punto. Prendete le persone che hanno qualche forte credenza economica, sociale o spirituale; il processo soggiacente è il desiderio psicologico di essere al sicuro – non è vero? E allora c’è desiderio di continuità. Qui non stiamo discutendo se ci sia o non ci sia continuità; stiamo solo discutendo della pulsione, del costante impulso a credere. Un uomo di pace, un uomo che voglia realmente comprendere il processo complessivo dell’esistenza, non può essere vincolato ad una fede.

Brano tratto da La ricerca della felicità di Jiddu KRISHNAMURTI

 
Religioni PDF Stampa
Motti & Pensieri - Religioni

-RELIGIONE: COMPLESSO DI CREDENZE, SENTIMENTI, RITI CHE LEGANO UN INDIVIDUO O UN GRUPPO UMANO CON CIO’ CHE ESSO RITIENE SACRO,  CHE  E’ DA INTENDERE COME LA PERCEZIONE DEL ‘TOTALMENTE ALTRO’ (DEFINIZIONE DI RUDOLF  OTTO)

-SACRO E’ LA PAROLA FONDAMENTALE IN CAMPO RELIGIOSO; E’ ANCORA PIU’ IMPORTANTE DELLA NOZIONE DI DIO. UNA RELIGIONE PUO’ REALMENTE ESISTERE SENZA UNA CONCEZIONE  PRECISA DELLA DIVINITA’, MA NON ESISTE ALCUNA RELIGIONE REALE SENZA LA DISTINZIONE TRA SACRO E PROFANO (N. SODERBLOM)

-CI SONO TRE MEZZI PER CREDERE: LA RAGIONE, L'ABITUDINE E L'ILLUMINAZIONE. (B.PASCAL)

-LA VERITA' VI FARA' LIBERI. (dal VANGELO secondo GIOVANNI)

-CHI HA SANA LA MENTE NON COMPETE COL MONDO NE' LO CONDANNA, LA MEDITAZIONE GLI FARA' CONOSCERE CHE NESSUNA COSA E' QUAGGIU' DUREVOLE SALVO GLI AFFANNI DEL VIVERE. (attribuito al BUDDHA)

-CHI E' PIETOSO CON I CRUDELI FINISCE CON L'ESSERE CRUDELE CON I PIETOSI. (dal TALMUD)

-LA PARTE PIU' FANATICA DELL'UMANITA' IN MATERIA DI RELIGIONE HA SEMPRE UNA PASSIONE PER I MISTERI, E PER QUESTA RAGIONE AMA DI PIU' CIO' CHE CAPISCE DI MENO. (ISAAC NEWTON)

-LE RELIGIONI NON HANNO MAI SALVATO IL MONDO. (ERMANNO OLMI)

-LA FEDE QUANDO NON E' CONIUGATA CON LA RAGIONE PUO' DIVENTARE SUPERSTIZIONE. (Anonimo)

-LA MISERIA DELLA VITA UMANA NON E' DOVUTA AD UNA PUNIZIONE DIVINA NE' AD UN PECCATO ORIGINALE MA ESCLUSIVAMENTE ALL'IGNORANZA. (MIRCEA ELIADE )

-SI PUO' DEFINIRE L'UOMO COME COLUI CHE CERCA LA VERITA'. (GIOVANNI PAOLO II)

-NON AGIRE SECONDO RAGIONE E' CONTRARIO ALLA NATURA DI DIO. (BENEDETTO XVI)

-LAICITA' NON E' UN CONTENUTO FILOSOFICO, BENSI' UNA FORMA MENTIS; E' ESSENZIALMENTE LA CAPACITA' DI DISTINGUERE CIO' CHE E' DIMOSTRABILE RAZIONALMENTE DA CIO' CHE E' INVECE OGGETTO DI FEDE, A PRESCINDERE DALL'ADESIONE A TALE FEDE. (CLAUDIO MAGRIS)

-ESCLUDO IL MIRACOLO COME INTERVENTO DIVINO DAL DI FUORI DEL MONDO: SE IL DIO PERSONALE NEL QUALE IO CREDO INTERVENISSE DAVVERO NEL MONDO, ALLORA AVREI QUALCHE DOMANDA DA FARGLI SUL PERCHE' NON INTERVIENE NELLE INNUMEREVOLI CIRCOSTANZE IN CUI CI SAREBBE TANTO BISOGNO DI LUI. (VITO MANCUSO)

L'ATEISMO PIU' VOLGARE E PERICOLOSO E' QUELLO DI COLORO CHE CREDONO NELLA DIVINITA' TRASCENDENTE E CON INVOCAZIONI E OFFERTE, OSSERVANDONE I RITI, CREDONO DI POTERLA AVERE PROPIZIA E TUTTO PERMETTERSI. (PLATONE)

-LA LUMINOSITA' DEL SAPERE E' MOLTO PIU' ALTA DELL'OSCURITA' DELLA FEDE. (VITO MANCUSO)

-L'ORIGINE DELLA VITA DERIVA NON DA UN CASO MA DA PROPRIETA' INTRINSECHE DELLA MATERIA, IN BASE ALLE QUALI L'UNIVERSO TENDE ALL'AUMENTO PROGRESSIVO DELL'ORDINE E DELLA COMPLESSITA'. (ILYA PRIGOGINE)

-LOTTA SINO ALLA MORTE PER LA VERITA' E IL SIGNORE DIO COMBATTERA' PER TE. (dalla BIBBIA_SIRACIDE 4, 28)

-CHIUNQHE SIA SERIAMENTE IMPEGNATO NELLA RICERCA DELLA SCIENZA SI CONVINCE CHE UN QUALCHE SPIRITO, MOLTO SUPERIORE A QUELLO DELL'UOMO, E' MANIFESTO NELLE LEGGI DELL'UNIVERSO. IN QUESTA PROSPETTIVA LA RICERCA DELLLA SCIENZA CONDUCE AD UN SENTIMENTO RELIGIOSO DI TIPO PARTICOLARE, SICURAMENTE ABBASTANZA DIVERSO DALLA RELIGIOSITA' DI QUALCUNO PIU' INGENUO. (ALBERT EINSTEIN)

-LA SCIENZA SENZA RELIGIONE E' ZOPPA, LA RELIGIONE SENZA SCIENZA E' CIECA. (ALBERT EINSTEIN)

-LA RELIGIONE E' UN NARCOTICO CON CUI L'UOMO CONTROLLA LA SUA ANGOSCIA, MA OTTUNDE LA SUA MENTE. (SIGMUND FREUD)

-MI ANGUSTIANO LE PERSONE CHE NON PENSANO, CHE SONO IN BALIA DEGLI EVENTI. VORREI INDIVIDUI PENSANTI. QUESTO E' L'IMPORTANTE. SOLTANTO ALLORA SI PORRA' LA QUESTIONE SE SIANO CREDENTI O NON CREDENTI  (CARLO MARIA MARTINI)

-A VOLTE E' PROPRIO LA CONDOTTA DEI CRISTIANI A ESSERE CAUSA DI ABBANDONO DELLA FEDE E DEL CONSEGUENTE ATEISMO (GIOVANNI PAOLO II)

-SIGNORE, TI HO INSEGUITO PER LE STRADE MAESTRE E PER QUELLE SECONDARIE. TI HO CERCATO GIORNO E NOTTE  E NON TI HO MAI TROVATO FINCHE' NON HO CAPITO CHE ERI TU AD AVERE TROVATO ME (SANT'AGOSTINO)

-LA GLORIA DI DIO E' L'UOMO VIVENTE (IRENEO di LIONE)

-L'ANIMA DEL CREDENTE COMMETTE UN ERRORE SPIRITUALE QUANDO SCAMBIA LA SUA FEDE CRISTIANA CON L'ADESIONE INCONDIZIONATA ALLA DIMENSIONE POLITICO-ISTITUZIONALE DELLA CHIESA (VITO MANCUSO)

-LA CRISTIANITA' HA ABOLITO CRISTO (W. KIERKEGAARD)

-PER IL VOLGO RELIGIONE SIGNIFICA TRIBUTARE SOMMO ONORE AL CLERO ( BARUCH SPINOSA)

-QUEL MORTALE FLAGELLO DEI LIBRI ( PIO VII)

-MEGLIO LA MORTE CHE UNA VITA AMARA, IL RIPOSO ETERNO CHE UNA MALATTIA CRONICA (dalla BIBBIA-Sir30,17)

-SE DIO FOSSE VERAMENTE RESPONSABILE DELLA VITA E DELLA MORTE DEGLI ESSERI UMANI, IO SAREI ATEO, PERCHE' NON POTREI TOLLERARE CHE SI PRENDESSE COSI' MALIGNAMENTE GIOCO DI TANTI DI NOI (VITO MANCUSO)

-DOPO AUSCHWITZ DOBBIAMO DUBITARE O DELL'ONNIPOTENZA DI DIO O DELLA SUA BONTA' (HANS JONAS)

-IL SENSO DEL MONDO DEV'ESSERE FUORI DI ESSO (W. WITTGENSTEIN)

-SE DIO NON C'E' TUTTO E' POSSIBILE ( F. DOSTOEVSKIJ)

-SOLO CON LA PUREZZA E LE BUONE AZIONI DEI SEGUACI SI PUO' DIFENDERE LA RELIGIONE, MAI CON LA CONTRAPPOSIZIONE A CHI PROFESSA ALTRE FEDI ( GHANDI)

-IO NON SONO UN ATEO E NON PENSO DI POTERMI DEFINIRE PANTEISTA. NOI SIAMO NELLA SITUAZIONE DI UN BAMBINO CHE E' ENTRATO IN UNA IMMENSA BIBLIOTECA PIENA DI LIBRI SCRITTI IN MOLTE LINGUE. IL BAMBINO SA CHE QUALCUNO DEVE AVER SCRITTO QUEI LIBRI, MA NON SA COME E NON CONOSCE LE LINGUE IN CUI SONO STATI SCRITTI. SOSPETTA PERO' CHE VI SIA  UN MISTERIOSO ORDINE NELLA DISPOSIZIONE DEI VOLUMI, MA NON SA QUALE SIA. QUESTA MI SEMBRA LA SITUAZIONE DELL'ESSERE UMANO, ANCHE IL PIU' INTELLIGENTE, DI FRONTE A DIO.  LA CONVINZIONE PROFONDAMENTE APPASSIONANTE DELLA PRESENZA DI UN SUPERIORE POTERE RAZIONALE, CHE SI RIVELA NELL'INCOMPRENSIBILE UNIVERSO,  FONDA LA MIA IDEA SU DIO. (ALBERT EINSTEIN)

-AVERE UN DIO NON VUOL DIR ALTRO CHE QUESTO: AVER FIDUCIA IN LUI DAL PROFONDO DEL CUORE ( MARTIN LUTERO)

-MI SONO FATTO FORZA PER PARLARE CON TE, IO, CHE SONO TERRA E CENERE ( ABRAMO nella Genesi 18,27)

-LA RELIGIONE NON E' NECESSARIA, LA SPIRITUALITA' SI'. IL COSMO E' IL SACRO TEMPIO DI DIO E LA NOSTRA SACRA ABITAZIONE ( M. FOX )

-L'UNIVERSO, BENEDETTO E COLMO DI GRAZIA, E' IL GIUSTO PUNTO DI PARTENZA PER LA SPIRITUALITA' (M. FOX )

-DIO E' UN ARTISTA E L'UNIVERSO E' IL SUO CAPOLAVORO ( TOMMASO D'ACQUINO)

-LA DEITA' E' RAPPRESENTATA MEGLIO DALL'INTERO UNIVERSO CHE DA QUALSIASI COSA PRESA INDIVIDUALMENTE ( TOMMASO D'ACQUINO )

-LA RELIGIONE TENDE A DEGENERARE IN UNA FORMULA DI CONVENIENZA CON CUI RIVESTIRE BELLAMENTE UNA VITA COMODA E TRANQUILLA

( A. WHITEHEAD )

-LA FUNZIONE PIU' IMPORTANTE DELL'ARTE, COME DELLA SCIENZA, E' RISVEGLIARE E TENERE SVEGLIO IL SENTIMENTO RELIGIOSO COSMICO ( A. EINSTEIN )

-LA BELLEZZA E' L'ETERNITA' SULLA TERRA ( S. WEIL)

-GIOIRE PER LA GIOIA DI UN'ALTRA PERSONA E' COME ESSERE IN PARADISO ( MEISTER ECKHART )

-LA RELIGIONE AUTENTICA COMINCIA CON LA RICERCA DEL SENSO E DEL SIGNIFICATO AL DI LA' DELL'EGOCENTRISMO (HUSTON SMITH)

-LA RELIGIONE RAPPRESENTA IL TENTATIVO DI PARLARE DELL'INDICIBILE (N.D. WALSCH)

-LA RELIGIONE RAPPRESENTA L'OPPIO DEI POPOLI ( K. MARX)

-E' IL CUORE A SENTIRE DIO, NON LA RAGIONE (B. PASCAL)

-SOLTANTO NELLA SUPREMA FATICA DEL PENSIERO  SI  MANIFESTA DIO (J.FICHTE)

-NON ESISTE UN DIO CATTOLICO, ESISTE DIO (Papa FRANCESCO)

-MI PIACE IL VOSTRO CRISTO MA NON MI PIACCIONO I VOSTRI CRISTIANI. I VOSTRI CRISTIANI SONO COSI' DIVERSI DAL VOSTRO CRISTO. (GANDHI)

-LA CASA DI DIO E' L'UNIVERSO INTERO: CHE BISOGNO C'E' DI INDICARE UN LUOGO PARTICOLARE DOVE RECARSI?! (GENGIS KHAN)

-E' INCOMPRENSIBILE AFFERMARE CHE DIO ESISTA ED E' INCOMPRENSIBILE RITENERE CHE NON ESISTA (B. PASCAL)

-LA SUPERSTIZIONE E' UNA RELIGIONE PRIVATA MENTRE LA RELIGIONE E' UNA SUPERSTIZIONE PUBBLICA ( S. FREUD)

-NON MI CONSIDERO NE' ATEO NE' AGNOSTICO. COME UOMO DI RAGIONE E NON DI FEDE, SO DI ESSERE IMMERSO NEL MISTERO, CHE LA RAGIONE NON RIESCE A PENETRARE SINO IN FONDO, E LE VARIE RELIGIONI INTERPRETANO IN VARI MODI ( N. BOBBIO)

-DIO UMILIA GRANDEMENTE L'ANIMA PER POI INNALZARLA MOLTO (GIOVANNI DELLA CROCE)

 
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