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Come raggiungere la serenità PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

La via che conduce verso la serenità consiste nel riscoprire il valore insito nelle 'piccole' cose perchè non costano quasi nulla sotto tutti gli aspetti e sono numerosissime; mentre per i 'grandi' traguardi, che sono relativamente pochi ed essenzialmente materiali, occorre una quantità notevole di energie, stress e fatica senza la sicurezza che l'obiettivo una volta raggiunto riesca a produrre le soddisfazioni sperate. In quest'ultimo caso anzi, quando viene meno l'appagamento, dopo tutto il tempo necessario per conseguire questi obiettivi, rimpiangiamo gli sforzi e i soldi spesi per acquistarlo, perchè per ottenere tutte le 'grandi' cose, occorre una notevole devozione verso il Dio Denaro. Quest'ultimo rappresenta un Dio onnipotente in grado di raggiungere tutti i 'grandi' traguardi della società consumistica dalla fuoriserie al jet privato, ma è un Dio cui bisogna offrire parecchi 'sacrifici umani'. Lo stress, un termine ricorrente ai nostri tempi, miete infinite vittime sull'altare dei massimi valori del consumismo, a cominciare dal carrierismo. Quest'ultimo produce un individualismo sfrenato che turba la vita della maggior parte della gente perchè preclude la possibilità di farsi delle solide Amicizie tra i colleghi di lavoro. La vita è vista come una corsa ad ostacoli, dove superato il primo, ce ne sono altri cento perche il Dio Denaro non produce un appagamento duraturo dato che il consumismo orienta solo verso i beni materiali che, come già detto, alla fine annoiano. La lettura di un buon libro è considerata come una perdita di tempo, un fatto noioso e senza senso, che preclude la possibilità di dedicarsi a cose più 'importanti' come cene e pranzi luculliani, gite per ostentare la fuoriserie per poi piangere lacrime amare alla prima scalfittura della carrozzeria, shopping, in zone in, di abiti firmati da cambiare piuttosto spesso, anzi in maniera continua. No, la società consumistica non ci deve condizionare totalmente; è necessario pretendere il rispetto della morale, anche se qualcuno la considera come un qualcosa creato per controllare le persone e farle comportare in maniera da sottostare a tutte le regole 'imposte' tramite gli status symbol. La vera morale scaturisce, anziché dalla nostra pancia, dal nostro cuore e dal nostro cervello che non dovrebbe essere facilmente plagiato dalle mode soprattutto di costume, ma irrorato di cultura per renderlo efficiente e produttivo di pensieri e ragionamenti autentici.

Statistiche recenti indicano in un massimo di mille euro, cioè un valore vicino alla soglia della povertà, il reddito del 70% dei pensionati in Italia. Troppo poco per soddisfare le voglie della società consumistica che, si badi bene, avrebbe tutto l'interesse ad aumentare in maniera cospicua gli stipendi e i salari, ma non se lo può permettere considerando gli interessi precostituiti e la difficoltà di abbatterli per rimodellare tale struttura. Ma qui dal campo sociologico invaderemmo quello della politica, di cui non mi voglio occupare per motivi di spazio.

Ritorniamo alle piccole cose, cui accennavamo all'inizio, che sono numerose e facilmente raggiungibili o realizzabili, a cominciare dalla buona tavola con piatti della cosiddetta cucina povera, aggettivo che fa inorridire la maggior parte dei 'consumisti' ma che rende bene la semplicità di preparazione e la possibilità di prepararla anche in casa. Piccolezze che potrebbero comprendere la frequentazione di una biblioteca pubblica per leggere gratuitamente i quotidiani più diffusi e scegliere tra le migliaia di libri di cui dovrebbe disporre. Inoltre un percorso nel centro delle città d'arte che nel nostro Paese sono numerose, con visite anche gratuite la prima Domenica del mese ai circa duemila musei presenti in Italia. Naturalmente tutto questo in compagnia di qualche Amico o di qualche parente vicino come interessi e come affetti. Sì perchè gli affetti permettono di raggiungere il massimo della serenità dato che per la nostra soddisfazione non è necessario il denaro, senza attributi quando raggiunge un livello tale da poterci permettere uno stato di benessere materiale sufficiente a raggiungere un tenore di vita adeguato che avviene quando non diventiamo vittime dell'esclusione sociale. Affetti che poi producono altruismo e generosità che potrebbero cambiare un mondo orientato verso i consumi materiali e quindi verso il malessere psicofisico (ansia, malinconia, depressione, sovrappeso e obesità, etc). La cultura permetterebbe inoltre di superare gli attuali status symbol a vantaggio di un mondo più vivibile, con la fine della discriminazione del ’diverso' che anzi dovrebbe produrre un arricchimento di conoscenze con l'analisi di altri usi, costumi, tradizioni e anche, perchè no, di altre religioni. Questo perchè la cultura è una forza liberatrice dagli schemi e dalle mentalità prive di logica, di raziocinio e di sensibilità. Essa rappresenta la vittoria del cuore e del cervello su quella che definiamo pancia, perchè rappresenta soltanto i nostri interessi privati, personali e materiali che quindi sono da respingere e cancellare. Questo se vogliamo un mondo più giusto, più equilibrato e soprattutto abitato da gente altruista e quindi più serena nel relazionarsi con il Prossimo.

 

Antonio ALBINO

 
Gli smartphone PDF Stampa
Utilità - Punti di vista

Spesso vediamo persone che cenano nei ristoranti, e che, invece di parlare con gli altri seduti al loro tavolo, fissano i loro smartphone. Solo di tanto in tanto, i titolari di smartphone mostrano qualcosa che considerano interessante per gli altri. Queste sono le stesse persone che solo dieci anni fa si divertivano a portare avanti una conversazione. Com'è possibile che così tanti cambiamenti sociali siano avvenuti in così poco tempo? Sembra che le persone godano della vicinanza fisica degli altri, ma preferiscano non condividere i loro pensieri. A causa di questo cambiamento sociale, queste sono le domande che dobbiamo porci. Perché, così in fretta, un miliardo di persone, di così tante culture diverse in tutto il mondo, ha cambiato il proprio stile di vita? Gli smartphone ci rendono più ignoranti?

Negli ultimi decenni diversi siti hanno gareggiato per il titolo di "primo fuoco controllato dall'uomo". In Kenya sono state trovate piccole chiazze di terra arrossata in aree contenenti strumenti in pietra risalenti a 1,5 milioni di anni fa. Per dimostrare che i fuochi della prima pietra dell'età della pietra hanno causato la decolorazione, i ricercatori hanno usato tecniche come l'analisi della suscettibilità magnetica e la datazione della termoluminescenza. Il primo test rileva la terra bruciata misurando le fluttuazioni nel suo campo magnetico; il secondo determina quanto tempo fa un oggetto veniva riscaldato dal fuoco. Pertanto, più di un milione di anni fa, i primi esseri umani vivevano in queste grotte insieme a trenta o quaranta membri. Dal momento che non potevano parlare nessuna lingua, trascorrevano la maggior parte delle serate alla luce del fuoco, probabilmente facendo attività per le occupazioni del giorno successivo o per la prossima stagione. Immagino che le donne cucinavano o fabbricavano con le pelli cose da indossare e gli uomini alimentavano il fuoco o fabbricavano armi per la caccia del giorno dopo. Durante le serate, godevano del confort accogliente della presenza fisica di altri esseri ma raramente erano impegnati nella stessa attività intellettuale. Poi, circa centomila anni fa, alcune persone svilupparono un gene che rese loro facile iniziare a formulare parole e attivare un modo più sofisticato di comunicare. Le persone con questi geni erano così apprezzate che in breve tempo tutti impararono a parlare. Solo poche migliaia di anni fa, la gente viveva nei villaggi e nacquero i primi narratori di storie. Omero, nell'antica Grecia, era uno di loro. Di tanto in tanto, i greci si sedevano insieme ascoltando i narratori e così facendo godevano della presenza fisica di altre persone mentre condividevano le stesse stimolazioni intellettuali. Successivamente, altre forme di intrattenimento simile sono arrivate come giochi, concerti e film.

Ciò che attira maggiormente la mia attenzione è l'era della prima TV negli anni '50 e '60. Questo era il momento in cui c'erano solo pochi canali da guardare e nessun telecomando per rendere facile cambiare i programmi. Era l'ora in cui tutta la famiglia, giorno dopo giorno, sedeva in salotto a guardare gli stessi spettacoli. Durante questo periodo, durato circa trent'anni, le persone, ogni giorno, godevano della presenza fisica degli altri e, al tempo stesso, condividevano le stesse stimolazioni intellettuali.

Poi con l'avvento dei telecomandi, della TV via cavo e delle centinaia di canali tra cui scegliere, si determinò un certo grado di malcontento nel gruppo. C'erano molte scelte da concordare e il ragazzo con il telecomando in mano era determinante. Poi con l'avvento degli smartphone, non è insolito, quando un gruppo di persone si riunisce nella stanza di famiglia, vedere una o forse due persone che guardano la TV e gli altri che guardano i loro smartphone. Ancora una volta, come un milione di anni fa, le persone godono ancora della presenza fisica degli altri, altrimenti si sposterebbero in un'altra stanza della casa, ma ogni individuo è stimolato da una diversa attività intellettuale. Questo potrebbe essere paragonato alla stessa sensazione di comfort vissuta dai proprietari di animali domestici quando sono vicini ai loro cani o gatti.

Possiamo dire che le famiglie, solo per un periodo molto breve, hanno sperimentato la stimolazione comune del loro cervello nel loro salotto. Questo spiega quanto velocemente, un miliardo di persone in tutto il mondo hanno cambiato il loro comportamento. Le persone stanno tornando alle stesse abitudini che avevano sviluppato in quel periodo di un milione di anni fa.

Per quanto riguarda la questione se stiamo diventando più ignoranti, la mia opinione è affermativa. Gli smartphone, con la loro capacità di avere accesso nel giro di microsecondi a quasi tutte le conoscenze che l'umanità ha creato nel corso dei secoli, danno l'impressione che studiare un dato argomento sia una perdita di tempo. È vero che possiamo ampliare le nostre conoscenze se, quando facciamo una ricerca su Internet, decidiamo di dedicare una notevole quantità di tempo a qualsiasi argomento specifico. Ma la maggior parte di noi passa solo qualche secondo a cercare una risposta per soddisfare la nostra curiosità e le informazioni ricevute vengono rapidamente dimenticate. Inoltre, c'è bisogno di una buona base per permetterci di espandere le nostre conoscenze. Questo fondamento può essere acquisito solo da studente in un buon sistema scolastico. La conoscenza e il ragionamento richiedono una correlazione tra molte diverse nozioni e qualsiasi fatto indipendente può essere utile solo in un concorso con quiz. Storia, arte, scienza e tutte le altre scienze umane sono strettamente intrecciate. Sono come piccoli fiumi che si uniscono in un grande fiume e il grande fiume diventa la nostra consapevolezza appena acquisita che ci impedisce di agire esclusivamente con i nostri istinti primordiali. In confronto, le informazioni raccolte rapidamente su Internet sono come gocce di pioggia che cadono sul deserto, incapaci di scorrere insieme e destinate ad asciugarsi sotto i raggi del sole. Questo è uno dei motivi per cui un paese civile ha bisogno di un sistema scolastico pubblico di buona qualità e conveniente.

 

Marcello VENEZIANO

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Innaffia il tuo cervello come una pianta PDF Stampa
Benessere - Salute

Una ricerca ha appena dimostrato che la materia grigia ha bisogno di acqua per funzionare bene. Basta bere una sorsata e migliorano le capacità di prendere decisioni, di orientarsi e di organizzare la giornata. Lo sapete che se non bevete vi rimbambite? Una ricerca del King's College di Londra ha appena dimostrato che la materia grigia ha bisogno di essere abbeverata per funzionare bene. Se siete disidratati, si affloscia come una pianta che non è stata innaffiata: avete difficoltà a orientarvi, a organizzare la giornata, a prendere decisioni, perfino a fare lavoretti manuali. Una sorsata, invece, potenzia le capacità cognitive. Dunque, brindate alla vostra intelligenza. Con l'acqua.
All'Istituto di psichiatria dell'Università londinese sono arrivati a queste conclusioni fotografando il cervello a corto di bevande. Due studiosi, Matthew Kempton e Ulrich Ettinger, hanno fatto pedalare dieci volontari in età adolescenziale per un'ora e mezzo: una bella sudata non compensata da una bella bevuta. Dopo lo sforzo fisico, hanno osservato che cosa era successo ai loro neuroni con la risonanza magnetica funzionale. 
Ebbene, alla disidratazione corrispondevano una serie di modifiche della materia grigia (si ingrossavano i ventricoli laterali e la corteccia fronto-parietale richiedeva un maggior afflusso di sangue). E a queste alterazioni faceva seguito un calo cognitivo delle capacità di programmazione e di orientamento.

 

Al King's College, così, hanno avuto la prova che il cervello lavora al massimo delle sue potenzialità solo se beviamo a sufficienza. «Una disidratazione anche lieve, per esempio una perdita d'acqua pari all'l% del peso corporeo, ha un effetto immediato», conferma Umberto Solimene, docente di medicina termale all'Università degli Studi di Milano. «Tra i sintomi più comuni ci sono minore concentrazione, carenza di attenzione, ma anche irritabilità e mal di testa. E peggiora anche il collegamento fra gli occhi e le zone del cervello che governano le mani, rendendo difficile l'esecuzione dei lavori manuali». Ma quanto bisogna bere, per il bene del cervello ma anche di tutto l'organismo? «D'estate è bene che un adulto sano e sedentario mandi giù al giorno in media un litro e mezzo, due di acqua, naturale o gassata, escludendo se possibile le bevande zuccherate», dice Giovanna Cecchetto, presidente dell'Associazione italiana dietisti. «È consigliabile distribuire la quantità nelle 24 ore e non solo nelle ore più calde. Non dimenticate di mangiare verdura e frutta fresca, che aiutano l'organismo a idratarsi». E se si passano le vacanze ai Tropici? «In un ambiente particolarmente caldo e umido è meglio aumentare la quantità di acqua fino a tre litri», prosegue la dietista. «Stesso discorso se fate sport: con un'ora di sforzo fisico si perdono in media un litro e mezzo-due di acqua, che vanno tutti reintegrati. Anche bambini e anziani devono bere molto durante le giornate più calde: spesso il loro stimolo della sete è attenuato e rischiano di disidratarsi».

Articolo di Amanda Giobbe tratto dalla rivista OK Salute

 
Intervista a Sharon Stone PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

 

Pensa che esista soltanto questa vita, o crede in una esistenza anche dopo la morte?

Credo nella teoria di Einstein sul tempo e che tutte le nostre vite si stiano svolgendo contemporaneamente.

Accetta il concetto di karma nel senso di causa effetto?
(N.d.R.: per karma si intende la legge cosmica che fa sì che le corrette azioni influiscano positivamente su questa e le eventuali altre vite)

Quello che facciamo nella nostra vita, in qualche modo ci tornerà indietro, sì.

 

Qual è il suo codice morale rispetto a quel che è giusto o sbagliato?

Non credo veramente nella morale. Penso che la morale sia una cosa creata dalla società per controllare le persone e farle comportare come delle pecore. Penso che l'etica provenga dalla verità e dalla dignità del nostro cuore.

 

Crede di avere un destino e pensa di essere qui per compierlo?

Sì. Sento che tutti noi abbiamo un destino; quello che dobbiamo decidere è con quanta integrità dobbiamo andargli incontro

 

Che cosa le ha insegnato la vita finora?

La vita ci insegna a rialzarci in piedi, darci una ripulita e ricominciare da capo.

 

 

Quali consigli e perle di saggezza vorrebbe trasmettere a chi le sta vicino?

Ricordate che la nostra vita è soltanto questo momento. E' questa la nostra vita, dunque vivete pienamente, intensamente e interamente ora.

 

A cura di Zoe Sallis, tratta dal testo 'Il senso della vita'

 
Impariamo lo yoga dalla Natura: fai fiorire l'albero che è in te! PDF Stampa
Yoga - Asana
di Barbara AMELIO

 

Vi siete accorti di come gli alberi in questa stagione siano animati da un'incantata bellezza?
È come se la natura volesse essere osservata, ammirata amata da noi, come la più attraente delle creature, colei che dispone di ogni tinta, forma, odore.. Abbandoniamoci all’energia che dal tronco fluisce e si dona a noi con le sue braccia fiorite . Sentiamo che la natura ci ama e si prende cura di noi con amore e ogni anno ritorna a riempirci di colori, profumi, vita, sogni…senza chiedere nulla in cambio.
Ogni albero ha un nome, una storia…come noi. Proviamo a sintonizzarci sulle frequenze verdi per prepararci alla festa dell’estate. In piedi…impariamo la posizione dell’albero(Vrikshasana)
La posizione dell’albero
Vriksha in sanscrito significa albero, il nome di questa posizione esprime il senso di stabilità, di forza e robustezza . Come la metamorfosi della natura, anche il nostro corpo si trasforma: i piedi diventano radici, il busto si rinforza come il fusto e le braccia si fanno rami flessibili rivolti verso il cielo. È una delle posizioni classiche dello yoga. Si tratta di una postura di equilibrio che agisce sul sistema propriocettivo, che controlla la sensazione del corpo nello spazio, migliorando il nostro equilibrio. Rinforza i muscoli delle gambe e dell’addome. Essa agisce anche sulla mente rendendola stabile e calma. Ci aiuta a sviluppare qualità come perseveranza, pazienza, concentrazione.
PRATICA
Prima di effettuare Vrikshasana, massaggia gli arti inferiori e superiori, con un massaggio circolare dal piede alla gamba e dalla mano alla spalla. Stando in piedi , sposta il peso sul piede sinistro e appoggia il destro appena sotto il ginocchio. Radica il piede a terra e quando ti senti stabile porta gli arti superiori lateralmente e poi in alto sopra il capo. Unisci ora le palme delle mani . Senti l’energia risalire dai piedi fino alle dita delle mani. Espandi i polmoni e respira profondamente con le narici. I piedi-radici mi nutrono di amore. Attraverso il gesto delle mani dono me stessa anima e corpo, perché possa diventare una cosa sola con l’universo.
Esegui ora la posizione con l’altro arto inferiore. Prova a mantenere la posizione per alcuni secondi, successivamente aggiungi 2 o 3 secondi ogni settimana.
Per migliorare il tuo equilibrio mentre esegui Vrikshasana prova a fissare un punto davanti a te nello spazio. In caso di difficoltà di circolazione agli arti inferiori, varici o flebite è meglio evitare tale sollecitazioni e orientarsi su altre posizioni
La sacralità dell’albero è riconosciuta da tutti i popoli, un bassorilievo che si trova nel Museo Britannico a Londra testimonia questo culto tra gli Assiri. Essa è descritta in molti i testi spirituali:l’albero del bene e del male nel giardino dell’Eden nella Bibbia, l’albero dell’illuminazione nella Baghavad Gita ( testo indiano), l’albero della vita nella Kabbalah ( testo ebraico). Inoltre le foglie e la corteccia di molti alberi hanno proprietà curative, e ad essi sono affidati messaggi di pace ( ramo d’ulivo) e di salvezza (la croce di legno di Cristo).
Come l’albero anche l’essere umano si erge verso la luce e attinge energia dalla spiritualità divina. Lo sapevi che esiste un equilibrio tra l’espansione dei rami e il sistema radiale che scende in profondità? L’albero è un ponte tra i mondi superiore e inferiore. Anche lo yogi vive questo stato, in cui il corpo diventa uno strumento spirituale e la mente un ponte verso la dimensione della liberazione. Risveglia il tuo albero interiore e vedrai i frutti della serenità e della gioia nell’estate che viene…