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Amicizia e Amore PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

E’ bene iniziare a trattare e approfondire il discorso sulle amicizie perché chiunque si rifiuterebbe in via  teorica di vivere senza grossi amori ma non senza veri amici. Il desiderio di fraternizzare nasce spontaneamente essendo l’uomo un animale socievole, ma per il determinarsi dell’amicizia  è necessario un lungo periodo di gestazione che metta al riparo da sorprese ed errori.  L’amicizia deve essere considerata come il toccasana per tutte le avversità, perché la parola di un vero amico permette di superare crisi e malumori e consente quindi di acquisire un buon equilibrio esistenziale. Dice Cesare Pavese: “La massima sventura è la solitudine, tanto è vero che il supremo conforto – la religione – consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio”. Le amicizie interessate ad aspetti come il conseguimento di un utile di qualsiasi natura o per il piacere di seguire un interesse comune, non sono amicizie profonde perché si dissolvono facilmente  allorchè il rapporto cessa di essere utile e piacevole e questo avviene normalmente quando si cambiano interessi, abitudini e ambienti. Le vere amicizie sono quindi quelle disinteressate dal punto di vista raggiungimento   di vantaggi materiali o di interessi comuni. L’amicizia vera si può definire come affetto da elargire, in maniera da volere che nel rapporto si generi soltanto la felicità dell’altro, trascurando la propria. Quindi fondamentalmente significa prescindere da sé stessi per pensare soltanto in funzione dell’altro, poiché il vero amico non pone condizioni ma dà solo affetto e agisce  trascurando i propri interessi personali.

A questo punto ci sembra che anche l’amore vero presenti queste caratteristiche e che quindi i due sentimenti risultano essere molto vicini tra di loro perché in entrambi esiste il disinteresse per il proprio stato. L’unica differenziazione che possiamo vedere è costituita, a prescindere dall’amore cosiddetto platonico, dal rapporto fisico che nasce normalmente in quello d’amore, con abbracci, baci, carezze e sesso. Per quest’ultimo vale quanto detto per il resto, cioè ogni amante tende a pensare al godimento dell’altro anziché massimizzare il proprio. L’affetto corrisposto è della stessa natura e quindi si tende a vedere felice l’altro, si tende a gioire della sua gioia sia nel caso dell’amicizia vera sia nel caso di vero amore. Comunque citando il Poeta : ’Amor ch’al cor gentile ratto s’apprende’ ci sembra predisposto ad innamorarsi soltanto chi è in possesso di una elevata sensibilità spirituale, lo prova il fatto che le donne si innamorano facilmente perché dotate di maggior tenerezza, raffinatezza e apertura sociale. Inoltre l’amore vero si manifesta prevalentemente in gioventù, cioè quando il carattere è più malleabile, più dolce. Il primo innamoramento generalmente dura per anni in maniera intensa, anche quando non è corrisposto, ed è idiliaco quando viene ricambiato. Che poi duri in eterno non ci sembra suffragato dalla realtà. Comunque è  vero che ci si può innamorare anche per uno sguardo, un dettaglio, un episodio, pertanto date le caratteristiche molto, molto particolari, lasciamo ai poeti il compito di cantare le storie d’amore più famose, prescindendo dalla loro origine, dal loro manifestarsi. La cosa più importante da rilevare è che nel caso di innamoramento si prescinde da ogni logica, da ogni ragionamento e credo che sia per questo che l’amore è visto come il più bello ed il più temuto dei sentimenti perché richiede particolari attenzioni se non la dedizione totale. Mentre abbiamo visto che l’amicizia è il più desiderato tra i sentimenti perché, dopo che si è manifestata, necessita solo di correttezza e lealtà. Comunque l’amicizia, l’amore e gli affetti a cominciare naturalmente da quelli familiari danno sapore e tono alla vita. Senza di essi si rimane in uno stato da considerare anomalo il che fa sì che la maggior parte delle -amicizie-, data la loro rilevanza, siano accettate senza nessuna regola se non quella di avere un punto di riferimento  con cui passare il tempo libero, con cui passare le vacanze etc. Senza nessuna regola dicevo, basti pensare agli aspetti negativi dei social network, dove sono riusciti non solo a commercializzarla ma a deriderla, mentre l’amicizia più grande è quella a cui non è necessario fare pubblicità perché anche da sola ha un immenso valore spirituale e sociale: ci rimette in pace con noi stessi, con la vita e con la società.
Quanto sia valida e rara la vera amicizia lo dimostra una ricerca del sociologo americano Miller McPherson su un campione rappresentativo di americani, che ha mostrato come nonostante il numero di -amici- nei social network sia spesso misurato in centinaia, gli amici -veri-  (quelli a cui si confidano i propri problemi più intimi) sono in media 2,08 dico ‘poco più di  due’ . Visto che nel 1985 il valore medio era 2,94  possiamo affermare che avere tanti amici -virtuali- non implica necessariamente un aumento degli amici -veri-.
Questo perché l’amicizia più profonda, come afferma Aristotele nella sua Etica Nicomachea, non può essere basata solo sull’utile e sul piacere ma deve nascere soprattutto dalla condivisione di ideali e valori e pertanto deve rappresentare  un punto di arrivo, un traguardo, una meta riservata a pochi fortunati e a pochi virtuosi per avvicinare  quella felicità verso cui l’uomo tende per Natura.

 
Che cos'è lo stress PDF Stampa
Saper vivere - Introduzioni

Lo stress  va inteso come il disagio che determina qualsiasi cambiamento nello stile di vita o nei rapporti con gli altri. Il termine stress in inglese significa appunto tensione. Lo stato di stress quindi non si può eliminare, ma va affrontato in maniera opportuna, perché in alcuni casi si può parlare di stress positivo, come nel momento in cui l'ansia indotta, che è da intendere come assolutamente non patologica, ci permette di portare a compimento una attività in tempi ed in maniera ottimale (tale tipo di stress da considerare come assolutamente positivo non verrà quindi analizzato ).

Quindi in generale un lieve stato di stress elimina la causa maggiore di deterioramento della qualità della vita: la noia.

Quando ci si sente fortemente stressati invece, ovvero in uno stato di tensione molto elevato e quindi patologico, è necessario che ci dedichiamo ad una attività che susciti in noi interesse e piacere. I cosiddetti hobbies quindi riducono l'intensità emotiva dello stress e ci consentono non solo di staccare la spina dalla fonte dello stress, ma anche di scaricare il disagio accumulato. Tutte le attività fisiche non agonistiche sono da considerare antistress, a cominciare dalle passeggiate in buona compagnia. L'attività fisica agonistica e quindi molto intensa può causare insonnia, anche in presenza di una estrema stanchezza. Dobbiamo quindi imparare a gestire il nostro corpo e la nostra mente in maniera da non affaticarli costantemente. Dobbiamo soprattutto nell'ambito dei cosiddetti lavori di ufficio ripetitivi e poco gratificanti, imparare a prenderci delle pause psico-fisiche, come lo sgranchirsi le gambe fino al distributore automatico del caffè od al bar ed affrontare argomenti più piacevoli di quelli che si riferiscono all'attività lavorativa. Le persone che rinunciano a tali pause o sono stressate o lo saranno. Il relax può quindi essere inserito nella nostra vita nei modi e nei tempi più opportuni. Non necessariamente il rilassamento è conseguito mediante una passeggiata nei boschi, in campagna e per mezzo di una gita in barca, ma ripeto esso è costituito da tutto ciò che ci procura piacere e quindi anche dalla conversazione con un collega durante una pausa caffè.

Lo stress è stato definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come una ‘epidemia diffusa su scala mondiale'. In Europa è responsabile secondo recenti statistiche di più del 50% delle assenze dal lavoro ed ad un intervistato su cinque sono state diagnosticate anche conseguenze fisiche.

Esso può determinare ansia patologica e depressione. Bisogna imparare quindi oltre che a gestirlo ad eliminarlo in maniera opportuna, partendo dalla constatazione che la fretta che caratterizza lo stile di vita occidentale è forse eccessiva ed in molti casi immotivata. L'azione contraddistingue il nostro stile di vita. Forse agiamo troppo in fretta. ‘Il tempo è denaro' è un aforisma che è stato creato in America e che ci condiziona pesantemente a volte anche in maniera inconscia. Queste considerazioni fanno sì che l'aspetto emotivo dell'intelligenza emerga ancora una volta in maniera prepotente. L'entità emotiva della mente deve essere in grado di gestire la macchina umana di cui fa parte in maniera che non vada in avaria per sollecitazioni troppo intense. Una persona stressata è una persona con gravi problemi esistenziali e di convivenza, ma non è da considerare poco intelligente sul piano emotivo. Sono le strutture delle società soprattutto occidentali che la conducono verso una condizione anomala che sarebbe indispensabile evitare nella maniera più assoluta, per tutte le implicazioni fortemente negative, che ne derivano.

Comunque l'intelligenza emotiva consente di governare le emozioni e di guidarle nelle direzioni più opportune; spinge alla ricerca di benefici duraturi piuttosto che al soddisfacimento degli appetiti più immediati; si può apprendere, perfezionare ed insegnare ai bambini, rimuovendo alla radice le cause di molti e gravi squilibri caratteriali prima che si manifestino nell'età adulta, con le conseguenze che abbiamo descritto.

Antonio ALBINO

 
Liberi dalla schiavitù per cinque anni PDF Stampa
Scritto da Marcello Veneziano   

Ieri, ho visto il film " Schiavo per dodici anni" e non mi ha convinto della tesi presentata. Il film si svolge poco prima della guerra civile americana. In quel periodo alcune organizzazioni criminali rubavano negri liberi nel Nord per poi venderli come schiavi nel Sud degli Stati Uniti. Questo film vuole lasciare l'impressione che la legge in vigore in quel tempo proteggesse tutti gli uomini liberi indipendentemente dal colore o razza quando venivano messi in schiavitù ingiustamente. Inoltre, dava l'idea che in un giorno, non molto lontano, ogni forma di schiavitù sarebbe stata abolita anche nel Sud.

La mia interpretazione della storia degli schiavi negri in America è in contraddizione con l'idea presentata in questo film. Secondo me, i negri americani vissero senza alcuna discriminazione, per quanto riguarda la legge, solamente tra il 1965 e il 1970 quindi per soli 5 anni. In realtà dopo la fine della guerra civile ci furono solo dieci anni di ricostruzione, in cui le leggi di uguaglianza nel Nord furono introdotte anche nel Sud. A cominciare dal 1876, leggi di segregazione razziale furono approvate da tutti i governi della ormai sconfitta Confederazione degli stati del Sud. Queste leggi, chiamate le Jin Crow Laws, rimasero in vigore fino al 1965, esponendo la dottrina che i negri erano uguali ma dovevano vivere separati dai bianchi in tutti i luoghi pubblici. Questa separazione in pratica determinò condizioni di vita inferiori per i negri, considerando tutti gli svantaggi economici e educazionali che questa legge venne a significare.

Le scuole pubbliche non esistevano negli stati del Sud prima della guerra civile. Dopo, con le leggi di Jim Crow, poche risorse furono stanziate per le scuole dei negri, con lo scopo di tenere la gente di colore in una sorta di completa ignoranza. L'istruzione, in genere, richiede diverse generazioni per raggiungere un livello adeguato e i negri del Sud cominciarono questo processo solamente nel 1965 quando le leggi di "separati ma uguali" furono abrogate. Alla fine della guerra civile ci fu un cambiamento per i lavoratori agricoli neri. Gli schiavi, una volta liberati, furono impiegati dagli stessi latifondisti, ricevendo una percentuale minima dei raccolti in cambio del loro lavoro. La loro vita divenne forse più precaria rispetto all’anteguerra. I negri, non essendo più proprietà dei latifondisti, potevano essere facilmente sostituiti da altri lavoratori. La morte di questi negri liberati non rappresentava più una perdita di capitale.

Un altro affronto, che i negri del Sud dovettero subire dopo la cosiddetta liberazione, venne a chiamarsi Peonage. Questo comportava una serie di leggi chiamate "Black Codes" per il controllo dei movimenti dei negri tra le città e le zone rurali. Queste leggi in realtà erano fatte per impedire la migrazione dal Sud al Nord. Secondo queste leggi, i negri venivano giudicati vagabondi anche se solo disoccupati e in cerca di lavoro. Con queste leggi i magistrati arrestarono centinaia di migliaia di individui, impartirono sanzioni pecuniarie e richiesero cauzioni. Non avendo i soldi per pagare, i negri rimanevano prigionieri e venivano prestati ad agricoltori ed altri affaristi disposti a pagare le loro multe. I prigionieri dovevano lavorare incatenati per lunghi periodi per ripagare questi debiti ingiustamente comminati. Durante questo periodo, essi dovettero vivere in situazioni peggiori di quando erano schiavi. I bianchi furono raramente considerati colpevoli per violenze arrecate ad essi. All'inizio del ventesimo secolo si stima che circa il 40% dei negri si trovava in questa situazione di Peonage. Nel 1921, John Williams fu il solo bianco definito colpevole per la morte violenta di 11 negri che lavoravano nella sua fattoria. Williams fu l'unico bianco giudicato colpevole di assassinio tra il 1877 e il 1966. I bianchi conservarono la loro supremazia nel Sud, anche se in inferiorità numerica, promulgando leggi che resero sempre più difficile ottenere il diritto di voto ai negri. Nel 1877 il Partito Democratico ricorse a  un compromesso per ottenere il supporto degli Stati del Sud nelle elezioni presidenziali. L'accordo consisteva nel rimuovere tutte le truppe di occupazione dal Sud. Con questo accordo il Partito Democratico ottenne il potere e subito dopo, in dieci degli undici Stati Confederati originali, fu tolto il voto alla maggioranza dei negri, con una combinazione di tasse per votare, esami di comprensione e prove di residenza. Gli analfabeti bianchi ebbero il permesso di votare con l’uso di regole preesistenti. Nel 1910 in Luisiana, solo 730 negri erano registrati per votare, cioè meno dello 0.5 % della popolazione.

La ragione del titolo di questo articolo è dovuta al fatto  che nel 1965, durante l’amministrazione del presidente Johnson, con l'abrogazione delle leggi Jim Crow, l’uguaglianza di fronte alla legge di tutte le razze sembrava raggiunta. Purtroppo,  solo 5 anni dopo, un nuovo fenomeno si manifestò. La popolazione detenuta cominciò ad aumentare rapidamente con l'introduzione di nuove leggi. Tra il 1970 e il 2011, il numero dei detenuti aumentò da 280.000 a 2.260.000, di circa otto volte, mentre la popolazione generale aumentava del 50% e i crimini violenti diminuivano. Nel frattempo numerosi studi dimostravano la mancanza di correlazione tra crimine e carcerazione durante questo lungo periodo. Gli Stati Uniti hanno il più alto livello di detenuti nel mondo. Nel 2011, 905.000 negri erano in carcere, cioè il 40% di tutti i detenuti, sebbene rappresentassero solo il 12.6 % della popolazione. Le donne sono in grande minoranza in queste statistiche, dimostrando che i negri di sesso maschile erano i più perseguitati.

Il maggior numero di detenuti era responsabili del possesso di piccole quantità di droga. Il costo totale di questo sistema di giustizia è circa 200 miliardi di dollari annui. Per dare un’idea della grandezza di questa cifra, si può dire che il costo, per mandare gli stessi detenuti nelle migliori università, sarebbe di circa la metà. Un altro fatto da considerare, è che in molti degli Stati del Sud, anche quando vengono liberati, gli ex detenuti non hanno più il diritto di votare. In altre nazioni anche durante il tempo passato in prigione i detenuti possono votare. Dovuto a pene già scontate, un gran numero di negri ha perso il diritto a votare. Questo significa che milioni di voti vengono ad essere soppressi con un impatto significativo sulle elezioni locali e nazionali. Questo ci riporta alla situazione della Luisiana nel 1910. Esiste una certa connessione tra l'alto livello di detenzione e il desiderio di negare alla popolazione negra il diritto di votare. In conclusione la domanda: sono stati i negri del Sud completamente liberi soltanto per cinque anni dal finire della guerra civile?

Cercando di dimenticare il passato, ora dobbiamo dare il diritto di voto a tutti i negri che sono stati riabilitati. Inoltre bisogna ridurre il numero dei carcerati drammaticamente, perche non c'è Paese che possa permettersi tanto spreco di denaro e di risorse umane. L’avere il più alto livello di detenuti nel mondo non è qualcosa di cui essere orgogliosi.

Marcello VENEZIANO

 

 
MATSYASANA: La posizione del pesce per imparare a nuotare nell'oceano dell'Esistenza PDF Stampa
Yoga - Asana
I fondali marini sono l’immagine esteriore dei nostri oceani sotterranei, dove le correnti emozionali non sono mai quiete, anche quando in superficie le nostre difese psichiche si adoperano al fine di mostrare un mare placido. In tali acque, solitaria la barca del nostro Ego prende il largo. La maggior parte della nostra vita mentale è inconscia, così noi conosciamo solo la punta di questo iceberg, poiché la nostra coscienza è quasi totalmente sommersa. Lo Yoga aiuta a estendere sempre più il raggio della Consapevolezza e ad abbattere l’Ego, poiché come dice il poeta inglese John Donne( 1572 –1631): « Nessun uomo è un'isola ». La filosofia yoga ci aiuta a ritrovare l’unione cosmica e a calmare le maree del cuore.
Ecco una posizione che favorisce l’immergersi nel nostro oceano interiore, per poi ritornare a galla pieni di energia e silenzio. In matsyasana(Matsya in sanscrito significa pesce) il petto e il cuore sono esposti,diventando i  punti più alti del corpo come la cima di una piccola montagna,. Malgrado la sua vulnerabilità è una posizione di rilassamento in cui si sperimenta la fede e la fiducia in sé. La mente come un pesce cerca le profondità dell’inconscio, solo la luce del cuore può illuminare la mente e  permettere che la piccola goccia della coscienza possa unirsi all’oceano cosmico.


Praticare
Prima di effettuare la posizione, massaggiare sempre tutto il corpo.
Dalla posizione supina, porta le mani sotto i glutei, per inarcare la schiena con sicurezza, mantieni i piedi a martello e le gambe unite e tese. Punta i gomiti contro il pavimento, avvicinandoli, innalza poi la gabbia toracica, inspirando. Sostieni il peso del busto con le braccia e lascia che la testa ricada in dietro Prova ora a chiudere gli occhi e ad ascoltare il tuo respiro. Mantieni la mente concentrata sui punti del corpo sollecitati. Esalando torna nella posizione di partenza e di nuovo massaggia gli arti e la spina dorsale.

Benefici

• Un testo della tradizione afferma che la posizione Matsyasana è la “distruttrice di ogni  malattia”.
• Distende i flessori dell'anca e i muscoli tra le costole
• Allunga e stimola i muscoli del ventre e la parte anteriore del collo 
• Allunga e stimola gli organi del ventre e della gola 
• Rafforza i muscoli della parte superiore della schiena e della parte posteriore del collo 
• Migliora la postura

Controindicazioni/Precauzioni

• Pressione alta o bassa
• Emicrania
• Insonnia
• Gravi lesioni alla zona lombare o cervicale
La posizione ha lo scopo di consentire una profonda respirazione polmonare, soprattutto toracica e clavicolare, e di allungare la muscolatura addominale e pettorale.

Lascia che il cuore possa conoscere l’oceano e  sedare le sue tempeste  solo così potrà  trovare la via della GIOIA e  gettare la sua ancora dove dimora dell’Eterno!
 
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