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SOCIAL NETWORK PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

Il social network può essere definito come  una piattaforma che consente di gestire sia la propria rete sociale, sia la propria identità sociale. In particolare i social sono caratterizzati da tre elementi:

-La possibilità di costruire ed esibire un proprio profilo che sarà accessibile, almeno in forma parziale, a tutti gli ‘utenti’.

-la possibilità di creare un gruppo, attraverso scelte individuali, cui permettere l’accesso e la comunicazione.

-la possibilità di analizzare e commentare i ‘dati’ che vengono scambiati.

La capacità di offrire numerose opportunità nel campo della convivenza e della comunicazione spiega il successo eccezionale che hanno avuto: di recente l’accesso a Facebook è stato effettuato nello stesso giorno da oltre un miliardo di persone.
Guardando alle statistiche osserviamo le motivazioni più comuni che ne determinano l’ingresso:

-stare in contatto con gli amici           42%

-riempire il tempo   libero                  38%

-amici già presenti in rete                  34%

-conoscere altre persone                   34%

-scambiare battute divertenti             34%

-scambiare foto e video                     33%

-divulgare le proprie opinioni              30%

 

I social ci permettono in pratica:

-di relazionarci con i nostri amici reali superando i limiti del tempo e del luogo.

-ci consentonodi allargare la nostra rete sociale anche a persone che non conosciamo personalmente (amici ‘digitali’, conosciuti tramite il web).

-di decidere come e quando presentarci ai nostri amici, reali o digitali, scegliendo che cosa raccontare, quali immagini presentare, quali aspetti mostrare.

-di scoprire meglio le identità dei nostri amici, sapere che cosa fanno, conoscere i loro interessi e chi frequentano.

E’ bene comunque presentare anche i maggiori aspetti negativi dei social che sono costituiti da:

-mancanza garanzie reali sulla identità degli amici digitali.

-possibilità di comportamenti aggressivi caratterizzati da stalking.

-cyberbullismo caratterizzato da trasmissione di immagini e video sconvenienti ed anche pornografiche di persone conosciute personalmente.

Il successo che hanno avuto i social è dovuto comunque anche al fatto che permettono inconsciamente di soddisfare le maggiori necessità esistenziali dell’uomo.L’elenco dei bisogni che devono essere soddisfatti per arrivare alla cosiddetta autorealizzazione sono stati individuati dallo psicologo Abraham Maslow con una scala gerarchica piramidale che ne indica l’ordine di soddisfacimento. Le prime necessità sono naturalmente di ordine fisiologico e sono quindi fame, sete e sonno, soddisfatte le quali si può passare a quelle successive. Vale a dire al bisogno di sicurezza, protezione e attenzione che nei social diventano la possibilità di scambiarsi informazioni con ‘amici’ in maniera continuativa. Quindi si può passare a quello successivo costituito dal bisogno associativo cioè quello che diventa nell’ambito dei social l’avvenuta costituzione di un centro con finalità comuni a tutti gli ‘amici’. Il successivo è rappresentato dalla necessità dell’autostima per considerarsi rispettosi verso sé stessi e validi anche nel gruppo ed è rappresentato dai rapporti e dai legami che si instaurano con i componenti del social. Infine al vertice della piramide l’autorealizzazione cioè il bisogno di divenire pienamente sé stessi, nonché di occupare una posizione soddisfacente nell’ambito del gruppo.
La possibilità di soddisfare e/o perlomeno di verificare la soddisfazione di certe esigenze è recepita inconsciamente, ma rappresenta un fatto fondamentale perché la loro mancanza produce numerosi effetti negativi nei rapporti umani. Quindi il successo dei social non può essere individuato solo nella novità, nel ‘farsi gli affari degli altri’ e nella voglia di condividere le esperienze altrui.
In conclusione i social, se usati in maniera responsabile, costituiscono una importante opportunità per raccontarsi, per migliorare ed espandere i propri rapporti personali, per generare nuovi interessi ed anche fare pubblicità alle proprie attività primarie e/o cercarne qualcuna, compreso un posto di lavoro poiché il nostro cyberspazio può costituire un valido curriculum vitae anche quando non si ricorre a social dedicati come LinkedIn. Tutto questo fa sì che possano esser visti come un effetto positivo della cosiddetta globalizzazione e considerati parte integrante e molto rilevante di quel processo inarrestabile destinato ad avvicinare le Genti e i Popoli.

 
Amicizia e Amore PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

E’ bene iniziare a trattare e approfondire il discorso sulle amicizie perché chiunque si rifiuterebbe in via  teorica di vivere senza grossi amori ma non senza veri amici. Il desiderio di fraternizzare nasce spontaneamente essendo l’uomo un animale socievole, ma per il determinarsi dell’amicizia  è necessario un lungo periodo di gestazione che metta al riparo da sorprese ed errori.  L’amicizia deve essere considerata come il toccasana per tutte le avversità, perché la parola di un vero amico permette di superare crisi e malumori e consente quindi di acquisire un buon equilibrio esistenziale. Dice Cesare Pavese: “La massima sventura è la solitudine, tanto è vero che il supremo conforto – la religione – consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio”. Le amicizie interessate ad aspetti come il conseguimento di un utile di qualsiasi natura o per il piacere di seguire un interesse comune, non sono amicizie profonde perché si dissolvono facilmente  allorchè il rapporto cessa di essere utile e piacevole e questo avviene normalmente quando si cambiano interessi, abitudini e ambienti. Le vere amicizie sono quindi quelle disinteressate dal punto di vista raggiungimento   di vantaggi materiali o di interessi comuni. L’amicizia vera si può definire come affetto da elargire, in maniera da volere che nel rapporto si generi soltanto la felicità dell’altro, trascurando la propria. Quindi fondamentalmente significa prescindere da sé stessi per pensare soltanto in funzione dell’altro, poiché il vero amico non pone condizioni ma dà solo affetto e agisce  trascurando i propri interessi personali.

A questo punto ci sembra che anche l’amore vero presenti queste caratteristiche e che quindi i due sentimenti risultano essere molto vicini tra di loro perché in entrambi esiste il disinteresse per il proprio stato. L’unica differenziazione che possiamo vedere è costituita, a prescindere dall’amore cosiddetto platonico, dal rapporto fisico che nasce normalmente in quello d’amore, con abbracci, baci, carezze e sesso. Per quest’ultimo vale quanto detto per il resto, cioè ogni amante tende a pensare al godimento dell’altro anziché massimizzare il proprio. L’affetto corrisposto è della stessa natura e quindi si tende a vedere felice l’altro, si tende a gioire della sua gioia sia nel caso dell’amicizia vera sia nel caso di vero amore. Comunque citando il Poeta : ’Amor ch’al cor gentile ratto s’apprende’ ci sembra predisposto ad innamorarsi soltanto chi è in possesso di una elevata sensibilità spirituale, lo prova il fatto che le donne si innamorano facilmente perché dotate di maggior tenerezza, raffinatezza e apertura sociale. Inoltre l’amore vero si manifesta prevalentemente in gioventù, cioè quando il carattere è più malleabile, più dolce. Il primo innamoramento generalmente dura per anni in maniera intensa, anche quando non è corrisposto, ed è idiliaco quando viene ricambiato. Che poi duri in eterno non ci sembra suffragato dalla realtà. Comunque è  vero che ci si può innamorare anche per uno sguardo, un dettaglio, un episodio, pertanto date le caratteristiche molto, molto particolari, lasciamo ai poeti il compito di cantare le storie d’amore più famose, prescindendo dalla loro origine, dal loro manifestarsi. La cosa più importante da rilevare è che nel caso di innamoramento si prescinde da ogni logica, da ogni ragionamento e credo che sia per questo che l’amore è visto come il più bello ed il più temuto dei sentimenti perché richiede particolari attenzioni se non la dedizione totale. Mentre abbiamo visto che l’amicizia è il più desiderato tra i sentimenti perché, dopo che si è manifestata, necessita solo di correttezza e lealtà. Comunque l’amicizia, l’amore e gli affetti a cominciare naturalmente da quelli familiari danno sapore e tono alla vita. Senza di essi si rimane in uno stato da considerare anomalo il che fa sì che la maggior parte delle -amicizie-, data la loro rilevanza, siano accettate senza nessuna regola se non quella di avere un punto di riferimento  con cui passare il tempo libero, con cui passare le vacanze etc. Senza nessuna regola dicevo, basti pensare agli aspetti negativi dei social network, dove sono riusciti non solo a commercializzarla ma a deriderla, mentre l’amicizia più grande è quella a cui non è necessario fare pubblicità perché anche da sola ha un immenso valore spirituale e sociale: ci rimette in pace con noi stessi, con la vita e con la società.
Quanto sia valida e rara la vera amicizia lo dimostra una ricerca del sociologo americano Miller McPherson su un campione rappresentativo di americani, che ha mostrato come nonostante il numero di -amici- nei social network sia spesso misurato in centinaia, gli amici -veri-  (quelli a cui si confidano i propri problemi più intimi) sono in media 2,08 dico ‘poco più di  due’ . Visto che nel 1985 il valore medio era 2,94  possiamo affermare che avere tanti amici -virtuali- non implica necessariamente un aumento degli amici -veri-.
Questo perché l’amicizia più profonda, come afferma Aristotele nella sua Etica Nicomachea, non può essere basata solo sull’utile e sul piacere ma deve nascere soprattutto dalla condivisione di ideali e valori e pertanto deve rappresentare  un punto di arrivo, un traguardo, una meta riservata a pochi fortunati e a pochi virtuosi per avvicinare  quella felicità verso cui l’uomo tende per Natura.

 
Liberi dalla schiavitù per cinque anni PDF Stampa
Scritto da Marcello Veneziano   

Ieri, ho visto il film " Schiavo per dodici anni" e non mi ha convinto della tesi presentata. Il film si svolge poco prima della guerra civile americana. In quel periodo alcune organizzazioni criminali rubavano negri liberi nel Nord per poi venderli come schiavi nel Sud degli Stati Uniti. Questo film vuole lasciare l'impressione che la legge in vigore in quel tempo proteggesse tutti gli uomini liberi indipendentemente dal colore o razza quando venivano messi in schiavitù ingiustamente. Inoltre, dava l'idea che in un giorno, non molto lontano, ogni forma di schiavitù sarebbe stata abolita anche nel Sud.

La mia interpretazione della storia degli schiavi negri in America è in contraddizione con l'idea presentata in questo film. Secondo me, i negri americani vissero senza alcuna discriminazione, per quanto riguarda la legge, solamente tra il 1965 e il 1970 quindi per soli 5 anni. In realtà dopo la fine della guerra civile ci furono solo dieci anni di ricostruzione, in cui le leggi di uguaglianza nel Nord furono introdotte anche nel Sud. A cominciare dal 1876, leggi di segregazione razziale furono approvate da tutti i governi della ormai sconfitta Confederazione degli stati del Sud. Queste leggi, chiamate le Jin Crow Laws, rimasero in vigore fino al 1965, esponendo la dottrina che i negri erano uguali ma dovevano vivere separati dai bianchi in tutti i luoghi pubblici. Questa separazione in pratica determinò condizioni di vita inferiori per i negri, considerando tutti gli svantaggi economici e educazionali che questa legge venne a significare.

Le scuole pubbliche non esistevano negli stati del Sud prima della guerra civile. Dopo, con le leggi di Jim Crow, poche risorse furono stanziate per le scuole dei negri, con lo scopo di tenere la gente di colore in una sorta di completa ignoranza. L'istruzione, in genere, richiede diverse generazioni per raggiungere un livello adeguato e i negri del Sud cominciarono questo processo solamente nel 1965 quando le leggi di "separati ma uguali" furono abrogate. Alla fine della guerra civile ci fu un cambiamento per i lavoratori agricoli neri. Gli schiavi, una volta liberati, furono impiegati dagli stessi latifondisti, ricevendo una percentuale minima dei raccolti in cambio del loro lavoro. La loro vita divenne forse più precaria rispetto all’anteguerra. I negri, non essendo più proprietà dei latifondisti, potevano essere facilmente sostituiti da altri lavoratori. La morte di questi negri liberati non rappresentava più una perdita di capitale.

Un altro affronto, che i negri del Sud dovettero subire dopo la cosiddetta liberazione, venne a chiamarsi Peonage. Questo comportava una serie di leggi chiamate "Black Codes" per il controllo dei movimenti dei negri tra le città e le zone rurali. Queste leggi in realtà erano fatte per impedire la migrazione dal Sud al Nord. Secondo queste leggi, i negri venivano giudicati vagabondi anche se solo disoccupati e in cerca di lavoro. Con queste leggi i magistrati arrestarono centinaia di migliaia di individui, impartirono sanzioni pecuniarie e richiesero cauzioni. Non avendo i soldi per pagare, i negri rimanevano prigionieri e venivano prestati ad agricoltori ed altri affaristi disposti a pagare le loro multe. I prigionieri dovevano lavorare incatenati per lunghi periodi per ripagare questi debiti ingiustamente comminati. Durante questo periodo, essi dovettero vivere in situazioni peggiori di quando erano schiavi. I bianchi furono raramente considerati colpevoli per violenze arrecate ad essi. All'inizio del ventesimo secolo si stima che circa il 40% dei negri si trovava in questa situazione di Peonage. Nel 1921, John Williams fu il solo bianco definito colpevole per la morte violenta di 11 negri che lavoravano nella sua fattoria. Williams fu l'unico bianco giudicato colpevole di assassinio tra il 1877 e il 1966. I bianchi conservarono la loro supremazia nel Sud, anche se in inferiorità numerica, promulgando leggi che resero sempre più difficile ottenere il diritto di voto ai negri. Nel 1877 il Partito Democratico ricorse a  un compromesso per ottenere il supporto degli Stati del Sud nelle elezioni presidenziali. L'accordo consisteva nel rimuovere tutte le truppe di occupazione dal Sud. Con questo accordo il Partito Democratico ottenne il potere e subito dopo, in dieci degli undici Stati Confederati originali, fu tolto il voto alla maggioranza dei negri, con una combinazione di tasse per votare, esami di comprensione e prove di residenza. Gli analfabeti bianchi ebbero il permesso di votare con l’uso di regole preesistenti. Nel 1910 in Luisiana, solo 730 negri erano registrati per votare, cioè meno dello 0.5 % della popolazione.

La ragione del titolo di questo articolo è dovuta al fatto  che nel 1965, durante l’amministrazione del presidente Johnson, con l'abrogazione delle leggi Jim Crow, l’uguaglianza di fronte alla legge di tutte le razze sembrava raggiunta. Purtroppo,  solo 5 anni dopo, un nuovo fenomeno si manifestò. La popolazione detenuta cominciò ad aumentare rapidamente con l'introduzione di nuove leggi. Tra il 1970 e il 2011, il numero dei detenuti aumentò da 280.000 a 2.260.000, di circa otto volte, mentre la popolazione generale aumentava del 50% e i crimini violenti diminuivano. Nel frattempo numerosi studi dimostravano la mancanza di correlazione tra crimine e carcerazione durante questo lungo periodo. Gli Stati Uniti hanno il più alto livello di detenuti nel mondo. Nel 2011, 905.000 negri erano in carcere, cioè il 40% di tutti i detenuti, sebbene rappresentassero solo il 12.6 % della popolazione. Le donne sono in grande minoranza in queste statistiche, dimostrando che i negri di sesso maschile erano i più perseguitati.

Il maggior numero di detenuti era responsabili del possesso di piccole quantità di droga. Il costo totale di questo sistema di giustizia è circa 200 miliardi di dollari annui. Per dare un’idea della grandezza di questa cifra, si può dire che il costo, per mandare gli stessi detenuti nelle migliori università, sarebbe di circa la metà. Un altro fatto da considerare, è che in molti degli Stati del Sud, anche quando vengono liberati, gli ex detenuti non hanno più il diritto di votare. In altre nazioni anche durante il tempo passato in prigione i detenuti possono votare. Dovuto a pene già scontate, un gran numero di negri ha perso il diritto a votare. Questo significa che milioni di voti vengono ad essere soppressi con un impatto significativo sulle elezioni locali e nazionali. Questo ci riporta alla situazione della Luisiana nel 1910. Esiste una certa connessione tra l'alto livello di detenzione e il desiderio di negare alla popolazione negra il diritto di votare. In conclusione la domanda: sono stati i negri del Sud completamente liberi soltanto per cinque anni dal finire della guerra civile?

Cercando di dimenticare il passato, ora dobbiamo dare il diritto di voto a tutti i negri che sono stati riabilitati. Inoltre bisogna ridurre il numero dei carcerati drammaticamente, perche non c'è Paese che possa permettersi tanto spreco di denaro e di risorse umane. L’avere il più alto livello di detenuti nel mondo non è qualcosa di cui essere orgogliosi.

Marcello VENEZIANO

 

 
MATSYASANA: La posizione del pesce per imparare a nuotare nell'oceano dell'Esistenza PDF Stampa
Yoga - Asana
I fondali marini sono l’immagine esteriore dei nostri oceani sotterranei, dove le correnti emozionali non sono mai quiete, anche quando in superficie le nostre difese psichiche si adoperano al fine di mostrare un mare placido. In tali acque, solitaria la barca del nostro Ego prende il largo. La maggior parte della nostra vita mentale è inconscia, così noi conosciamo solo la punta di questo iceberg, poiché la nostra coscienza è quasi totalmente sommersa. Lo Yoga aiuta a estendere sempre più il raggio della Consapevolezza e ad abbattere l’Ego, poiché come dice il poeta inglese John Donne( 1572 –1631): « Nessun uomo è un'isola ». La filosofia yoga ci aiuta a ritrovare l’unione cosmica e a calmare le maree del cuore.
Ecco una posizione che favorisce l’immergersi nel nostro oceano interiore, per poi ritornare a galla pieni di energia e silenzio. In matsyasana(Matsya in sanscrito significa pesce) il petto e il cuore sono esposti,diventando i  punti più alti del corpo come la cima di una piccola montagna,. Malgrado la sua vulnerabilità è una posizione di rilassamento in cui si sperimenta la fede e la fiducia in sé. La mente come un pesce cerca le profondità dell’inconscio, solo la luce del cuore può illuminare la mente e  permettere che la piccola goccia della coscienza possa unirsi all’oceano cosmico.


Praticare
Prima di effettuare la posizione, massaggiare sempre tutto il corpo.
Dalla posizione supina, porta le mani sotto i glutei, per inarcare la schiena con sicurezza, mantieni i piedi a martello e le gambe unite e tese. Punta i gomiti contro il pavimento, avvicinandoli, innalza poi la gabbia toracica, inspirando. Sostieni il peso del busto con le braccia e lascia che la testa ricada in dietro Prova ora a chiudere gli occhi e ad ascoltare il tuo respiro. Mantieni la mente concentrata sui punti del corpo sollecitati. Esalando torna nella posizione di partenza e di nuovo massaggia gli arti e la spina dorsale.

Benefici

• Un testo della tradizione afferma che la posizione Matsyasana è la “distruttrice di ogni  malattia”.
• Distende i flessori dell'anca e i muscoli tra le costole
• Allunga e stimola i muscoli del ventre e la parte anteriore del collo 
• Allunga e stimola gli organi del ventre e della gola 
• Rafforza i muscoli della parte superiore della schiena e della parte posteriore del collo 
• Migliora la postura

Controindicazioni/Precauzioni

• Pressione alta o bassa
• Emicrania
• Insonnia
• Gravi lesioni alla zona lombare o cervicale
La posizione ha lo scopo di consentire una profonda respirazione polmonare, soprattutto toracica e clavicolare, e di allungare la muscolatura addominale e pettorale.

Lascia che il cuore possa conoscere l’oceano e  sedare le sue tempeste  solo così potrà  trovare la via della GIOIA e  gettare la sua ancora dove dimora dell’Eterno!
 
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