Home Saper vivere Altri Articoli Alla ricerca della felicità
Alla ricerca della felicità PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

Quanto al fatto che il piacere si trova sia nei buoni che nei cattivi e che gli scellerati godono della propria infamia non meno di quanto gli onesti si compiacciono del loro retto operare, dirò che – come gli antichi ci hanno insegnato – dobbiamo seguire la via migliore, non la più dilettevole, e che il piacere non deve essere guida ma soltanto compagno del buono e del giusto volere. Il nostro maestro è la natura, è lei che la ragione guarda e consulta. Perciò vivere felici e vivere secondo natura sono la medesima cosa, e dirò subito perché: se conservassimo le qualità fisiche e le inclinazioni naturali con cura e serenità, nella consapevolezza che sono beni passeggeri destinati a perire, se non ne subiremo la schiavitù e ci lasceremo possedere dal mondo esterno, se le occasionali soddisfazioni del nostro corpo conteranno per noi come le truppe ausiliarie e i soldati armati alla leggera (che hanno il compito di servire, non di comandare), solo così tutto questo potrà essere utile alla nostra mente. Non dobbiamo lasciarci corrompere né dominare dal mondo che ci circonda, dobbiamo fare assegnazione solo su noi stesi, affidarci alle nostre personali capacità, risoluti sia nella fortuna che nella malasorte; dobbiamo, insomma, essere noi gli artefici della nostra vita e della nostra condotta. E però quella fede deve accompagnarsi alla scienza, ad un sapore saldo e costante, sì che quando abbiamo preso delle decisioni queste rimangano stabili e certe, senza riserve e cancellature di sorta. Va da sé – né c’è bisogno ch’io mi dilunghi in questo discorso – che se ci atterremo a tali principi saremo equilibrati e ordinati, generosi ed affabili in ogni nostra azione. La ragione parta pure dai sensi nel fare le sue ricerche (i sensi, infatti, hanno il compito di stimolarla, né da altro essa può muovere nel suo slancio verso la verità) , ma, una volta preso l’avvio, rientri subito in sé, come del resto fanno l’universo intero, che tutto abbraccia, e Dio stesso che lo governa, i quali, pur tendendo verso l’esterno, tornano poi, da ogni parte, nella loro intima essenza. Questo deve fare la nostra mente. Dopo che dietro la spinta dei sensi e per loro mezzo si sia volta alle cose che la circondano, si mantenga padrona di queste e di sé stessa. Ne nasceranno una forza ed un potere concorde, e quella razionalità sicura che non conosce contrasti né tentennamenti nelle sue opinioni, nelle sue conoscenze e nelle sue convinzioni. Quando la mente si sia così organizzata,ordinata e armonizzata, diciamo, in tutte le sue parti, il nostro animo avrà già raggiunto la felicità, perché in se non avrà più nulla di riprovevole, nulla d’incerto, nulla in cui possa urtare o scivolare; agirà sempre di sua libera iniziativa e niente potrà  accadergli che da lui non sia già stato previsto e calcolato, ma tutto ciò che farà avrà giusto e felice compimento, perché l’agire gli riuscirà facile, pronto e senza alcuna esitazione: la pigrizia, infatti, e l’indecisione rivelano l’esistenza di contrasti e di incoerenze, che un simile animo non ha. Perciò possiamo dichiarare apertamente che la felicità è l’armonia interiore, giacché le virtù si trovano nell’accordo e l’unità: dove queste manchino non ci sono che vizi.

Brano tratto da : De vita beata di Lucio Annea SENECA