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Alla ricerca di un senso... PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

La vita, una sconosciuta da osservare profondamente da giovani, un'opportunità da cogliere nella sua pienezza da meno giovani e un diario da rileggere con attenzione da vecchi per farne tesoro almeno per i vicini al  nostro cuore. Si nasce senza aver ‘mai chiesto’ di venire al mondo e quindi i genitori, anche senza riferimento all’aspetto affettivo, hanno delle precise responsabilità: devono accudire il neonato e portarlo all’età adulta dopo avergli dato una educazione e una istruzione per continuare il percorso di vita in maniera soddisfacente. Ciò purtroppo non può essere valido per tutti, perché dal mondo sottosviluppato si migra anche rischiando la morte e pertanto si può solo parlare di vita ma al limite estremo. La natura dell’uomo, l’umanità, come sentimento, non si può rinchiudere soltanto nell’ambito dei propri confini nazionali ignorando il fenomeno, perché il Pianeta è di tutti anche dei Paesi più poveri e i problemi generali vanno e devono essere fronteggiati a livello planetario, come l’altro grosso problema dei cambiamenti climatici, che se non si affronta in tempo utile rischia di produrre degli effetti incalcolabili sulla vivibilità dell’intero Globo.  Il Mondo quindi continua ad essere diviso in blocchi, che una volta comprendeva anche quello comunista mentre oggigiorno ‘solo’ quello industrializzato, quello dei paesi emergenti e di quelli sottosviluppati, questi ultimi, dove per mancanza anche di generi di prima necessità per gran parte della popolazione, è difficile condurre, ripetiamo, anche oggigiorno, una vita degna di essere vissuta in un ambiente accettabile. Questo non vuol dire che in quelli industrializzati non esistano problemi, ma sono molto diversi a cominciare dal consumismo cioè dalla volontà dell’uomo comune di possedere sempre di più in tutti i campi in maniera smodata partendo dal potere e dal denaro, mentre manca completamente la voglia di migliorare l’ambiente dal punto di vista sociale. La vita nei Paesi industrializzati è vissuta come competizione estrema ed estenuante: nella società del ‘malessere’(consumistica), se vediamo gli altri primeggiare o peggio ancora superarci, tendiamo a sminuire il loro operato, a metterli in cattiva luce, anzi a denigrarli. I veri grandi valori della vita come l’amicizia, l’amore, gli affetti, l’altruismo, la gradevolezza vengono accantonati, messi da parte, gettati nel ‘non necessario’. Si cerca solo di emergere e quindi di navigare senza curarsi del fatto che in un mare in tempesta si naviga in malo modo, si può imbarcare acqua e anche affondare. La ricchezza e il potere sono l’unico obbiettivo e quando li abbiamo raggiunti in maniera adeguata (gli status symbol prevedono macchine e dimora di lusso, ferie in altri continenti e settimane bianche a ripetizione, etc, etc) non ci accontentiamo, vogliamo sempre di più, vogliamo diventare i padroni del mondo, delle sue ricchezze; ciò spiega il fatto che  diversi Capi di Governo, anziché essere considerati Statisti, sono  accusati fondatamente di essere in preda a un Delirio di Onnipotenza, che fa perdere loro  il contatto con la realtà. A ciò ci conducono la mancanza di valori spirituali e morali, che fanno sì che il ‘Buon Padre di Famiglia’ venga irriso e dichiarato estraneo a questa società che si tollera sia caratterizzata, per molti Stati, da arrivisti, avidi, spendaccioni, spreconi e devastatori dell’Ambiente e soprattutto di ignoranti per quanto riguarda la cultura generale. L’ignoranza è perfida, travolge tutti i valori spirituali; solo la Cultura ci permette di analizzare noi stessi e l’ambiente in cui viviamo alla luce del fatto che è necessario conseguire prima di tutto serenità e correttezza nei rapporti umani, se non altruismo. Solo la Cultura può permetterci di cercare valori più elevati. solo la Cultura può essere il mezzo per permettere di vivere in una società più giusta e più condivisibile con gli altri esseri che popolano il pianeta. Ma occorre liberarsi dalla pigrizia mentale che impedisce di acquisire la conoscenza vera del mondo e del nostro Io. E quindi dopo aver sbloccato le cause di questo sottosviluppo culturale è necessario procedere a investire certamente sulla ricerca, sulle tecnologie (perché si aumenta l’efficienza del sistema di produzione ricchezza e quindi di maggior disponibilità economica-teoricamente- per tutti) ma anche sulla diffusione delle Scienze dell’Uomo e per l’Uomo; la Cultura ci sembra l’investimento migliore per una società, più sana, più serena e quindi per uno stile di vita più aperto all’esigenza di un mondo teso verso un processo inarrestabile di Globalizzazione.