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Banalizzazione o demonizzazione? PDF Stampa
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Giovedì 18 Marzo 2010 22:19

Naturalmente parliamo dei rapporti sessuali, poiché è di questi giorni la notizia che nel liceo Keplero di Roma sono state installate macchinette automatiche per la distribuzione di condom ovvero più semplicemente di preservativi. C’è da tener presente che nella scuola il costo di tali ‘dispositivi anticoncezionali’ è molto più basso di quello previsto nelle farmacie o nelle cosiddette parafarmacie.  Partendo dal presupposto che i rapporti sessuali sono diventati molto più diffusi di una volta tra i giovani, c’è solo da rallegrarsi per l’iniziativa. Ma la Curia Vaticana ha subito parlato di banalizzazione dei rapporti senza tener presente che si potrebbe parlare invece di banalizzazione del concepimento che è tutt’altra cosa. Se il numero degli aborti continua a rimanere elevato forse, anzi sicuramente, ciò è dovuto alla scarsa educazione sessuale dei giovani. E ammesso che questa educazione sia abbastanza diffusa, essa viene acquisita soltanto con il passaparola che la presenza dei distributori di preservativi nelle scuole potrebbe consentire di aumentare.
Ormai il sesso prematrimoniale che la Chiesa ancora combatte è diventato un qualcosa di abbastanza normale tra i giovani, pertanto il fatto che si agevoli il rapporto, sicuro da gravidanze indesiderate, è da considerare più che legittimo oltre che auspicabile. Si agisce solo in maniera ipocrita quando  si nasconde che la cosiddetta liberazione sessuale è avvenuta da un pezzo ormai. Bisogna prendere atto di ciò e trarne le conseguenze sul piano razionale, considerando anche che l’età ‘matrimoniale’ è salita e di molto. Ben vengano quindi le posizioni del Cardinale Carlo Maria Martini,il quale purtroppo è stato definito dalla Curia: << quello del preservativo>>, oggetto che nell’ambito delle gerarchie vaticane continua ad essere considerato come qualcosa di sconcio. Ma la Curia forse non considera ignominiosi ( viste anche le lievi sanzioni comminate) i numerosi casi di pedofilia perpetrati da religiosi mentre continua a considerare come qualcosa di estremamente licenzioso il sesso che scaturisce dall’amore e dalla attrazione reciproca tra i giovani.
Allora si prenda atto che questa concezione del sesso (visto ancora come un tabù in età prematrimoniale) non fa altro che allontanare i giovani dalla fede nella religione e per induzione anche da Dio. E soprattutto, per evitare certe turpitudini, si inizi a pensare se non sia il caso di introdurre l’istituto del matrimonio anche per i religiosi Cattolici; come già avviene per Protestanti ed Ortodossi.

A. A.