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Il denaro in testa PDF Stampa
Felicità - Altri articoli
Domenica 15 Maggio 2011 11:46

So che chi odia è capace anche di perdonare e provare compassione: Si può stare al mondo nutrendo solo cattivi pensieri, ma è altrettanto possibile campare con gioia e trasmetterla agli altri in modo contagioso. In questo mondo dominato dal denaro, però, vedo troppe vittime, troppo dolore nascosto dietro mucchi di valuta pregiata. Di fronte a tutto questo avrei voglia di piangere, ma prima che le lacrime mi offuschino la vista, preferisco ricordare i bisogni dell’uomo. E’ il punto da cui partire per ridare valore alla persona nella nostra società.

1. L’uomo ha bisogno di sicurezza. Gli è necessaria a vivere, prima ancora che a vivere bene.

2. L’uomo ha bisogno di non stare solo. Deve trovare qualcuno con cui dividere la sua avventura nel mondo. E’ una difesa dalla paura, che paralizza chi resta solo e lo fa sentire morto quando è ancora vivo.

3. L’uomo ha bisogno di vedere la sua esistenza prolungata nei figli in chi ha qualcosa di lui nel volto. E’ questa la sola immortalità che profuma di umano.

4. L’uomo ha bisogno di vivere in società, una famiglia allargata in cui è tenuto in considerazione anche da chi non lo conosce. Una società solidale si regge sulla cooperazione, un termine bellissimo perché vuol dire <>, <> . la miglior difesa da ogni tentativo di esclusione che, per quanto nascosto dietro un’apparenza di buone maniere, genera sempre violenza.

5. L’uomo ha bisogno di un <> tra gratificazione e frustrazione. Tra ben d’essere e mal d’essere. Tra piacere e dolore, speranza e delusione. La società non può imbrogliarlo con troppe promesse non mantenute.

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Lettera di donna PDF Stampa
Felicità - Altri articoli
Domenica 20 Marzo 2011 11:21

Il genere non è scritto nel corpo,
tuttavia il corpo può fare del genere l’unica porta di entrata del mondo.

Il sesso è ciò che è fenotipicamente evidente,
non nega la naturale esigenza di ogni umano alla realizzazione e all’autonomia.

Le belle sembianze della donna-dea, seduta nel pantheon dei vari troni da Arcore alle televisioni
così distanti da quelle più comuni e meno appariscenti e medianiche, dei volti cari e quotidiani
non possono essere un requisito per un lavoro, per una posizione sociale, per la serenità e per avere una famiglia.


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Elogio della filosofia PDF Stampa
Felicità - Altri articoli
Domenica 30 Gennaio 2011 10:39

Il mondo classico diede della filosofia la definizione di «ricerca delle cause prime», cioè la capacità di render ragione del perché le cose stiano così. La filosofia dunque fonda la conoscenza e con essa le stesse valutazioni e scelte morali: infatti il perché delle cose, una volta chiarito, spiega e giustifica non solo cosa sia vero o falso, ma anche cosa sia giusto, cosa sia bene e cosa sia male, superando ogni relativismo e scetticismo teoretico, giacché in ogni caso si è costretti ad agire in base a criteri che appunto proprio dalla filosofia vengono posti e dimostrati.
L'assenza del pensare filosofico significa affidarsi esclusivamente all'esperienza soggettiva, particolare, individuale all'utile di ciascuno, all'emotività, all'irrazionalità, all'immediato. Questo rende difficile anche la comunicazione, chiusa appunto in una visione privata, senza riferimenti oggettivi, universali e dunque, per questo, capaci di aprirsi a significati nei quali ognuno si possa riconoscere in quanto uomo.
Infatti, se avesse valore una certa opinione e se l'opinione opposta avesse lo stesso valore, questo significherebbe che esse non possiederebbero alcun valore, convivendo le contraddizioni sullo stesso argomento e non potendone uscire. Sarebbe vera un'opinione e il suo contrario. L'opinione è dunque solo soggettività. Se io mi muovessi all'interno di opinioni, la mia non varrebbe più di tutte le altre, cioè sarebbe equi-valente, dello stesso valore: quindi non avrebbe alcun valore.

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Lo sballo PDF Stampa
Felicità - Altri articoli
Giovedì 24 Settembre 2009 21:52

di Roberta PATI


Nel gruppo, quando si esce con gli amici sembra che tutti dobbiamo parlare lo stesso linguaggio, dobbiamo utilizzare lo stesso modo di vestire, gli stessi atteggiamenti, pensieri e desideri.

Perché andiamo alla ricerca spasmodica di un qualcosa? Ma di cosa precisamente? Della droga? Dell'alcool? Del sesso? E' questo di cui noi giovani abbiamo realmente bisogno?

Ci sentiamo infinitamente scontenti e allora si cerca di colmare il vuoto:

“il nostro vuoto interiore”. Siamo figli di questa società,definita evoluta. Ma è veramente così evoluta come noi pensiamo che sia?

Con lo sballo, noi giovani rischiamo di perdere davvero la nostra interiorità, il vero senso dell'Io.

Dovremmo fermarci a riflettere: ma noi ragazzi chi siamo realmente, da dove veniamo, cosa vogliamo da noi stessi e dagli altri e soprattutto cosa vorremmo dalla nostra vita?
Il vero senso è racchiuso nella certezza di un lavoro, cosa alquanto difficile oggi , all'insegna del precariato, nella certezza dei sentimenti, altrettanto altalenanti, nei nostri piccoli gesti quotidiani e non nello sballo. Sembra che noi giovani in questo mondo fatto di incertezza si viva per dimenticare quello che ci si ritrova a vivere il giorno dopo, una triste realtà.
Anche i rapporti che instauriamo tra di noi, sembrano destinati alla precarietà.
La voglia di vivere c'è, esiste e la si può riscoprire ogni giorni, il dolore si potrebbe   trasformare in gioia e in vera e sincera gratitudine.
Spesso ci capita, andando in giro con le amiche, di essere apatiche, annoiate, sbuffiamo per tutto e siamo sempre insoddisfatte di tutto.
Bisognerebbe uscire dal branco, non ci soddisfa nulla perchè fondamentalmente abbiamo una profonda tristezza nel cuore, ci spingiamo a fare qualcosa che apparentemente potrebbe darci l'illusione di essere felici: Lo sballo.
C'è chi si sballa di shopping (io ne sono un esempio vivente), chi di droga, chi di sesso e chi di lavoro.
Noi giovani non abbiamo le mezze misure, “est modus in rebus” dicevano i saggi latini.
Noi giovani non ci poniamo più gli interrogativi importanti, che ci porterebbero verso una nuova ricerca: quella di noi stessi.
Faccio mio lo slogan di uno spot famoso: RAGAZZI SBALLIAMOCI DI VITA.
 
 
ROBERTA PATI
 
I sogni son desideri.... PDF Stampa
Felicità - Altri articoli
Venerdì 05 Giugno 2009 22:48

“I sogni son desideri di felicità.
Nel sogno non hai pensieri,
ti esprimi con sincerità.
Se hai fede, chissà che un giorno
la sorte non ti arriderà.
Tu sogna e spera fermamente .
Dimentica il presente
e il sogno realtà diverrà!”
 

Così cantava Cenerentola nel noto lungometraggio Disney del 1950 e tutte noi femminucce conoscevano e crescevamo con il suo cartone animato.

E, sognavamo un giorno di essere come lei. Per via del principe? Per via della sua bellezza? O dello splendido ballo a lieto fine? I sogni aiutano tutti noi a vivere, anzi a vivere meglio. La felicità è racchiusa nei nostri sogni,nei nostri desideri. A volte però i sogni sembrano far parte della vita surreale, sembrano racchiusi esclusivamente nella scatoletta che è la tv, perché poi quando apriamo la nostra porta di casa e ne varchiamo l’uscio, la realtà è diversa, potremmo definirla per alcune giornate, una vera schifezza. Nella società in cui viviamo, i sogni standard, che tutti noi vorremmo, sono:il lavoro, una famiglia, la salute e una società più civile e meno egoista. La felicità di ognuno di noi è un percorso in continuo divenire, non c’è una meta precisa, ma obbiettivi, desideri che nel nostro inconscio vorremmo realizzare. Sono i sogni che ci fanno sentire vivi, che ci danno il là per incominciare una nuova avventura. Il tempo passa inesorabilmente, noi invecchiamo, la pelle si avvizzisce, i capelli si ingrigiscono ma i nostri sogni ci fanno sentire vivi, “vivi dentro”. Non importa se si avvereranno e in quale arco di tempo, l’importante è non smettere mai di sognare, di desiderare qualcosa. Dietro ogni nostro sogno, c’è una partenza , c’è un inizio e qualunque sia il traguardo, l’importante è sognare di avere una meta precisa.
Dietro ogni sogno realizzato c’è un altro desiderio che vive in noi, una nuova sfida, che ci fa sentire forti e volenterosi. Volete sapere qual è la parte migliore di questa storia? “Io continuo a sognare che anche a me compaia un giorno di questi la fata turchina e continuo sempre a sperare ...in fondo ho il 37 di scarpetta!”
 
ROBERTA PATI
 
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