Home Saper vivere Altri Articoli Brano tratto dal monologo sulla felicità
Brano tratto dal monologo sulla felicità PDF Stampa
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Siamo noi che non vogliamo sentire che c’è altro aldilà della materia. Ma tu guarda: tutto il mondo di oggi si fonda sulla materia, l’acquisizione, l’avere più che l’essere, la concorrenza; pensa un ragazzo va a scuola e invece di crescere nella gioia di scoprire le cose della Terra, del Mondo, scoprirne le sue regole le sue meraviglie, la prima cosa che gli insegniamo, che gli imponiamo è di essere concorrente del suo vicino, lo deve far fuori per essere il primo della classe e così è tutto. E poi il sistema economico nel quale viviamo è fondato esclusivamente sul profitto e sulla materia, sui criteri con i quali viene gestita la materia. Tu pensa alla economia, oggi si da il premio Nobel a quegli economisti bravi, eccellenti, che coi loro modelli matematici riescono a prevedere la borsa di Hong Kong tra venti anni. Ma chi se ne frega, l’economia dovrebbe essere fondata sulle esigenze del’uomo, non per i criteri economici ma per l’uomo . Sulla crescita? Ma siamo sicuri che il progresso dell’uomo deve essere solo crescita? Non sarebbe meglio arrivare ad una situazione in cui abbiamo poco ma il giusto. E tutti un po’ di più, invece che pochi tantissimo e tantissimi poco. Bisogna dire che se ci rimettiamo a pensare a ciò di cui veramente abbiamo bisogno non è quello che l’economia di oggi ci da. Se tu pensi che oggi l’economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi per poter produrre delle cose per lo più inutili e che altri lavorano a ritmi spaventosi per poterle comprare; perché è questo è ciò che da soldi alle società, alle grandi aziende, alle multinazionali, ma non dà felicità alla gente. Io trovo che c’è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola felice ed è contento, perché uno che si accontenta è un uomo felice. Perché in un sistema fondato sulla crescita dei desideri  c’è sempre un desiderio che per te è irraggiungibile e questo rende tutti infelici.

Tiziano TERZANI