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Come vivere nel modo giusto PDF Stampa
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Si era sparsa la notizia che a Costantinopoli  erano stati strangolati due visir della corte di giustizia e il muftì, e che parecchi dei loro amici erano stati impalati, Di questa catastrofe si fece un gran parlare ovunque per qualche ora. Pangloss, Candido e Martino, nel ritornare alla loro fattoria, incontrarono un buon vecchio che si godeva il fresco sull’uscio di casa sotto un pergolato di aranci. Pangloss che era tanto curioso quanto ragionatore, gli chiese il nome del muftì appena strangolato. “Non ne so nulla,” rispose il buon uomo,” e non ho mai saputo il nome di nessun muftì e di nessun visir. Ignoro completamente il fatto di cui mi parlate; in generale credo che coloro che s’immischiano negli affari pubblici a volte periscono miseramente, e che lo meritano; ma io non mi interesso mai di quello che fanno a Costantinopoli; mi accontento di mandarvi a vendere i frutti dell’orto che coltivo.”Dopo aver detto queste parole fece entrare gli stranieri in casa: le sue due figlie e i suoi due figli offrirono loro diverse qualità di sorbetti preparati da loro stessi, caimac (NdR-Crema fatta con latte) insaporito di scorze di cedro candito, arance, limoni, melangole, ananassi, pistacchi, caffè di Moca non mescolato con quello cattivo di Batavia e delle isole. Dopo di che le figlie di questo buon musulmano profumarono le barbe di Candido, di Pangloss e di Martino.
Certo disse Candido al Turco, “ avete un vasto e stupendo podere.” “Non possiedo che venti iugeri,” rispose il Turco, “li coltivo con i miei figli; il lavoro allontana da noi tre grandi mali: noia, vizio e bisogno.”
Tornando alla fattoria, Candido riflettè profondamente sul discorso del Turco. Disse a Pangloss e a Martino: “Mi pare che quel buon vecchio si sia costruito un destino di gran lunga preferibile a quello dei sei re con i quali abbiamo avuto l’onore di cenare,” “Le grandezze,” disse Pangloss, “sono molto pericolose, a detta di tutti i filosofi. Perché, dopotutto, Eglon, re dei Moabiti, fu asssassinato da Aod; Assalonne fu appeso per i capelli e trafitto da tre lance; il re Nabad, figlio di Geroboamo, fu ucciso da Baasa; il re Ela da Zambri; Ocozia da Jehu; Atalia da Gioad; i re Gioacchino, Ieconia, Sedicia, furono schiavi. Sapete come morirono Creso, Atiage, Dario, Dionogi di Siracusa, Pirro, Perseo, Annibale, Giucurta, Ariovisto, Cesare, Pompeo, Nerone, Ottone, Vitellio, Domiziano, Riccardo II d’Inghilterra, Edoardo II, Enrico IV, Riccardo III, Maria Stuarda, Carlo I, i tre Enrichi di Francia, l’imperatore Enrico IV?  Sapete…” So anche” disse Candido, “ che dobbiamo coltivare il nosto orto.” “ Avete ragione” disse Pangloss “quando l’uomo fu posto nel giardino dell’Eden, ci fu posto ut operaretur eum (NdR- Genesi II,15), perché lo lavorasse; il che dimostra che l’uomo non è nato per il riposo” “ Lavoriamo senza ragionare” disse Martino “ è l’unico modo di rendere sopportabile la vita.”
Tutta la compagnia approvò questa lodevole proposta; ciascuno si mise a esercitare i propri talenti. Il piccolo pezzo di terra fruttò molto. Cunegonda era in verità molto brutta; ma divenne un’ottima pasticciera; Pasquetta ricamò; la vecchia si occupò della biancheria. Persino frate Garofolo si rese utile; fu un ottimo falegname e diventò anche un galantuomo; e Pangloss diceva qualche volta a Candido: “ Tutti gli eventi sono connessi nel migliore dei mondi possibili; perché se voi non foste stato cacciato da un bel castello a gran calci nel sedere, per  amore di Madamigella Cunegonda, se non foste capitato sotto l’Inquisizione; se non aveste pecorso l’America a piedi, se non aveste assestato un bel colpo di spada al barone, se non aveste perso tutti i montoni di Eldorado, non sareste qui a mangiare cedri candidi e pistacchi. “Ben detto,” rispose Candido, “ ma dobbiamo coltivare il nostro orto”,

 

Brano tratto dal testo ‘ Candido o l’ottimismo’ di Voltaire