| Effetto Marchionne |
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| Economia & Politica - Altri Articoli | |||
| Giovedì 02 Settembre 2010 17:36 | |||
Il nostro Paese sta uscendo dal provincialismo economico grazie all’Amministratore Delegato del gruppo Fiat. Marchionne si limita a chiedere al sindacato e al Paese la necessità di gestire un gruppo multinazionale con gli stessi criteri dei Paesi concorrenti. Sergio Marchionne sta cercando di richiamare il sistema Italia ai nuovi compiti che lo attendono in tempi di globalizzazione, cioè quando si deve fronteggiare la concorrenza di Paesi come Cina, India, Brasile, etc dove la manodopera ha costi praticamente 'irrisori' rispetto a quello dei paesi del G7. I nuovi compiti sono costituiti dalla creazione innanzitutto di un sistema più efficiente dal punto di vista produttivo, cosa che fa a pugni con episodi come quello di picchi notevoli di assenteismo, in particolare nello stabilimento di Pomigliano D’Arco, nei giorni in cui si trasmettono partite di calcio internazionali. Nascondersi dietro queste realtà ci sembra masochistico. La concorrenza va affrontata con un discorso complesso che inizia con la progettazione di prodotti altamente sofisticati e quindi altamente competitivi nella loro essenza. Ed è questo il caso Fiat che è riuscita ad entrare prepotentemente nel mercato americano, con la gestione e la prossima acquisizione della Chrysler, grazie in particolare ai suoi motori con prestazioni ottimali ed a bassissima emissione di CO2.
Accanto al discorso progettuale esiste anche quello produttivo che deve essere caratterizzato da alta qualità, flessibilità ed affidabilità. Nel momento in cui il gruppo Fiat si avvicina a una produzione di circa sei milioni di auto l’anno, cioè a un livello produttivo che gli consente di competere anche con Volkswagen e Toyota, non si può comprometterne l’efficienza con l’assenteismo selvaggio. Con Marchionne il Paese ha imboccato la strada giusta cioè quella che gli dovrebbe permettere di uscire dal declino su cui si è avviato nell’ultimo decennio. Perché un Paese che non cresce è destinato a regredire in quanto non riesce ad adeguarsi in molti settori di importanza fondamentale. E questa è una realtà di cui a partire da certi settori sindacali si dovrebbe prendere atto. Ormai è ora di finirla con la contrapposizione Maestranze/ Azienda. Se l’Azienda è in salute e quindi cresce, si sviluppa anche il sistema Paese e il benessere dei dipendenti (con il concorso dei relativi sindacati naturalmente) e quindi si crea la vera ricchezza che può essere reinvestita per creare anche nuovi posti di lavoro. Questo in maniera da crescere sempre di più non solo sul piano economico, ma anche nei servizi , nelle infrastrutture, nella formazione, nella cultura e quindi nella competitività unica garanzia e fondamento dello sviluppo. Antonio ALBINO
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Il nostro Paese sta uscendo dal provincialismo economico grazie all’Amministratore Delegato del gruppo Fiat. Marchionne si limita a chiedere al sindacato e al Paese la necessità di gestire un gruppo multinazionale con gli stessi criteri dei Paesi concorrenti.