| Fame e miseria morale nel mondo |
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| Economia & Politica - Altri Articoli | |||
| Venerdì 26 Giugno 2009 14:42 | |||
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Sono parole dure, crude ma che evidenziano bene la realtà di un miliardo di fantasmi che vagano senza trovare pace in un mondo che si è creato soltanto un alibi morale con la creazione da parte delle Nazioni Unite di una organizzazione come la FAO, cioè di un organismo che dovrebbe essere dedicato alla soluzione di questa calamità. Ma questo ente non riesce neanche ad evitare che in caso di sovrapproduzione, derrate alimentari come frutta e verdura, vengano distrutte???!!! E’ la durissima legge della domanda e dell’offerta. Che mondo è mai questo dove valgono solo le leggi del mercato e le decisioni conseguenti di persone che 'dimostrandosi anche moralmente poco qualificate' hanno determinato la crisi economica che ha rischiato di travolgerci? Crisi che si dice abbia toccato il fondo, speriamo, ma che fra l’altro ha fatto aumentare di cento milioni le persone affamate. Alla risalita dalla voragine della recessione bisognerà affrontare il problema nella sua interezza. A determinare la crisi sono state le scelte di poche decine di manager, fra l’altro si dice anche euforici, oltre che per il loro lauto stipendio, per l’assunzione di droghe che permetterebbero loro di mostrarsi al meglio nel ruolo di VIP (Very Important People). Ma è giunto il momento di aggiornare il vocabolario dei mass-media. Questo perché al esempio George W. Bush (uno degli otto Grandi) oltre ad aver scatenato una guerra inutile, con decine di migliaia di morti, non è riuscito a cogliere insieme al suo staff, con tutti i mezzi e dati messi a disposizione dall’informatica, gli avvisi di una crisi diventata poi incontrollabile. Un caso molto frequente di UVVIP (Unfortunately Very Very Important People).
Il mondo è in mano al Dio denaro e non esiste un limite alla diffusione di questo Dio, perché nessuno ne propone autorevolmente Altri. Quando si legge dei compensi ai calciatori si rimane allibiti e pensare che numerosi di questi provengono dai cosiddetti paesi sottosviluppati dove le parole - morto per fame - ricorrono spesso. E pensare che i nazisti consideravano questa la fine più atroce da imporre ai nemici del Terzo Reich. Qualche saggio ha affermato che il mondo sarà più giusto quando i filosofi diventeranno re o i re filosofi. Non occorre nient’altro. Bisogna evitare che nei Palazzi siedano veline e ‘amici’ dei capipolo. Nelle cose della vita devono prevalere la ragione e la morale che può nascere anche soltanto dall’affermazione: <<non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te>>. Poi l’esperienza di vita il guardarci intorno il riconoscimento unanime che il fine dell’uomo e’ raggiungere la felicità anche in questo mondo e non solo in quell’altro (ipotetico). E quindi guardare dove l’equilibrio interiore se non la felicità si manifestano con maggiore frequenza, cioè al mondo orientale anche con lo yoga, che può essere visto anche come una forma di misticismo. A questo punto emerge prepotentemente la visione della società consumistica occidentale come un qualcosa di lontano dalle esigenze spirituali dell’uomo, e soltanto come materialismo che produce arrivismo, carrierismo ed eccessivo individualismo e quindi conseguentemente nevrosi, psicosi, ansie e depressioni. Se un miliardo di persone soffrono la fame nel mondo sottosviluppato, ce ne sono la metà circa, di quelle presenti nel mondo economicamente avanzato, che mangiano in eccesso e quindi sono sovrappeso. Molte di queste sono anche obese, cioè in preda all'avidità alimentare, cioè a qualcosa di patologico ovvero assolutamente da evitare per la buona salute psicofisica. Il mondo ha bisogno di trovare una compensazione e quindi un giusto equilibrio di fronte a certe tragedie immani come la fame ma anche “calamità” come la mancanza quasi assoluta di valori spirituali. Le varie religioni possono e devono costituire un ausilio notevole al superamento del disfacimento morale che per quest’ultima crisi economica è stato determinante (ad esempio con la concessione di prestiti e mutui a centinaia di migliaia di persone che non erano assolutamente in grado di pagare le rate relative). Ma certamente alcune religioni non possono predicare l’astinenza sessuale, senza ricorrere all’uso del preservativo per il controllo delle nascite, termini quest’ultimi che per gli integralisti forse sono anche difficili da accettare, ma fondamentali per evitare certe tragedie in certi ambienti. Non è necessario essere teologi, ma basta soltanto un pò di buon senso per comprendere che il Dio vero e giusto "vorrebbe" che non venissero messi al mondo creature destinate a soffrire se non a morire di fame. Finché non prevarrà la ragione in tutti i campi dello scibile umano, in particolare in quello religioso, finché non si diffonderanno, come valori, la vera cultura e l’informazione corretta , finché non si intenderà la cosiddetta globalizzazione come un mezzo per acquisire esperienze diverse ed eventualmente farne tesoro, questo mondo sarà in gran parte un luogo di sofferenza e di insoddisfazione. Antonio ALBINO
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Le ultime statistiche della FAO (Food and Agriculture Organization) indicano in circa un miliardo le persone che soffrono la fame nel mondo. E credo che valga la pena di entrare profondamente nel merito del problema; perché, come ha detto Josuè de Castro:<< fame - oltre che sofferenza fisica - significa