| Fini e Berlusconi alla resa dei conti |
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| Giovedì 26 Agosto 2010 10:13 | |||
Dopo una lunga serie di atti di 'guerriglia', sembra si sia arrivati a una tregua tra Berlusconi e Fini, naturalmente con il benestare di Bossi. La tregua prevede l’attuazione di alcuni punti fondamentali del programma di governo, con il varo di cinque riforme, a cominciare dal federalismo fiscale.A noi personalmente sembra un sogno estivo, favorito dalle alte temperature e dall’afa che tolgono lucidità e forza psico-fisica. Come è possibile che nei restanti tre anni di legislatura si attuino quelle riforme per cui non è bastato ‘un ventennio’ (il tempo della cosiddetta seconda Repubblica) affinchè fossero portate a compimento!!!??? Berlusconi illude e si illude, affermando soltanto, inconsciamente, che il suo ‘potentato’ durerà per sempre. Politicamente il Cavaliere è ormai soltanto un fantasma che rappresenta quel che poteva essere e non è stato. La riforma fiscale, con l’attuale governo da attuare attraverso il federalismo, è stata la chimera di tutte le legislature ed è rimasta tale poiché si tratta essenzialmente di combattere una evasione fiscale che ha creato numerosissimi nababbi, perché è pari infatti a più di centomiliardi di Euro.
Se questo governo, nei tre anni dalla fine della legislatura, fosse in grado di attuare una riforma di tale portata economica-finanziaria-sociale si guadagnerebbe il diritto a governare per numerose altre legislature. Ma non crediamo che una riforma del genere sia attuabile da un governo che si nutre di appoggi sostanziosi da parte di quelle classi di lavoratori autonomi, di liberi professionisti e di imprenditori molto scorretti anche rispetto alla concorrenza oltre che ai lavoratori dipendenti, che vedrebbero spazzata via una fonte cospicua di reddito dell’ordine di valore richiamato e sottostimato. Non crediamo inoltre che tale chimera possa diventare realtà perché in questo modo Fini dimostrerebbe che soltanto con le sue nette prese di posizione e con la creazione della sua corrente nel monolito del PdL, si è potuto cambiare il Paese dalle fondamenta. Cosa che Berlusconi non potrebbe mai accettare considerandosi il ‘motore primo’ del nostro sistema politico. Pertanto prepariamoci ad altre perdite di tempo, nefaste per il Sistema Italia che si sta faticosamente tirando fuori dalla crisi, con presumibili elezioni anticipate che costituiscono l’essenza di tali mancanze, determinando il rinvio sine die di decisioni fondamentali. Antonio ALBINO
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Dopo una lunga serie di atti di 'guerriglia', sembra si sia arrivati a una tregua tra Berlusconi e Fini, naturalmente con il benestare di Bossi. La tregua prevede l’attuazione di alcuni punti fondamentali del programma di governo, con il varo di cinque riforme, a cominciare dal federalismo fiscale.