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Giovedì 17 Settembre 2009 22:23

Ci sono giornalisti sempre più telematici pur i quali la carta ha un che di superato. Eppure il giornale è un prodotto straordinario che ci si può porta­re dietro ovunque, anche se le dimensioni non sono ancora tascabili. Vent'anni fa dicevo che un gior­no, uscendo di casa, avremmo avuto al polso un oro­logione tuttofare, con fax, radio e televisione incor­porati e magari anche la possibilità di vedere il gior­nale. Per una volta ci ho azzeccato: oggi basta un telefonino dell'ultima generazione per avere tra le mani tutte le news del mondo. Non so se la data del 2034, che dovrebbe segnare la fine della stampa, sia quella giusta. Ma mi chiedo come potrà sopravvive­re la carta stampata a un progresso tecnologico che negli ultimi anni ha raggiunto tassi di sviluppo e di innovazione impressionanti.
Ero in treno con l'editore di Canale Italia, una te­levisione privata il cui segnale copre l'intero territo­rio nazionale, e l'ho visto intento a guardare delle immagini che scorrevano sullo schermo del cellulare. Stava seguendo i suoi programmi e ogni tanto te­lefonava in sede dando consigli e disposizioni in tempo reale.
            Mi è venuto in mente un romanzo di fantascienza in cui l'autore sosteneva che il primo uomo venne sbarcato sulla Terra da una nave spaziale e che l'in­consapevole obiettivo dell'umanità sarebbe quello di riagganciare attraverso i mezzi di comunicazione i nostri avi marziani, i quali probabilmente seguono divertiti le nostre traversie da qualche lontanissimo pianeta. E che probabilmente, osservo io, accortisi di come siamo, sperano di mettersi in contatto con i loro «figli» il più tardi possibile.
            Una cosa è certa: siamo già immersi in una società multimediale, e abbiamo a disposizione una vasta gamma di mezzi per comunicare. Di questi alcuni so­pravvivranno, altri no, per la selezione darwiniana in atto anche nel mondo della tecnologia e dei media. I giornalisti dovranno diventare più versatili e ade­guarsi al cambiamento, checché ne pensino certi santoni reazionari.
            Siamo già nel futuro. Presto si consoliderà lo schema della casa computerizzata in cui, da un unico monitor, controlleremo le attività domestiche e co­municheremo con l'esterno. Leggiamo già i giornali sul web, presto sarà possibile leggerli meglio, non solo sulla carta, ma anche su quelle che saranno le te­levisioni multimediali di ultima generazione.
            Così come si è passati dal grammofono al mangiadischi, fino ai lettori Cd e all'iPod, cambieranno e si evolveranno, c'è da augurarsi in meglio, anche gior­nali e giornalisti, o quanto rimarrà di loro.
 
Articolo tratto dal testo "Casta Stampata" di Luigi Bacialli