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I nuovi lussi PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

A differenza della natura, gli esseri umani privilegiati sprecano soprattutto per stupire, per intimidire sfoggiando la loro superiorità economica, per ribadire il proprio potere e la distanza incolmabile che li separa dalla massa. La quale massa, anziché indignarsi, ama guardare dai bordi delle strade o attraverso il teleschermo le grandi feste di corte, i grandi panfili degli imprenditori, le grandi liturgie papali, le consegne degli Oscar, i matrimoni delle principesse con relative nascite di royal baby.
Questo nella cultura moderna. E in quella postmoderna? Come sta evolvendo il concetto di lusso nei Paesi postindustriali, dove la maggior parte della popolazione è composta da ceti medi che possono permettersi una vita agiata? Se il lusso presuppone il possesso e l’ostentazione di cose rare, cos’è raro in un sistema sociale a benessere diffuso?
Secondo Enzensberger scarseggiano sei cose: il tempo, soprattutto per gli imprenditori, i manager e i professionisti; l’autonomia, soprattutto per i lavoratori dipendenti; lo spazio, sempre più corroso dal moltiplicarsi della popolazione, dall’ingolfamento del traffico, dalla massa di oggetti che si ammassano nelle nostre case; la tranquillità e il silenzio, minacciati dal frastuono della vita urbana e dalle folle di concittadini che ci impediscono l’introspezione, ci tolgono la solitudine ma non ci danno la compagnia; l’ambiente sano, fatto di aria, acqua e alimenti non inquinati; la sicurezza offerta da un contesto pacifico in cui la simpatia prevale sulla competitività.
A questi sei beni sempre più rari (e, dunque sempre più lussuosi) indicati da Enzensberger, io ne aggiungerei almeno altri tre; la convivialità, con cui sconfiggere la solitudine di tutti coloro che, per età, professione o carattere rischiano un isolamento innaturale e sofferto; l’ambiente creativo, che consente di coniugare la fantasia con la concretezza; la contemplazione della bellezza, che consente di godere per cose anche semplici e non costose.
Il massimo lusso, ovviamente, consisterebbe nel possedere tutti insieme questi nove privilegi. Ma c’è di più. Secondo le regole del vecchio lusso, non bastava possedere la ricchezza: occorreva ostentarla. Invece chi vuole vivere nel nuovo lusso deve assicurarsi tempo e spazio, convivialità e autonomia, tranquillità e silenzio: tutte cose che mal si prestano ad essere ostentate come gioielli preziosi.
Dunque, nella società postindustriale, le vite più lussuose sono anche le più semplici e schive.

 

Brano tratto dal testo Mappa Mundi di Domenico De Masi