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I più ignoranti di tutti PDF Stampa
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Sabato 30 Maggio 2009 09:29

La consapevolezza di non sapere è cultura. Quest'ultima non è definita solo dalle conoscenze specifiche, ma anche dalla capacità di riconoscere le abilità degli altri e di affidare alle persone giuste la soluzione dei problemi che incontriamo. Lo studio delle discipline non offre solo le conoscenze del campo specifico, ma anche una sorta di disciplina men­tale nel sapersi riconoscere come ignoranti. Paradossalmen­te si studia per capire quante cose non si sanno.
«Davanti all'ignoranza siamo tutti uguali, perché l'ignoranza è infinita» spiega il filosofo Dario Antiseri, intervistato da Mercedes Vela Cossio. «Davanti all'infinito delle cose da sapere» continua Antiseri «uno è come mille: qualcuno può sapere alcune cose, l'altro ne può sapere altre… siamo tutti insegnanti, e siamo tutti ignoranti… La questione di fondo è che esistono conoscenze di situazioni particolari di tempo e di luogo che sono disperse fra milioni e milioni di uomini.» Nessuno è in grado di sapere tutto quello che c'è da sapere: né su un argomento né su tutti gli argomenti. A chiunque sfuggirà sempre qualcosa, e quel qualcosa farà di lui un non sapiente, quindi un ignorante. Nessuno può ritenersi dotto di fronte a un'altra persona: quest'ultima saprà sempre qualcosa che io non so. «Noi siamo fallibili, e siamo tutti ignoranti» conclude Antiseri. «L'ignoranza è un tratto costitutivo dell'umanità, e colui che pensa di non essere ignorante crea solo danni a se stesso e agli altri. Il dogmatismo, la convinzione di conoscere la verità assoluta, di essere l'interprete legittimato di valori esclusivi, è la base del fondamentalismo, ed è persino alla base di ogni sistema totalitario.» La consapevolezza della propria relativa ignoranza è libertà, la con­vinzione di essere onniscienti è l'anticamera della dittatura.
 
 
Brano tratto dal testo La fabbrica dell’ignoranza di Giovanni FLORIS