| Il silenzio è d'oro! |
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| Economia & Politica - Altri Articoli | |||
| Lunedì 22 Novembre 2010 08:59 | |||
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In particolare nelle grandi città siamo travolti dal rumore anche perché andiamo sempre in gran fretta (il tempo è denaro ci dicono) e non riusciamo mai a fermarci neppure a notte fonda (i tranquillanti sono le medicine più vendute oggigiorno). Nasce spontaneamente la necessità di ‘rallentare in maniera silenziosa’ di pensare, ovvero di parlare con noi stessi. Ed il silenzio (attivo) è anche alla base del parlare con un’altra persona. Il dialogo presuppone un attento ascolto prima di prendere la parola. Naturalmente il silenzio deve anche nascere dall’interesse che possono suscitare i nostri punti di vista, e dall’attenzione nei confronti del pensiero di un’altra persona con la quale vogliamo dialogare: ovvero scambiarci informazioni, punti di vista anche se notevolmente diversi dai nostri. Anzi quest’ultima eventualità deve essere un incentivo ad ascoltare con maggior attenzione, ad un silenzio più attivo che mai. Ma oggigiorno si tende più a chattare che a dialogare, perché con i social network ci si nasconde dietro un computer, non ci si rivela completamente all’altro; gli si nascondono gli atteggiamenti, i gesti, le pause, il tono della voce e si può anche ascoltare musica in sottofondo. Il chattare farebbe inorridire il filosofo Max Picard che ha affermato: -La parola è nata dal silenzio, dalla pienezza del silenzio. La nascita della parola dal silenzio è talmente naturale e discreta da far pensare che la parola sia soltanto il risvolto del silenzio, il suo rovescio-.
Cioè come è stato detto più sinteticamente –la nostra è una società in cui tutti parlano e nessuno ascolta-. Ciò è dovuto ai messaggi che ci arrivano in continuazione da tutti i mass media che ci invitano a comprare questo o quello ad andare giù o su per il mondo per cercare di evadere da questa società. Pertanto nasce una ripulsa inconscia all’ascolto e quindi al silenzio attivo, come mezzo indispensabile per captare il pensiero di altre persone. Nascono quindi le condizioni per rendere più difficile il dialogo che è indispensabile, anche perché l’uomo ha bisogno di comunicare con le altre persone per stabilire rapporti sociali. Soltanto il dialogo permette di socializzare e quindi di mettersi in contatto con gli altri in maniera da fare delle conoscenze, delle amicizie per abbandonare l’individualità e diventare una persona. In conclusione per dialogare l’uomo ha bisogno di imparare ad ascoltare, perché abbiamo visto che i messaggi di ogni natura non mancano nella società attuale anzi la tendenza è quella di rifiutarli, di mescolarli insieme per buttarli via magari nel cestino del PC. E’ necessario invece filtrarli e tenere in conto i messaggi più significativi in primo luogo quelli che danno un senso compiuto alla vita e fanno del dialogo il sommo bene.
Antonio ALBINO
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In un’epoca caratterizzata dall’inquinamento di ogni genere, acustico, luminoso, atmosferico, ambientale, elettromagnetico, si ravvisa la necessità di eliminare soprattutto il rumore di fondo che caratterizza questa società, non per restare soli con noi stessi ma per aprirci al mondo che inconsciamente rifiutiamo per le cause suddette. Questo anche perché sappiamo di essere circondati soprattutto da individui non da persone.