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Il viaggio dell'immigrato PDF Stampa
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Sabato 16 Maggio 2009 07:52

“.....Una nave carica di speranze attraversa le gelide acque del mare,
       volti tristi e pensierosi , avvolti in un fitto strato di nebbia,
      in lontananza l'incognito , valigie cariche di ricordi ,
       speranze che s'infrangono sugli scogli di una spiaggia deserta.....”
Uno dei problemi più spinosi della settimana è stato quello legato all'immigrazione clandestina , facendo riaccendere le rivalità mai risolte tra Italia e Malta , rischiando di fare nascere una crisi diplomatica .
Il caso: tre barconi carichi di immigrati , sono stati soccorsi nel canale di  Sicilia da un paio di motovedette italiane . Le imbarcazioni con a bordo 227 naufraghi , tra cui 40 donne , hanno lanciato l'allarme , con un paio di telefoni satellitari. Da quando hanno lanciato l'allarme i clandestini hanno proseguito a navigare alla cieca.
Frattini in un intervista rilasciata al Corriere della Sera dice:” se gli altri paesi europei non aiuteranno ad affrontare il problema immigrazione , potrebbero trovarsi più clandestini in casa”.
Ultimamente si è cercato di eliminare l'immigrazione alla fonte , con degli accordi con i paesi d'origine e in specie con la Libia , dove a spese dello stato italiano molti immigrati sono stati rimpatriati per poi essere portati nel loro paese d'origine.
In Italia l'immigrazione clandestina , è alimentata soprattutto da tutti quegli stranieri che , entrati regolarmente nel Paese , restano dopo la scadenza del visto o dell'autorizzazione al soggiorno .
Il numero degli arrivi sulle coste italiane , è altalenante. La maggior parte degli sbarchi è avvenuta sulle coste siciliane , pugliesi e calabresi . Di questi la maggioranza è di nazionalità marocchina , poi egiziana , eritrea e per finire tunisina .
Gli immigrati clandestini per raggiungere le nostre coste , seguono vie illegali , e si affidano a malavitosi che sono indicati come scafisti e/o schiavisti perchè gestiscono vere e proprie tratte di esseri umani.
Essendo entrati illegalmente la maggior parte di questi clandestini non possono entrare a far parte dei mercato del lavoro ufficiale . Pertanto una volta giunti a destinazione vengono sfruttati  e relegati a fare i lavori più umili , lavori che spesso i nostri connazionali si rifiutano di fare.
Molti clandestini , finiscono invece , nella rete della criminalità organizzata , tra spaccio , riciclaggio di denaro sporco e prostituzione.
In questo marasma di notizie , di colpe che rimbalzano da una nazione ad un altra , da uno schieramento politico ad un altro , come se volessero strumentalizzare il caso clandestini per le loro campagne politiche , interviene anche l 'ONU , facendo il suo appello . Comunicando la sua “grave preoccupazione”, per il respingimento in Libia dei migranti intercettati in mare .
Il governo ha ribadito, però , che non intende cambiare la sua linea di respingere i migranti , linea che rientra peraltro , nel solco delle leggi dell'Unione Europea.
Sarebbe bello se non si parlasse di applicazioni delle leggi , di patti da rispettare , di accordi da stipulare , ma si parlasse di navi cariche di disperati che lasciano le loro terre in cerca di un futuro migliore.
 
 
ROBERTA PATI