| La diversità cristiana |
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| Venerdì 02 Gennaio 2009 10:25 | |||
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I cristiani dovrebbero chiedersi come mai, pur essendo più di un miliardo (un cristiano ogni cinque abitanti del pianeta), la loro fede appare così poco eloquente e così poco seducente per gli uomini e le donne di oggi. Non è anche per un difetto di coerenza tra quello che i cristiani predicano e quello che vivono? Se c'è l'assenza di Dio nella vita sociale oggi, dovremmo chiederci quanto non dipenda anche dai cristiani e dalla loro incapacità a farsi comprendere e, in certi casi, dall'ambiguità della loro testimonianza: come ha riconosciuto a più riprese anche Giovanni Paolo II, a volte è proprio la condotta dei cristiani a essere causa di abbandono della fede e di conseguente ateismo.
Evangelizzazione e dialogo dunque, perché evangelizzare significa anche ascoltare il mondo, ascoltare gli uomini e le donne di oggi per poter annunciare loro la buona notizia in un linguaggio comprensibile. Più che mai valgono queste parole di Paolo VI :
La chiesa entra in dialogo con il mondo in cui vive, la chiesa si fa parola, la chiesa si fa messaggio, la chiesa si fa conversazione (Ecclesiam suam 67)
La comunicazione della fede deve dunque essere un processo spirituale che inizi le persone al mistero della loro esistenza e non un indottrinamento dogmatico e morale, non deve forzare la porta delle case per portare il suo messaggio, nè tanto meno per convertire qualcuno a qualsiasi prezzo.
I cristiani sappiano anche evitare ogni manifestazione di integralismo che crea per reazione diffidenza e ostilità da parte dei laici: il nostro passato e la laboriosa convivenza raggiunta dovrebbero averci insegnato che laicismo e clericarismo si nutrono a vicenda.
Giovanni Paolo II, nel 1988, di fronte al Parlamento europeo confessava che nei secoli della cristianità sovente si era perduto di vista il principio proclamato per la prima volta da Gesù della distinzione essenziale tra politica e religione, tra ciò che compete a Cesare e ciò che compete a Dio. Negare o sminuire questa tentazione è una tentazione costante, mai vinta una volta per tutte, e colpisce sia i <<<difensori>> di Dio che quelli di Cesare: così sempre troviamo quanti vorrebbero identificare la fede cristiana con l'ordine politico, auspicando di fatto uno stato confessionale e quanti vorrebbero specularmente un ordine politico sostenuto e garantito dalla religione, con l'esito della <<religione civile>>. Le tensioni tra chiese e governi si accenderanno sempre di più se il principio di laicità verrà minacciato su un versante da un laicismo che non consente alle fedi la manifestazione pubblica e, sull'altro, da una nuova forma di confessionalismo che vorrebbe imporre a una società etnicamente, culturalmente ed eticamente plurale la propria posizione di pensiero e di prassi come esclusiva.
Brani tratti dal testo La diversità cristiana di Enzo BIANCHI
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