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L'amicizia PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli

Così avventurosa, così libera

Così forte, così leggera

Così profonda

Così indisciplinata, così poco lagnosa.

Esiste ancora l'amicizia nel mondo contemporaneo? Ad una prima osservazione sembrerebbe di no. Il mondo degli affari è dominato dal mercato e dall'utile economico. La politica dalla competizione per il potere. In entrambi i casi c'è ben poco spazio per rapporti personali sinceri. Il mondo moderno, inoltre, ci impone un continuo mutamento.

Quando cambiamo residenza e lavoro finiamo anche per lasciare i vecchi amici. Promettiamo di rivederci ma, poi sorgono i nuovi interessi, nuovi bisogni, abbiamo nuovi incontri. Nessuno può restare immobile e guardarsi indietro. In Italia, la parola amicizia, ha assunto addirittura un significato negativo, di privilegio, di raccomandazione. Per trovare un posto di lavoro, per essere ammesso all'ospedale, per avere una casa in affitto, occorrono delle raccomandazioni, delle amicizie. Se segui la procedura regolare, burocratica, non ottieni nulla. L'amicizia è il mezzo per passare davanti agli altri, per eludere la norma. La parola amicizia ha finito così, per indicare i criteri particolaristici, i privilegi, grandi e piccoli, in un sistema che, se fosse giusto, dovrebbe essere invece retto da criteri universalistici e di merito. Il mondo moderno è caratterizzato dal passaggio dai ruoli particolaristici, ascritti, ed emotivi a ruoli universalistici, acquisiti e neutrali. L'amicizia appare, perciò, come un anacronismo e, per di più, fonte di ingiustizia. In una società giusta le posizioni vanno attribuite non in base all'amicizia, ma al merito, valutato in modo imparziale. I servizi sociali devono erogare le loro prestazioni non ai raccomandati, ma a tutti. Un sistema amministrativo infiltrato dall'amicizia, è clientelare, mafioso, ingiusto. Molti, perciò, pensano che l'amicizia sia una sopravvivenza del passato. Qualcosa come la lealtà feudale, oppure la magia o il folklore. Secondo costoro l'amicizia, col passare degli anni, perde di importanza, ed il suo destino è di scomparire per lasciare il posto a rapporti impersonali ed obiettivi. Altri ritengono che l'amicizia riuscirà a sopravvivere, ma confinata accuratamente alla sfera dell'intimo, senza alcuna contaminazione con gli affari, i pubblici uffici e la politica.

 

Cosa dobbiamo intendere, allora, per amicizia? Intuitivamente questa parola ci fa venire in mente un sentimento sereno, limpido, fatto di fiducia, di confidenza. Anche le ricerche empiriche mostrano che la stragrande maggioranza della gente la pensa press'a a poco allo stesso modo. In un libro recente J.M. Reisman, dopo aver esaminato tutta la immensa letteratura sull'argomento, ha dato la seguente definizione dell'amicizia:. Con questa definizione Reisman colloca l'amicizia nel mondo dei sentimenti altruistici e sinceri. Non è possibile nessuna confusione con l'interesse, il calcolo ed il potere. Semmai il difetto della definizione di Reisman è di essere troppo generica: Anche una madre desidera fare del bene al suo bambino e ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati. Lo stesso avviene nel rapporto fra innamorati, fra coniugi che si amano, o fra fratelli, se i fratelli si vogliono bene. La definizione di Reisman riguarda, in generale, l'amore. Amare, scriveva San Tommaso d'Aquino, è voler rendere felice l'altro.
Il percorso fatto è molto importante. Nel linguaggio corrente la parola amicizia ha numerosi significati. Sta ad indicare il socio, il conoscente, la persona simpatica, il vicino, il collega, tutti coloro che sono prossimi. C'è però oggi, come nel più remoto passato, un altro significato, quello di amico personale a cui vogliamo bene e che ci vuole bene. Quest'ultimo tipo di amicizia appartiene ad una classe più ristretta di relazioni interpersonali: le relazioni di amore. Quando pensiamo ai nostri amici più cari, alla vera amicizia, pensiamo ad una forma di amore fra persone.
E' Facile distinguere l'amicizia dalle relazioni sociali più superficiali, dai rapporti utilitaristici o da quelli fondati su ruoli professionali. Il vero problema, quello che, finora, non è stato ancora affrontato, è come distinguerla dalle altre forme di amore fra persone. Per esempio, in che cosa differisce l'amicizia dall'innamoramento? Ci sono numerosi autori che ritengono questa differenza minima, o poco rilevante. E' più facile distinguere l'amicizia dall'amore materno, o da quello paterno, o dall'affetto tra fratelli. Anche in questo caso, però, vi sono dei caratteri in comune. Talvolta nell'amicizia si esprime un atteggiamento paterno o filiale.

L'ideale di amore fraterno, l'ideale eroico della carità, si ritengono superiori perché perdonano sempre. Ma proprio perché perdonano sempre pretendono poi anche di essere perdonati: Quando la morale della carità eroica scende nel mondo, diventa indulgenza, connivenza, complicità, ipocrisia. La gente resta sempre insieme, affettuosamente, si abbraccia, continua a perdonare i torti, perciò continua a farne di nuovi. Degradandosi, l'amore purissimo della carità diventa confuso, vischioso, finchè non è più possibile nessuna chiarezza. L'amicizia non ha ideali così sublimi, ma è un soffio di aria fresca in queste relazioni soffocanti.

Il mondo antico, in particolare quello greco-romano, non credeva negli ideali astratti, lontani ed irrealizzabili. Sospettava dei fanatismi. Diffidava degli eccessi sentimentali. Per questo dava tanta importanza all'amicizia. Perché nell'amicizia, la distanza fra ideale e reale deve essere breve. Nell'amicizia noi non possiamo proclamare una cosa e farne un'altra. Nell'amicizia i patti vanno rispettati, la fiducia meritata. L'amicizia deve essere leale, sincera, limpida. L'amico deve volere il bene dell'amico non a parole, ma concretamente. Deve essere presente nel momento del bisogno. Chi è beneficiato non deve né approfittarne, né annoiare con i ringraziamenti. Nell'amicizia non si può ingannare, non si può fare del male. Mai, neppure una volta. Nell'amicizia bisogna saper vedere la virtù dell'altro e valorizzarla. L'amico deve essere aperto e pieno di vita, divertente. Non deve annoiare, non deve seccare: Un amico non deve nemmeno essere troppo generoso, riempire di regali perché, se fa così, suscita il bisogno di ricambiare, crea dei doveri di riconoscenza che sono troppo pesanti. L'amicizia deve essere fresca, leggera, anche quando è eroica. L'amicizia dice sempre, anche di fronte alla morte: Questi sono gli ideali dell'amicizia. Non chiede di dare tutto, di baciare i lebbrosi, di mentire in tribunale. Non chiede nemmeno di dormire sotto lo stesso tetto. Però quello che chiede lo esige. E, se non le viene dato, giudica e condanna. Una volta condannato, ben difficilmente perdona. Non punisce, non minaccia, non esercita rappresaglie, non fa ricatti. Semplicemente svanisce. Se l'ideale non viene realizzato, l'amicizia scompare. Probabilmente non c'è nessuna relazione umana in cui il reale deve essere così vicino all'ideale. E' la relazione che sopporta meno l'esagerazione e la chiacchera. Comprendiamo , allora, perché l'amicizia sembri così fragile, e perché ci sia tanta gente che si dice delusa dall'amicizia. Costoro l'hanno confusa con qualcosa d'altro, non hanno voluto stare alle regole del gioco. Anche coloro che dicono che l'amicizia c'era nell'antichità ed è scomparsa nel mondo moderno sbagliano. L'amicizia esisteva nell'epoca di Confucio ed esiste oggi. Non c'è alcun motivo di pensare che debba scomparire nel futuro. L'amicizia è soltanto un modello ideale che chiede di essere rispettato. Per quel tanto che noi lo seguiamo, il mondo si riempie di amici e questi, vedendoci, ci sorridono.

Brani tratti dal testo L'amicizia di Francesco Alberoni