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Tutta l’infelicità degli uomini viene da una sola cosa: dal non saper stare in riposo in una stanza.
BLAISE PASCAL

Il concetto espresso da Pascal è lo stesso espresso da Schopenhauer, quando scrive: «Gli uomini hanno bisogno di attività esterne, perché sono inattivi interiormente».
Benché l’impegno attivo faccia parte della natura umana, è vero che spesso ci si muove per una sorta di agitazione compulsiva, per l’incapacità appunto di starsene in pace con sé stessi. L’azione non è mirata a un fine, ma è motivata da un malessere.
Scrive Erich Fromm nell’Amore per la vita:« Ci si riempie di cose per scacciare il vuoto interiore».
Molti non sono capaci di stare un po’ di tempo da soli senza entrare in uno stato di sofferenza . Ma questo comportamento è patologico. L’individuo che non sta bene nei propri panni è volubile e incostante anche nei rapporti con gli altri. Infatti, mentre cerca negli altri quello che non trova in sé, non può trovare negli altri quello che non cerca in sé.
Occorre dunque guarire da questo stato di nevrosi, da questa continua fuga da sé stessi, o costruiremo una società dove tutti si agitano e nessuno sa perché: la società della perfetta alienazione.
Bisogna ricordarsi che la condizione fondamentale dell’uomo è “la piacevolezza dell’essere”, il benessere.
Se proviamo insofferenza a starcene un po’ da soli in una stanza, significa che qualcosa è penetrato in noi a oscurarci tale rapporto piacevole , distorcendolo e trasformandolo in un tormento. Soffriamo di una malattia che ci devasta fin dall’interiorità, che ci impedisce una vera realizzazione.
A ragione Pascal a sostenere che « tutta l’infelicità» degli uomini deriva da questa incapacità. Si tratta di una ferita che li spinge a lenire nell’agitazione il dolore interno.
Afferma Schopenhauer: « E’ principalmente da tale vuoto interiore che scaturisce la ricerca di trattenimenti, di distrazioni, di svaghi e di ogni sorta di lussi che conduce molti alla dissipazione e poi alla miseria. Una miseria che niente scongiura più sicuramente della ricchezza interiore, la ricchezza dello spirito».

Brano tratto dalla pagina 75 del testo l’Arte della serenità di Claudio LAMPARELLI