| Le donne, il cavalier, l’armi e l’onore? (Le scortesie, l’audaci imprese e il “bunga bunga” apprendo.) |
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| Giovedì 28 Ottobre 2010 23:36 | |||
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Successivamente questa ragazzina è passata da innocente madreteresa a donnacciaingrata, da donnacciaingratacorrotta a ricattatricebugiarda. Ha dichiarato e rimangiato. Ha detto e smentito, e con la magica frase “hanno travisato le mie parole” ha dimostrato d’aver pure appreso qualcosa dal papi dal cuore d’oro. E noi ci siamo persi. Tra una smentita e un nuovo tormentone, un Lele Mora e una richiesta d’adozione, chi non s’è perso ha nervi saldi, pazienza e lucidità che finiremo tutti col perdere.
Il resto andrebbe sottolineato con un “BAZINGA”, che scostandosi di molto dalle pratiche estreme, è invece il modo migliore per evidenziare una battuta. Ora, chi vede “The Big Bang Theory” lo sa, le vicende del lodo Alfano, andrebbero accompagnate da un enorme “BAZINGA” luminoso. Dalle iniziali dichiarazioni del premier, che parafrasando suonerebbero un po’ come “io non voglio il lodo Alfano, i miei alleati lo scrivono a mia insaputa”, alle dichiarazioni più recenti che si possono riassumere con “i p.m. ce l’hanno con me, il lodo è un’arma necessaria di difesa verso un’ingiusta vessazione perpetrata ai miei soli danni” dovrebbe essere tutto un susseguirsi di “BAZINGA”, o se vogliamo di quel giro di batteria che il batterista fa per abitudine, dopo le pause di un comico. Vi siete persi anche sul lodo? Cerchiamo di procedere con ordine: la prima dichiarazione, se non è seguita da un “BAZINGA”, non è uno scherzo. Ergo è falsa. La seconda, se non fa parte di una serie di battute a raffica, contraddice la prima, e per amore di costanza, è falsa anch’essa. Lo scudo è pensato per bloccare processi già avviati, quindi i p.m. (reduci, come categoria, dall’aver appena archiviato la vicenda “aveva una casetta piccolina a Montecarlo”, scatenando così ancora una volta l’ira del premier e la nostra gioia, che tempo un altro paio di giorni e l’avrei supplicata io, l’allegra famiglia, di accusarsi per pietà), continuerebbero a fare il loro lavoro, mentre sarebbero “certi giudici”, quelli chiamati a giudicare i suoi numerosi processi, ad essere impediti nella prosecuzione. Come dire insomma “voglio un’immunità e la voglio ora e per sempre”. “Voglio un lodo reiterabile, che non si usuri col tempo, che mi faccia prendere una carta e uscire di prigione senza passare dal via, e senza saltare neanche un giro”. Un altro attacco d’onnipotenza, ecco.
Cosa ci resta? La spazzatura. In molti sensi, ma in uno in particolare. Terzigno è sommersa, Napoli è sommersa, Palermo è sommersa e voi non siete sommersi ma vi siete persi ancora? Stavolta non vi preoccupate, inutile tediarvi con futili e spiacevoli argomenti. Ci dicono il premier, Bertolaso e la sua corte, che fra tre giorni sarà storia antica. Inutile occupare la testa con un’altra preoccupazione allora, guardatevi piuttosto una bella puntata di pomeriggio cinque o della vita in diretta, che Barbara D’urso e Lamberto Sposini sì, che sono pieni di problemi insolubili!
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Lo dico, non lo dico, lo dico, non lo dico. Lo dico: c’è solo un cavaliere che sdogana la poesia di certi gesti: il nostro. Passando dal “coglioni” dato all’elettorato di sinistra, all’ “innocente” bestemmia che tanti danni avrebbe procurato a chiunque altro, è andato dritto al punto. L’avessimo conosciuto prima, il “bunga bunga”, avremmo saputo dare un nome e una spiegazione a tante cose, avremmo potuto usarlo già anni fa, quando, correva l’anno 1994, un uomo nuovo conquistava l’Italia, e a legislature più o meno alterne ne mostrava l’applicazione pratica nei confronti degli italiani tutti. Ora, ci dicono, tale pratica è il frutto di un’importazione accurata e selettiva che il premier fa, solitamente, quando trattasi di tradizioni utili alla salvezza del suo paese. Dal libico Gheddafi, dunque, avrebbe preso in prestito ciò che credevamo conoscesse già. Il “bunga bunga”, altro non è (secondo la definizione trovata in rete) che una “Savagely brutal anal gang-rape. Fabled punishment for trespassing on the tribal land of a fictitious African tribe". Per chi non padroneggia la lingua e in estrema sintesi: “un violento e selvaggio stupro anale di gruppo usato per punire una violazione del territorio”. Quando si dice il melting pot. Vi ricordate quando Noemi Letizia riferì la sua barzelletta preferita, tra quelle raccontategli dal nostro ilare premier? Beh, protagonisti erano due ministri dell’allora governo Prodi in viaggio in Africa, e, quanta fantasia, proprio di “bunga bunga” si parlava. Ma oggi? Oggi c’è questa ragazzina, Ruby, che ancora minorenne, scortata forse da Fede, forse da Mora, forse da chissà chi, avrebbe attraversato il cancello della villa di Arcore. C’è questa ragazzina, straniera- senza documenti- minorenne- accusata di furto- nipote del presidenze egiziano Mubarak, per cui la Presidenza del Consiglio si sarebbe scomodata chiamando la questura per “agevolarne” l’uscita dalla stessa. C’è questa ragazzina che racconta d’aver visto questa pratica oramai celebre, con protagonista premier e nomi noti. Questa ragazzina, insomma, liberata da una telefonata e portata in salvo da una ex igienista dentale- ex ballerina tv- attuale consigliere del “listino bloccato” regione Lombardia, che oggi un po’ racconta e un po’ no. L’inchiesta verte sulle abitudini sessuali del premier? Ovviamente no, che non è cosa di primario interesse in questo frangente.