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L'Italia è orgogliosa PDF Stampa
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Sabato 02 Maggio 2009 10:33

È «orgoglio» la parola più ricorrente. I primi commenti all'operazione Fiat-Chrysler partono da qui, mettendo in luce il prestigio per l'Italia accanto ai meriti del management del Lingotto e alle prospettive di sviluppo per l'industria automobilistica nazionale.
Per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l'accordo conferma le capacità di innovazione della Fiat, «di cui l'Italia può essere giustamente orgogliosa». L'intesa firmata con gli americani secondo il premier rappresenta inoltre «un'ulteriore testimonianza delle forti relazioni economiche e commerciali tra Italia e Stati Uniti ed una dimostrazione tangibile dell'impegno comune dei due Paesi nel fronteggiare l'attuale difficile congiuntura economica internazionale».

Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola si spinge fino al futuro prossimo della nuova Fiat, «che farà l'Italia più forte nel mondo», ma che è subito chiamata «al confronto sul piano industriale per gli stabilimenti italiani». «Gli eco-incentivi stanno iniziando a funzionare e la Fiat sta riducendo la cassa integrazione. Mi impegno – preannuncia Scajola – a favorire il dialogo con i sindacati». Di prestigio, orgoglio nazionale e capacità imprenditoriale parlano anche il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli e il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi, così come il leader del Partito democratico Dario Franceschini. «Per la prima volta dopo molti anni – aggiunge Pierluigi Bersani, responsabile economico del Pd – c'è una opportunità credibile per agganciare il mercato americano».
Dal presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, i complimenti alla lungimiranza del Lingotto: «Come cittadina italiana e presidente di Confindustria sono molto orgogliosa dell'operazione. Fiat ha dimostrato di avere capacità di muoversi prima delle altre case automobilistiche internazionali, gestirà una delle più grandi industrie americane». Il Lingotto – aggiunge Marcegaglia – «ha mostrato di avere tecnologie avanzate e capacità di fare auto ecologiche meglio delle altre aziende».
Nel giorno di una lunga assemblea di bilancio, anche i vertici di Intesa Sanpaolo, gruppo bancario in diverse occasioni finanziatore del Lingotto, esaltano il successo di Marchionne. Secondo l'amministratore delegato Corrado Passera, che si era detto «orgoglioso» di aver appoggiato la Fiat anche in momenti molto critici come il 2003 con il prestito convertendo, «se siamo arrivati a un accordo, vuol dire che c'è la possibilità di fare un grande progetto: è una cosa di cui essere tutti soddisfatti». Il balzo compiuto dal nuovo management, che ha saputo invertire una rotta discendente, colpisce Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli: «Che questa operazione parta dalla Fiat – dice – un'azienda italiana che pochi anni fa sembrava essere la cenerentola dell'industria, è ancora più straordinario».

da Il Sole 24 Ore