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Oh, bella, ciao... PDF Stampa
Economia & Politica - Altri Articoli
Martedì 31 Maggio 2011 09:32

Una mattina, mi son svegliata ed era l’alba di una nuova era. La luce alla fine del tunnel? Un nuovo inizio? La fine del berlusconismo? Forse. Certamente qualcosa è cambiato. E ho usato le prime parole di un noto canto popolare, per pura generosità nei confronti degli sconfitti, perché so quanto li fa stare bene dare del comunista a chi non la pensa come loro, ma anche e soprattutto perché quando Alemanno è stato eletto nella mia città, ho visto e sentito cose che ora non potrei nemmeno ripetere. Comunque, dicevamo, qualcosa è cambiato. Milano, Napoli, ma non solo. La giornata di ieri ha atterrato il centrodestra come una ginocchiata nello stomaco. Quella sovranità popolare, che la nostra Costituzione garantisce, e che l’attuale Presidente del Consiglio ha sempre usato a suo piacimento, ha spintonato con decisione questo governo che va avanti a colpi di fiducia, mazzette e promesse. Sono andate a votare le tasche vuote e l’indignazione della gente; i giovani e la voglia di vivere in uno Stato che sia degno d’essere chiamato democratico; le donne e gli uomini stufi di essere insultati da un personaggio che perfino Neri Parenti troverebbe troppo volgare. Questa battaglia che i candidati del centrodestra hanno combattuto a colpi bassissimi, forse per particolari esigenze di statura fisica, politica e morale, non ha dato i frutti sperati. Eppure, onore al merito, si sono impegnati moltissimo: i monologhi a reti unificate; il giochino del “In tutto quello che diremo oggi, si nasconde una notizia vera. Scoprila! Telefonandoci avrai l’occasione di sostenere il tuo Premier, vincendo un posto in prima fila in uno degli attuali processi a suo carico (non è garantita la sua partecipazione)”; lo spettro dei rom, delle moschee, dei gay, dell’uomo nero che di notte si ruba sempre tutte le coperte. Eppure il centrodestra ha perso, ma non temete, non credo che abbia perso per il gioco scorretto.

Anche se questo è solo un primo passo, ha perso grazie ad una maggiore partecipazione politica di chi il cervello ce l’ha, ed è andato a votare. Non per le calunnie ad ampio raggio, che non sono le prime e non saranno le ultime, ma per incapacità manifesta. All’alba di questa nuova era, un comunista a Milano e un magistrato a Napoli hanno realizzato il peggior incubo di questo uomo così piccolo, che con le sue ossessioni ha disturbato perfino Obama. Tuttavia, sì sa, la felicità è un palloncino nelle mani incerte di un bambino, e le prime dichiarazioni del Presidente del Consiglio fanno cadere le braccia, trasformando il nostro attimo di estasi in un tiepido momento di “letizia”. “Ora i milanesi devono pregare il buon dio che non gli succeda qualcosa di negativo”, ha dichiarato sportivamente poche ore dopo la sconfitta di (quasi) tutti i suoi candidati il nostro amabile Premier. Ora, dico… ma non lo vedi, Silvio, che il buon dio non ci ascolta e ci tocca fare tutto da soli?