| Origini ed evoluzione del primo maggio |
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| Giovedì 30 Aprile 2009 11:11 | |||
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A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese. Poi quando, si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: 3 anni prima infatti , il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue.
Man mano che ci si avvicina al 1 maggio 1890 le organizzazioni dei lavoratori intensificano l'opera di sensibilizzazione sul significato di quell'appuntamento.
“Lavoratori, si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 , ricordatevi il 1 maggio di far festa.....”.
Ma questa festa nel corso del tempo , conoscerà anche una battuta d'arresto nel ventennio fascista quando Mussolini proibisce questa ricorrenza.
All'indomani della liberazione , il primo maggio 1945 , partigiani e giovani si ritrovano insieme nelle piazze d'Italia in un clima di entusiasmo.
Per molti oggi però questa festa sembra essere obsoleta , che rischia , ogni anno di ritrovarsi svuotata di significato.
Obsoleta perchè? Il mondo del lavoro è cambiato? “Non solo il mondo del lavoro è cambiato, ma sembra essersi trasformato tutto quello che è legato a questa celebrazione.
E' cambiata la classe lavorativa, dirigenziale, se prima il lavoro era quello fordista delle grandi aziende, adesso è quello frammentato delle piccole società , che abbraccia più il settore dei servizi che quello manifatturiero di un tempo. Ma è cambiata anche la rappresentanza politica, ai grandi partiti tradizionali di oggi si è aggiunta una rappresentanza politica dai mille volti, frammentati anche al suo interno.
E' cambiato anche il modo di festeggiarlo, che sembra avere ridotto questa ricorrenza ad uno spettacolo mediatico e ad un puro evento di spettacolo, basti pensare al concerto che si tiene ogni anno a San Giovanni a Roma, ogni primo maggio.
Mentre ieri era una festa di vero riposo lavorativo, fatta di semplici divertimenti come poteva essere una scampagnata collettiva.
Resta il fatto che oggi , ancora più di ieri, questa festa dovrebbe avere un senso più profondo, tra lavoro precario, globalizzazione, la questione lavoro è tutt'altro che superata.
ROBERTA PATI
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