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Qualche osservazione sulla nostra società PDF Stampa
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La nostra è la società dell’apparire e questo è il motivo per cui la cultura personale non viene apprezzata: non si può ‘ostentare’ e non è neppure ‘visibile’ agli occhi della gente. Solo la cultura intesa come conoscenza e sapere può assicurare la percezione corretta del vero senso da dare alla vita, plasmando in maniera opportuna l’animo umano. Il divino Poeta, più che mai attuale, ha sicuramente mostrato attraverso le sue opere che la fede (‘pensata’) in un Dio giusto è la condizione indispensabile per percepire la vita in maniera corretta.
Più in generale solo l’affermazione di valori morali può permettere di cambiare in meglio questa società, che non può basarsi su ideologie, per fortuna ormai abbandonate, come il comunismo  o su strutture come quelle capitalistiche. Perché anche quest’ultima genera anomalie come consumismo, eccessi di ogni natura e soprattutto vede 'l’individuo' non come una persona ma come un soggetto da sollecitare per  promuovere il consumo e niente di più. Questo perché, come afferma  Natale Colafati:
'Soltanto il prevalere di valori come il vero e il giusto può permettere di cogliere il bisogno di avere e dare affetto e quindi, nel caso ci si riesca, la sensazione suprema di autorealizzazione'. Questo significa benessere individuale il quale scaturisce dalla sensazione di un benessere anche collettivo. Purtroppo il degrado morale, che poi significa fra l’altro il prevalere dell’interesse privato sul collettivo, è così elevato che l’ansia, l’angoscia e la depressione relative si manifestano prepotentemente e comunemente. Infatti gli psicofarmaci, necessari per combattere il cancro dell’anima che ne scaturisce, sono i medicinali cui si ricorre più di frequente in questa società malata essenzialmente di mancanza di affetti e di sani valori.
La crisi economico-finanziaria da cui stiamo faticosamente uscendo è scaturita da mancanza assoluta di valori umani che ha fatto sì che fossero concessi prestiti e mutui a centinaia di migliaia di persone che non erano assolutamente in grado di pagare i ratei relativi. Questo (il capitalismo selvaggio e crudele) ha determinato milioni di vittime (dal punto di vista economico) soprattutto tra i diseredati e la povera gente e  una assoluta e generale rimozione della fiducia in un mondo migliore sia dal punto di vista economico che dei rapporti umani. Finchè si anteporrà la cosiddetta professionalità alla umanità questo sarà sempre un mondo alla ricerca di un 'Qualcosa' che non riuscirà mai a trovare.

Antonio ALBINO