Home Saper vivere Altri Articoli Rapporti affettivi e vita sociale
Rapporti affettivi e vita sociale PDF Stampa
Saper vivere - Altri articoli
Un buon rapporto affettivo con parenti ed amici predispone ad un sereno clima emozionale e sentimentale. L’affetto ricambiato è un toccasana anche per molte malattie perché il buonumore che ne deriva innalza le difese immunitarie (ciò è scientificamente provato). In particolare per quanto riguarda i cosiddetti mali oscuri: è un potente deterrente per la depressione. Essere più allegri, più vivaci significa benessere esistenziale, vuol dire combattere il cosiddetto male di vivere.
La più alta espressione affettiva è l’amore di cui si può parlare all’infinito senza arrivare a conclusioni logiche. Amore è amore e lo può intendere compiutamente soltanto chi lo prova e ne è ricambiato. Ma provare il vero amore è cosa piuttosto rara. Dalle religioni apprendiamo che bisogna amare il prossimo come sé stessi, ma gli psicologi affermano che nella attuale società consumistica per fare ciò o non bisogna conoscere bene il prossimo o si è dotati di scarsa autostima. Pertanto l’esame attento della ’dimensione amore’ è qualcosa che lasciamo alla Poesia, alla Religione ed alla Psicologia. Per essere più concreti l’amore rappresenta qualcosa di raro, prezioso e relativamente di breve durata, mentre gli affetti sono oltre che più duraturi, più frequenti a manifestarsi.
L’amore e/o l’affetto per i familiari in particolare si manifestano concretamente con baci e abbracci fino all’età adolescenziale per i figli e forse anche oltre. Ma non si può non tener presente che l’istituzione del matrimonio è in crisi: un matrimonio su tre anche dopo breve tempo finisce nel divorzio. Le famiglie si lacerano e spesso vengono tenute in piedi soltanto per permettere ai figli di evitare il trauma relativo al divorzio dei genitori. In molti casi la convivenza diventa l’unica via di uscita anche per ragioni economiche, ma non ha niente a che fare con ‘l’unione nella buona e nella cattiva sorte ’. Ed a questo punto: separazioni, divorzi, coabitazioni forzate determinano la necessità di un surrogato degli affetti umani. Nasce l’esigenza di avere un qualcosa a cui dare e da cui ricevere ‘coccole’: l’animale domestico. A cominciare dai cani e dai gatti per finire, degenerando, ai serpenti e alle iguana, sì perché per alcune forme di esibizionismo il cane ed il gatto sono troppo comuni, bisogna mostrare qualcosa di inusuale agli ospiti; questo per stupirli ed avere un argomento diverso dal solito di cui parlare per passare la serata.
Comunque nel caso dei cani, dei gatti, dei conigli, dei criceti, degli uccellini e dei pesci la loro presenza in casa ci sembra del tutto normale come integratori degli affetti familiari, che in molti casi vengono a mancare. Il cane ed anche i gatti in particolare arricchiscono molto l’ambiente domestico dal punto di vista affettivo. Danno vivacità alla normale routine anche se costituiscono un impegno notevole per la pulizia ed il resto. Ma l’affetto è qualcosa di estremamente piacevole da provare ed il cane in particolare è da considerare come uno dei ’ migliori amici ’ dell’uomo sotto tutti gli aspetti. Anche perché dicono gli etologi che il rapporto cane-padrone equivale a quello credente-Dio. Quindi il padrone diventa un padre e l’animale diventa parte integrante della famiglia. Nel caso dei single poi il cane non solo diventa un figlio, ma può sostituire negli affetti tutti gli altri familiari e anche gli amici. Tutto ruota intorno a lui, il che ci sembra normale, nel caso dei single. Ma ciò si verifica anche nelle famiglie numerose e in questo caso si cade nel patologico. I cani vengono ‘protetti’ con cappottini in inverno, gli vengono forniti come cibi delle leccornie, sono coccolati e vezzeggiati. Questo per ringraziarli del loro affetto perché lo stesso sentimento in questi casi è molto più difficile a manifestarsi con altre persone. La tenerezza è più semplice acquistarla in un negozio di animali che manifestarla e ricambiarla con i familiari o creandosi delle amicizie degne di questo nome.
Un rapporto d’affetto ‘corretto’ con gli animali domestici è invece indice di una vita sociale e familiare che si può definire ‘normale’, perché viviamo in una società dove tutto si può comprare tranne il vero affetto ed il vero amore.
Antonio ALBINO