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Se la risposta è “strage”, la domanda è sbagliata. PDF Stampa
Economia & Politica - Altri Articoli
Domenica 08 Maggio 2011 20:58

"Il prossimo 9 maggio si celebrerà al Quirinale il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice. Quest'anno, il nostro omaggio sarà reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane. Tra loro, si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche". Parliamo di Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. È questo che si legge nella lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato il mese scorso al Consiglio Superiore della Magistratura. Questa scelta, continua la lettera, “costituisce anche una risposta all'ignobile provocazione del manifesto (quello che recitava “via le br dalle procure” in particolare NdR) affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta 'Associazione dalla parte della democrazia', per dichiarata iniziativa di un candidato (Roberto Lassini NdR) alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non. Essa indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull'amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti".
E poi il 9 maggio è arrivato, puntuale come ogni anno, a ricordarci che a 33 anni dal 9 maggio (quello del ’78) che si è portato via Aldo Moro e Peppino Impastato, la mafia è viva. Il terrorismo è vivo. L’intolleranza, l’ignoranza, la paura, sono qui anche quando non vogliamo vedere. La mafia è la spazzatura a Napoli e le leggi tagliate su misura. La mafia è la stessa spazzatura che sparisce (per quanto possibile) prima di una tornata elettorale. La mafia è un’organizzazione criminale che si regge sul popolo che la teme, che la subisce, che la ignora. Che se ne frega, perfino. È la giustizia che viene uccisa ogni giorno. La mafia ha tanti nomi, perché è tante cose. E così è il terrorismo, che non è di destra o di sinistra, perché le sue vittime sono trasversali. Perché il terrorismo sono quei manifesti che tutti conosciamo, e il terrorismo è anche esportare democrazia a forza di bombe intelligenti. È uccidere un’idea o una famiglia. Che sia un mitra, una lettera di licenziamento o uno stipendio di 300 euro al mese, a fare fuoco, poco importa.

Il terrorismo siete voi che calpestate una Costituzione figlia di una tragedia. L’intolleranza e l’ignoranza sono i vostri slogan e i vostri partitelli di stampo fascista, quelli che con una fucilata risolverebbero gli sbarchi a Lampedusa. E poco importa se le vittime, che oramai non si contano più, sono i figli, le madri, le mogli, i mariti, i fratelli e le sorelle di qualcuno… tanto non sono nati qui. Siete voi con le vostre belle facce, e le promesse non mantenute. La paura è il vostro mezzo, la esercitate con le promesse che invece mantenete, lo fate consapevoli di tutte quelle volte che non ci siamo ribellati. Questo 9 maggio presto sarà arrivato, e anche noi. Resteremo a guardarlo con estrema ammirazione. Passerà in un attimo, come in un attimo è arrivato. Ci penseremo, nello stesso modo in cui pensiamo a una cosa che dobbiamo ricordarci di ricordare, a cui portare rispetto. Come il ricordo di un distacco violento, e la foto che ogni tanto ci sorprendiamo a guardare, sarà importante, ma non risolutivo. Simbolico, semmai. Una cosa da tenere a mente, con la speranza che ricordarla serva a migliorarsi, ma con il dubbio che, difficilmente, ripercorrendo gli stessi passi, sia possibile raggiungere risultati diversi.

 

“Non siete Stato voi, che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure.” (Caparezza_ Non siete Stato voi)