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Economia & Politica - Altri Articoli
Sabato 12 Febbraio 2011 12:38

L’avete visto il popolo egiziano? È libero. Non c’è altro da dire, da quelle parti si sta facendo la storia. Viaggiano foto di volti così felici che viene voglia di andare là ad abbracciarli tutti. È la potenza dei social network che ci hanno mostrato la protesta passo dopo passo, faccia dopo faccia, fino al trionfo. Chiunque abbia esultato o pianto c’è e viaggia veloce nell’era digitale, dove la rivoluzione passa anche su twitter. In quella Piazza Tahrir, ora per sempre legata alla caduta di Mubarak e alla vittoria di un popolo, ancora si festeggia. Frattini ha accolto la notizia con un “prendiamo atto”, come uno spettatore distratto che non vuole essere disturbato; Obama ha dichiarato che quanto avvenuto è “una lezione per il mondo”. Per dire, le differenze. Di quei manifestanti abbiamo visto le facce, dei nostri le mutande. Loro hanno manifestato per 18 giorni per mandare via lo zio di una che qui… ah, no, alla fine non era lo zio. È che la storia ha un curioso modo di procedere. Mesi fa questo Mubarak ha liberato inconsapevolmente una nipotastra acquisita, oggi la “spendita” del suo nome, non avrebbe avuto lo stesso valore. Ancora una volta gli affari del mondo sembrano prenderci in giro, come se non bastasse la richiesta del coraggioso Ferrara ai suoi bravi, di mettersi in mutande contro “i puritani che chiedono le dimissioni”. Ancora una volta la storia va avanti e noi ci sdraiamo a guardarla, alcuni di noi più di altri. Con la semantica, però, facciamo passi da gigante: da noi si dice “escort” e si usa il termine “madrelingua” per sottintendere capacità morali e competenze tecniche che ancora ci sfuggono; da noi si dice “generoso”, “disponibile”, “benefattore” e “non mi ricordo, non l’ho detto, non c’ero”, per rimediare all’accidentale rilascio di informazioni che sarebbe stato meglio tacere. C’è chi pubblica la sua faccia per dire “non ci sto”, e chi le sue mutande per dire che invece sì.

I peggiori, se posso, sono quelli che in un compito così facile nemmeno si applicano. Il vostro ideale politico vi chiede di mettervi in mutande (che poi, quanto è ironico?) e voi volete accontentarlo? Mi sta bene, ma voi, tutti e 39 (perché tanti erano quelli che ieri avevano aderito a questa affascinante protesta) almeno, usate le vostre di mutande. Non prendetele da famosissime campagne pubblicitarie, non poggiatele sul letto per fotografarle (mettersi in mutande ha un significato ben preciso: contenitore- contenuto, avete presente?), non mettete le vostre foto in costume, e soprattutto, non usate fotogrammi di film talmente oltre la pochezza delle nostre vicende politiche, che se fossero appena più in alto vi dovreste inginocchiare a pregarli. Camminiamo dunque sulle orme dell’Egitto, perché c’è grossa differenza tra popolo e italiani. Camminiamo sulle loro orme pur sapendo quanta fatica ancora dovranno fare, una volta passata l’euforia. Camminiamo fino a loro, e vediamo se gli avanzano, 18 giorni per spiegarci come si fa.