Home Archivio A Sanremo finalmente un Festival da definire 'normale'
A Sanremo finalmente un Festival da definire 'normale' PDF Stampa
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Il titolo dell’articolo è da considerare un complimento per gli organizzatori, in un Paese dove tutto è ‘speciale’ anzi fuori standard. In una Italia dove la normalità quasi non esiste, assistere ad un festival condotto dalla signora della palazzina accanto ci sembra qualcosa da prendere ad esempio per le prossime manifestazioni. Questo perché la gente vuole sentire canzoni ed ascoltare musica senza sentirsi condizionata da presentatori con personalità prorompenti che offuscano quella dei cantanti e quindi le loro esibizioni.
Il successo di Antonella Clerici è da imputare al fatto che sa comportarsi da semplice conduttrice (non aspira e forse non ha le capacità di fare la primadonna) e quindi i cantanti occupano la posizione che  compete loro: il palcoscenico del teatro Ariston nella sua interezza. Antonella li incoraggia a porsi al centro dell’attenzione anche dopo l’esibizione canora, li intervista per indurli a mostrarsi al pubblico senza condizionarli con battute preconfezionate.
La semplicità ha preso il posto d’onore a Sanremo, senza scadere nella mediocrità: lo dimostra una share maggiore del 50% che rappresenta un record assoluto per una manifestazione che ha richiesto un investimento contenuto (di soldi pubblici). Il compianto Mike Bongiorno ha insegnato molto: lo spettacolo deve essere assicurato dai partecipanti non dal presentatore che deve limitarsi a condurrre, ad indirizzare, a sottolineare, ad evidenziare, ma nulla di più. Il presentatore non può coprire lo show dei partecipanti perché verrebbe a mancare il vero spettacolo. Ed Antonella ha fatto tesoro degli insegnamenti del maestro di tutti i conduttori.
Basta, per descrivere l’ambientazione in cui si collocava il festival, ricordare l’intervista alla regina di Giordania che risplendeva di luce propria e che affascinava con una bellezza completa interiore ed esteriore, senza che  Antonella, con la sua presenza, ne sminuisse lo splendore; anzi esaltandolo quando ha chiesto informazioni sulla convivenza tra arabi e musulmani!!!
Grazie Antonella ci hai regalato uno stupendo Festival arricchito anche dalle tue piccole gaffe che hanno contribuito a farci sentire più vicini ai cantanti ed al ‘tuo’ pubblico ed a una grande presentatrice.
L’unica nota stonata per la manifestazione è venuta dalla presenza dei tre cassaintegrati di Termini Imerese e dal relativo intervento contestatissimo dei politici. Questo perché non si può contaminare uno spettacolo di evasione con la dura realtà che questo Paese è costretto ad affrontare a causa del suo fatiscente sistema Istituzionale e per la corruzione che ormai dilaga senza ritegno alcuno.
Ma l’esibizione della Banda dei Carabinieri è bastata a ridare lustro alla manifestazione, a ricordarci che in questo Paese esistono ancora delle Istituzioni che all’Estero ci invidiano. L’uscita dell’Arma dal Teatro Ariston al ritmo della Marcia d’Ordinanza, con tutto il pubblico in piedi ad applaudire, ci dimostra che il nostro è un grande Paese che non merita di essere gestito dall’attuale classe politica sia essa di governo che di opposizione.

Antonio ALBINO