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Aggressione a Berlusconi PDF Stampa
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Il clima di violenza ( a questo punto non solo verbale) che si è instaurato nel Paese speriamo abbia avuto il suo epilogo. Ormai si respirava un clima che qualcuno aveva definito da guerra civile, termine improprio e fuori luogo, ma che metteva in evidenza la tensione esistente. Tra le forze politiche al governo e quelle all’opposizione da anni non esisteva un dialogo se non a base di termini ‘impropri’ , che ha esasperato quanti credono che la politica debba guardare agli interessi del sistema Italia e non all’esaltazione ed alla denigrazione di questo o di quel ‘personaggio’. Mai il livello morale del paese era sceso così in basso a furia di scandali legati a escort, trans e minorenni e del relativo gossip che prendeva il posto di un confronto politico corretto sui problemi veri del Paese.
Speriamo che questo atto di violenza fisica, da ripudiare e condannare in un sistema che si definisce democratico, costituisca la conclusione della campagna denigratoria contro tutto e tutti a cominciare dalla più alta carica dello Stato e che faccia posto ad un confronto  politico serio e corretto. Confronto che deve iniziare da una profonda  autocritica della stessa  classe politica nella sua interezza per proseguire con una profonda riforma del sistema  istituzionale del Paese. Perché prima di tutto il sistema politico deve fare una profonda ‘autorevisione’ a partire dalla riduzione del  numero dei parlamentari e dei relativi portaborse. Bisogna che i politici abbandonino i settori che non competono loro a cominciare dalla Sanità, dove meno del 50% dei Dirigenti delle ASL sono medici.  La casta deve cessare di sentirsi autorizzata a fare innanzitutto i propri interessi, come dimostra il fatto che non si sia proceduto all’abolizione delle  Province, cosa che era  prevista nel programma dell’attuale governo.  I politici non devono più guardare ai sondaggi d’opinione ed  alle prossime elezioni regionali ma agli interessi del Paese a cominciare da quelli dei giovani.
Se questo non avverrà il clima politico può ulteriormente degenerare e avremo perso un’altra grossa occasione per considerarci un Paese civile, e rispettabile a livello internazionale.

 

Antonio ALBINO