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Purchè se ne parli, diceva qualcuno PDF Stampa
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È incredibile come, ogni anno, Sanremo riesca a dominare la scena. E quando l’argomento non sono i bambini, i piccioni, i sessualmente confusi, o le oscene trovate etiche di Povia, salta fuori qualcos’altro. E quando non sono i conduttori, i vestiti, o gli ospiti, sono i partecipanti. Dunque se l’annunciata esibizione di Emanuele Filiberto di Savoia, non sembra aver destato preoccupazione alcuna, è evidente che l’Italia preferisce farsi scandalizzare da Morgan.
Perché l’Italia è fatta così, e non si può toccare la famiglia, l’eterosessualità, la prima serata, e nemmeno la droga. Ma chi lo sapeva? In Parlamento c’è più coca che farina da un fornaio, eppure la Meloni è insorta. Furiosa quando Morgan ha dichiarato a Max di farne uso da sempre, per combattere la depressione. Intervista estorta, dice lui, oltre che falsa. Con la droga non si diventa Bowie, dice lei, si dà un cattivo esempio e dalla depressione si esce con l’aiuto dei medici, dice in sostanza lei, ministro della gioventù. La fiera dell’ovvio, tanto per cambiare. Così si annuncia l’esclusione da Sanremo del cantante che si dice “maledetto”. Come se mandare un presunto drogato, in prima serata, fosse un messaggio pubblicitario. Capisco che da un popolo così, ci si aspetta di tutto, ma considerarli scemi fino a questo punto, è quasi una mancanza di rispetto. Quasi, perché Sanremo è Sanremo, ma anche chi lo segue...
Morgan si è fatto la sua pubblicità, andata con ritorno economico assicurato, il festival è al centro dell’attenzione, il perbenismo dei politicanti anche, e tutti vissero felici e contenti in questa repubblica delle banane, ma col bollino blu… si capisce.  E per il resto si vedrà, d’altronde riammettere Morgan a Sanremo in questo momento, sarebbe come dare scacco matto allo share.

Sara Eudizi
 
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