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La magistratura è insorta in seguito al ventilato decreto legge del ministro Alfano che farebbe sì da rendere possibile il trasferimento dei giudici nelle sedi più oberate di lavoro. Lo stesso decreto permetterebbe inoltre che l’incarico di pretore possa venir attribuito anche a magistrati di nomina recente; questo attualmente per evitare di caricare di eccessive responsabilità persone con scarsa esperienza, ma lasciando in questo modo vacanti di responsabile decine di preture.

La Associazione Nazionale Magistrati naturalmente vorrebbe evitare che i suoi iscritti comodamente seduti sulle loro poltrone venissero spostati in sedi da considerare più disagiate perché procurerebbero un maggior carico di lavoro! Inoltre si vorrebbe evitare alle nuove generazioni di magistrati di ricoprire posti di responsabilità!

Siamo alle solite, le caste nella persona dei componenti più anziani quando vedono insidiato il loro potere , vale a dire i loro privilegi, si richiudono su sé stesse facendo quadrato contro gli ‘intrusi’ vale a dire la casta sempre presente dei politici.

Il sistema Italia costituito oltre che da caste, da lobby, corporazioni e mafie, fa sempre fatica ad assumere posizione ed a fare scelte nell’interesse del Paese. Ma stavolta siamo alle prese con un problema fondamentale: quello della corretta amministrazione della giustizia che significa uscire dal novero dei Paesi incivili.

Perché non possiamo considerarci un Paese ‘normale’ e quindi al passo degli altri Paesi europei nel momento in cui i processi sia penali che civili durano decenni e che abbiamo più di otto milioni di cause arretrate.

Inoltre la casta dei politici, a cominciare dal suo premier, reclama un trattamento preferenziale rispetto a tutti gli altri cittadini, cioè il ripristino dell’immunità parlamentare, abolita dopo Tangentopoli.

Pertanto il marasma ci sembra completo, considerando che per accelerare i processi, se ne vogliono cancellare milioni a partire da quelli per il premier, come previsto dal disegno di legge attualmente approvato soltanto dal Senato.

La situazione ci sembra esplosiva ed il conflitto istituzionale può essere risolto soltanto con un accordo maggioranza-opposizione di cui non se ne vede la possibilità, dopo che Berlusconi rimessosi dal trauma psico-fisico dell’aggressione di Milano è tornato a ricoprire il ruolo del "monarca assoluto". Il ventilato partito dell’Amore è tornato ad essere quello delle Libertà di fare prima i propri interessi particolari e poi quelli del sistema Italia.

Personalmente non credo che usciremo fuori da questa impasse in tempi brevi, perché le elezioni regionali tengono banco in questo momento. Vale a dire il potere per manifestarsi deve prima di tutto occupare comode poltrone. C’è da prendere soltanto atto che la guerra tra le due caste continua. Chi vincerà? Purtroppo non il sistema Italia, ma solo l’incompetenza, l’incapacità e gli interessi corporativi.

Saremo pessimisti, ma come facciamo a non esserlo dopo sedici anni della cosiddetta seconda Repubblica, caratterizzata da una serie innumerevole di lotte intestine e di guerre fratricide, che nulla hanno a che vedere con una corretta gestione della politica del Paese?

 

Antonio ALBINO