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Cavaliere non ne possiamo più, basta per favore PDF Stampa
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Il Cavaliere continua a elucubrare contro la magistratura. Dopo un periodo di stasi e di ‘raccoglimento’, dovuto essenzialmente allo shock subito dopo l’aggressione di Milano, ha ripreso  i suoi attacchi contro i Pubblici Ministeri.  Ha affermato testualmente: -Il male terribile dell’Italia, la prima patologia è la politicizzazione della magistratura, questo è il primo male vero della nostra democrazia, l’uso politico della giustizia, peggio della corruzione e del crimine organizzato. Per fortuna la grande maggioranza dei giudici non appartiene a questa banda di magistrati talebani-. Basta Cavaliere ci risparmi questi attacchi vuoti e sconsiderati, perchè manca solo che  chieda per i magistrati la rimozione del diritto di voto. Affermare poi che la presunta politicizzazione della magistratura sia peggiore addirittura  della mafia, della camorra e della ndrangheta ci sembra del tutto fuori luogo per tutte le vittime della criminalità e per quelle della corruzione. Per quest’ultima poi le vittime sono tutti gli onesti cittadini perché nel nostro Paese (fonte Corte dei Conti)  essa produce sessantamila miliardi di euro di mancati incassi da parte della Pubblica Amministrazione. Pertanto quest’ultima affermazione ci sembra un lapsus freudiano dovuto al fatto che nel processo Mills, in cui Lei era coimputato, l’accusa era proprio quella di corruzione. E in questo processo  Lei è stato assolto  per decorrenza dei termini, cioè per prescrizione.
Cavaliere, l’Italia non ha bisogno che la sua classe politica blateri in continuazione sull’inefficienza del sistema istituzionale, il nostro Paese ha soltanto necessità che si ponga finalmente mano a questa riforma ineludibile e fondamentale. Noi non abbiamo dimenticato che fu Lei che, durante il primo governo Prodi, fece fallire il tentativo espletato insieme  a D’Alema di riformare il sistema istituzionale, a cominciare dalla riduzione del numero dei Parlamentari e dalla rimozione del Bicameralismo perfetto. Pertanto questo presunto sfacelo istituzionale, di cui la magistratura rappresenta soltanto un elemento, ci sembra da addebitare anche e soprattutto alla Sua persona. Sono ormai quasi vent’anni che Lei è entrata in politica, ricoprendo per almeno un decennio il ruolo di Presidente del Consiglio: a questo punto Le potremmo chiedere con quali vantaggi per il sistema Italia? Noi siamo del parere che i vantaggi per il nostro sistema politico siano stati scarsi e poco incisivi in questo arco di tempo. Lo dimostra che la crescita economica del nostro Paese è stata tra le più basse dei paesi dell’Unione Europea; lo dimostra il fatto che la nostra vita politica è diventata un fenomeno da baraccone in cui si fa essenzialmente gossip con largo scambio di ingiurie e contumelie, senza discutere dei problemi reali del paese. E’ necessario parlare di riforme ‘serie’ a cominciare da quella, guarda caso,   della giustizia, perché nel nostro Paese i processi possono durare anche 45 anni, come è successo recentemente a Bologna per l’attribuzione di una eredità!!!
Cavaliere, smetta di elucubrare contro chi ha solo una opinione diversa dalla sua ed agisca in maniera forte ed efficiente perché il sistema Italia continua a sprofondare. Ormai, con i suoi settantatre anni di età, Lei è molto vicino alla pensione, per favore ci lasci un buon ricordo dei suoi ultimi anni di vita politica.

Antonio ALBINO