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Democrazia incompiuta PDF Stampa
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di Antonio  ALBINO

 

Il sistema Italia è in preda al berlusconismo , che rappresenta una brutta forma del sistema democratico, dove una sola persona è in grado di gestire a proprio uso e consumo la vita politica di un intero Paese.  Sembra infatti di vivere in una sorta di Repubblica Presidenziale ‘personalizzata’ anziché Parlamentare (Napolitano è visto come un ‘osservatore’ e la Corte Costituzionale come un ‘accessorio’ del sistema Istituzionale). E ci sono dei concreti dati di fatto per fare certe affermazioni: il primo è costituito dal fatto che è stato Berlusconi stesso, insieme naturalmente agli altri segretari di partito a nominare i parlamentari della sua lista. La nuova legge elettorale (la famosa legge <> di Calderoli) prevede questa forma di abdicazione della volontà popolare, perché non sono più gli elettori a scegliere i propri rappresentanti ma le segreterie dei vari partiti, per cui più che di democrazia si può senz’altro parlare più propriamente di partitocrazia.

Questo è il punto fondamentale perché, in un partito dove non esistono congressi con scambi di idee per la formulazione del programma, Berlusconi rappresenta il deus ex machina che decide in prima persona (d’accordo con Bossi) le sorti del sistema Italia. Questo naturalmente con il condizionamento profondo dei mezzi di informazione che presentano lo stato del Paese e/o la sua immagine. Non mi pare casuale il fatto che nei vari golpe  che sono stati portati a termine nei paesi sudamericani, i primi centri di potere ad essere occupati erano le stazioni radio e televisive e le sedi dei giornali.
Questa situazione gravemente anomala dal punto di vista democratico è nota, ma i mass media non ne parlano in maniera esplicita, in particolare il TG1 e il TG5 seguiti da più di venti milioni di spettatori presentano quasi sempre ed in prima battuta grosse fette di discorsi del premier e riservano solo qualche opinione dell’opposizione . Ormai si fa largo uso di notizie di cronaca trascurando aspetti sociali ed economici che rivestono una importanza fondamentale nella vita del Paese perlomeno molto maggiore dell’omicidio di Garlasco. Nel campo suddetto sarebbe più opportuno presentare in tutta la sua gravità il caso Guida, l’omicida del Circeo che è stato rimesso in libertà dopo vent’anni pur essendo stato condannato a trent’anni di carcere e dopo essere evaso per ben due volte. No, no meglio i nuovi sistemi di autovelox anziché notizie aggiornate sull’ospedale di Agrigento, inaugurato dopo vent’anni e che deve essere demolito per carenze nelle strutture. Questa non è cattiva informazione è assenza totale di notizie da definire: oscurantismo o censura. Ma il conflitto di interessi dov’è finito, considerando che la carta stampata è in grado di condizionare in maniera molto minore rispetto alla televisione l’opinione delle masse? Si consideri che i quotidiani più diffusi il ‘Corriere della Sera’ e ‘Repubblica’ vendono circa un milione e mezzo di copie ciascuno, mentre del TG1 e TG5 abbiamo già detto.
Pertanto non fa notizia (perché dovremmo saperlo) che The Economist abbia scritto: <>
Antonio ALBINO