Home Archivio Elezioni 2008
Elezioni 2008 PDF Stampa
Archivio
E' fatta, il sistema politico italiano ha assunto una dimensione analoga a quella degli altri Paesi Europei: non più 25 partiti ma soltanto 5. E non è tutto: il paese è caratterizzato da una completa governabilità, PdL e Lega hanno un centinaio di voti di maggioranza alla Camera ed una cinquantina al Senato.
Il paese ha concesso la più completa fiducia al Cavaliere ed ha anche eliminato le ali estreme dello schieramento politico, che potevano comportare l'attuazione di una opposizione al di fuori dei normali schemi e quindi in grado di ritardare i lavori parlamentari.

Il Paese non ha mai visto un sistema politico così predisposto alla efficienza ed alla ‘produttività'.

Gli Italiani si attendono molto dal Cavaliere perché tutto quello che poteva essere fatto per garantirgli la governabilità si è realizzato.

Berlusconi aveva parlato dell'abolizione dell'Ici, anche per l'anno in corso, da effettuare, a mezzo Decreto Legge, nel primo Consiglio dei Ministri del nuovo governo , insieme alla detassazione del lavoro straordinario e dei premi di produttività e all'introduzione di un buono di mille euro per i nuovi nati.

Quindi ha annunciato di avere già in mente una serie di provvedimenti e un progetto preciso per contenere i prezzi nelle grandi catene alimentari (e dove va a finire il libero mercato?????). “Introdurremo un adeguamento al costo della vita per le pensioni più basse.", ha aggiunto Berlusconi confermando che il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli come risposta all'emergenza rifiuti. "Confermo l'impegno a Napoli. Ho già trovato la sede operativa, resterò lì tre giorni e fino a quando avrò la certezza di avere avviato a conclusione il problema dei rifiuti".

Buone premesse e promesse, ma vorremmo che il discorso proseguisse con l'avvio di un piano per dare luogo finalmente alla ripresa ovvero alla crescita economica dopo quindici anni di stasi o perlomeno di crescita molto blanda che ha i permesso alla Spagna di superare il nostro PIL pro capite. Questo ovviamente avverrà solo se aumenterà la nostra competività e quindi le prestazioni dell'industria e dei servizi. In particolare per essere più competitivo, il Paese deve migliorare in termini di ricerca e di innovazione, di tecnologie dell'informazione, di imprenditorialità, di istruzione e di formazione. Per fare tutto questo il sistema Italia deve investire. Il sistema pubblico, per stimolare il sistema privato a farlo, deve ammodernarsi, tagliare i cosiddetti rami secchi rappresentati dagli enti ed anche dalle istituzioni inutili che trovano la massima espressione nel sistema politico bicamerale ( costituito da una Camera ed un Senato con le stesse attribuzioni ) senza trascurare le Province ed il CNEL ( Comitato Nazionale per l'Economia ed il Lavoro). Quest'ultimo, che dovrebbe svolgere una attività di consulenza per tutti gli enti ed istituti del Sistema, praticamente non è stato mai interpellato da alcuno. In conclusione ci sembra indispensabile fare riferimento alla drastica riduzione degli esponenti delle varie caste a cominciare da quella politica, descritta in maniera esaustiva da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nel libro che ha venduto oltre un milione di copie.

Questo comporterebbe una diminuzione dei costi che dovrebbero comportare un aumento degli investimenti produttivi e la riduzione del deficit del bilancio.

Forse bisogna rimarcare che per il sistema statale è necessario aumentare notevolmente l'efficienza dell'Amministrazione della Giustizia. Quante piccole Aziende finiscono strangolate dai debiti per pagamenti effettuati con ritardi molto maggiori dei tempi consentiti e quante grosse Aziende non riescono a soddisfare le proprie esigenze perché non risulta conveniente avere certi riconoscimenti dopo diversi lustri. L'ammodernamento del sistema per ‘assicurare giustizia' in tempi accettabili inoltre contribuirebbe a fare, del nostro, un Paese ‘veramente' civile, perché mi sembra di poter affermare che attualmente non lo è a sufficienza.

Aumentare la produttività vuol dire affermarsi sulla concorrenza, in particolare delle Aziende dell'Unione Europea, il che significa riprendere a crescere . Questo è vitale per i giovani che troverebbero più facilmente lavoro e molto gratificante per i meno giovani che verrebbero retribuiti in maniera più adeguata. Inoltre soltanto creando nuova ricchezza si potrebbe ridistribuirla in maniera da migliorare il tenore di vita in particolare delle classi più deboli. Si tenga presente che la mancata crescita ha prodotto una situazione per cui i salari e gli stipendi italiani sono tra i più bassi d'Europa.

Pertanto in conclusione il Cavaliere dopo aver migliorato in termini accettabili la condizione di vita delle Classi meno abbienti, evitando di cadere nel populismo, dovrebbe puntare tutto sull' ammodernamento e lo sviluppo del sistema Italia

Soltanto se riprendiamo a crescere questo Paese potrà sbloccarsi e puntare ad un futuro migliore non solo sul piano materiale; questo perché la maggiore scolarità ( abbiamo parlato naturalmente anche di istruzione e formazione per aumentare la competitività ) renderebbe il sistema Italia più vivibile soprattutto per il maggior senso civico che ne deriverebbe e quindi per un indubbio aumento della qualità dell'esistenza.

Articolo scritto da Antonio ALBINO in data 24/4/2008