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Furbi o intelligenti? PDF Stampa
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Il nostro è un Paese pieno di presunti furbi e di veri maleducati. Una prova evidente è costituita dalla assoluta incapacità , in attesa di qualche servizio, di rispettare anche fisicamente la successione, ovvero di disporsi su file ordinate in maniera che ciascuno usufruisca del posto che gli compete.
Il disordine, come modo di vita, regna sovrano a tutti i livelli e la cosa si giustifica con uno stato confusionale, rispetto ai doveri, che scaturisce dall’assenza generalizzata di quel senso civico che fa di una comunità un assieme ordinato ed efficiente. L’ignoranza continua a farla da padrona, determinando una continua fretta, un prolungato stato di ‘allerta’ per evitare di essere considerati meno furbi e quindi meno intelligenti dagli incompetenti e dai maleducati. Nessuno spiega alla gente che il furbo è solo colui che copia il compito, il test, l’esercizio e la persona intelligente è solo quella che lo ha redatto e che dovrebbe evitare che altre si impossessino del suo lavoro, magari senza neanche ringraziarlo ed offrirgli la loro amicizia.

Ma in questo Paese il senso morale è talmente scaduto che la persona che si impossessa del pubblico denaro o che evade il fisco (cose che dovrebbero equivalersi) senza farsi cogliere in fallo è considerata degna di ammirazione e di rispetto.
E poi la nostra classe politica, anziché dare l’esempio da imitare dà invece quello contrario. Non a caso il nostro premier ha più volte affermato che il livello delle tasse era troppo elevato, dimenticando che sicuramente lo è per l’elevatissimo numero di evasori. Pertanto, viste certe dichiarazioni ufficiali, la gente è indotta in un sentimento anomalo che produce gli effetti deleteri di cui parlavamo. La limitatezza dei nostri politici è attestata dal fatto che un ministro dell’attuale governo ha più volte dichiarato che ha molta paura di prendere l’aereo. Poiché qualche saggio ha affermato che non girare il mondo equivale a leggere soltanto la prima pagina del libro della vita, bisogna prendere atto che tra i massimi esponenti del sistema politico esistono persone poche adatte a gestire un paese moderno. Ma forse è proprio questo il punto. La nostra classe politica non eccelle per lungimiranza e larghezze di vedute e quindi non è in grado di dare l’esempio corretto. Lo dimostra il fatto che nessuna delle riforme che sarebbero necessarie per modernizzare il Paese è stata portata a compimento, a cominciare da quella della giustizia e del sistema fiscale (basata sulla lotta all’evasione) per finire a quella sull’assetto istituzionale.
Con l’attuale classe politica, caratterizzata da ‘amicizia’ e sudditanza ai potenti, è difficile non confondere partitocrazia e democrazia, particolare e generale, partigianeria e senso dello stato e quindi delineare la netta differenza che esiste tra furbetti e persone intelligenti.

 

Antonio ALBINO