Home Archivio Gli Italiani hanno detto che c'è bisogno di un governo stabile
Gli Italiani hanno detto che c'è bisogno di un governo stabile PDF Stampa
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Il trionfo del partito di Bossi e la tenuta di quello di Berlusconi indicano che il Paese ha votato innanzitutto per essere governato in maniera stabile.
L’astensionismo che ha raggiunto il 36% indica inoltre che più di un Italiano su tre è profondamente insoddisfatto dell’attuale classe politica sia essa di governo che di opposizione. Naturalmente questo dato dovrà essere tenuto seriamente in conto per il futuro, perché vuol dire che esiste un altro grande partito pronto a entrare in campo nel momento di scelte che si riterranno decisive per il Paese.
Comunque quello che emerge chiaramente dai risultati elettorali è che la Lega Nord è ormai arbitro indiscutibile dei destini dell’intero Paese. Bossi ha saputo creare e gestire in maniera perfetta questo gruppo di oppositori al malgoverno. Non bisogna dimenticare che una delle ragioni che ha determinato la nascita della Lega è stata fondamentalmente la reazione agli sperperi perpetrati dalla Cassa del Mezzogiorno che, anziché promuovere lo sviluppo, produceva essenzialmente assistenzialismo.
E’ necessario inoltre tener presente che nelle fila della Lega non esistono indagati o inquisiti, ma  persone di indubbia capacità che hanno saputo svolgere con competenza ed onestà il ruolo che gli competeva. Cioè quello che il Paese chiedeva, gli è stato fornito purtroppo da una forza politica che ne rappresenta soltanto una parte geografica.
Dopo il risultato elettorale, l’attuazione rapida del federalismo verrà prepotentemente chiesta da Bossi e nessuno potrà contrastarlo anche per le ragioni riportate.
Nell’esame dei bilanci economici delle varie regioni emergono dati significativi come quello che in Calabria l’assistenza sanitaria ( e che assistenza!!!)  per abitante costa tre volte rispetto alla Lombardia. Basta solo questo dato per dirci che ormai il Federalismo è necessario per mettere in moto un grosso processo di rinnovamento del Sud.
Ci auguriamo soltanto che le spinte secessionistiche si attenuino in maniera da poter permettere una  efficienza più diffusa nelle regioni più avanzate e contemporaneamente l’uscita dal sottosviluppo del Meridione. Questo perché non bisogna dimenticare che la Calabria è tra le regioni più povere dell’Unione Europea, mentre la Lombardia è annoverata tra le regioni più ricche a livello dell’Assia di Francoforte.



Antonio ALBINO