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Grazie ministro Brunetta, ma... PDF Stampa
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di Antonio ALBINO

 

Finalmente l’amministrazione pubblica dovrebbe aver finito di essere  eternamente in vacanza, cioè assente. Finalmente anche nel pubblico si comincia a parlare del rapporto costi-prestazioni e quindi di produttività. Questa è una grande conquista per il sistema Italia che finalmente potrebbe essere in grado di giovarsi di una Amministrazione efficiente in grado di fare da  sostegno e propulsione al sistema Paese, anziché da zavorra. La legge di riforma della Pubblica Amministrazione è entrata nella fase finale con l’approvazione del decreto attuativo. Ciò dovrebbe comportare anche secondo Berlusconi: <> ed io aggiungerei meno spreco del denaro pubblico, cosa fondamentale in un paese caratterizzato da un deficit del bilancio statale tra i più elevati al mondo.

Questo anche perché la lotta all’assenteismo dovrebbe diventare strutturale e l’incentivo al merito una certezza. Ma queste sono solo timide speranze dovute ad esempio al crollo dell’assenteismo dal punto di vista fisico, ma chi ci assicura che a questo corrisponda un aumento della efficienza e della produttività. Si spera  che ciò possa diventare al più presto realtà con dei riscontri oggettivi.
Vorremmo ad esempio che nel settore sanità i tempi per prenotare qualche analisi o visita specialistica non fossero più anche di diversi mesi. Vorremmo inoltre vedere il medico della ASL disponibile a visitarci da solo, senza la dolce compagnia di qualche assistente senza un ruolo ben definito, e con la sola funzione di compilare i moduli che giustificano l’assenza del paziente presso le aziende. Lo scetticismo è doveroso perché il nostro Paese non ha remore ad emanare leggi (ne abbiamo circa ventimila contro le cinquemila di Francia e Germania) ma ha solo grosse difficoltà a farle rispettare ed ad applicarle. Questo anche perché il Paese legale è nettamente scollegato dal Paese reale nel momento in cui la Giustizia è inefficiente e lentissima. In Italia ci sono pendenti più di cinque milioni di cause Civili e più di tre milioni di cause penali, questo significa semplicemente purtroppo che non siamo un paese in grado di assicurare ordine e legalità. Ci sono stati decine di tentativi di riforma della Giustizia, gli ultimi sono da attribuire a Castelli e Mastella ed il prossimo ad Alfano con dubbi risultati, visti i precedenti, sulla possibilità di abbassare il numero dei processi pendenti e quindi di aumentare la credibilità della pubblica Amministrazione.
Grazie ministro Brunetta per cercare di combattere una delle più grosse anomalie presenti nel nostro Paese, ma se il sistema Italia non risponderà a queste sue potenti sollecitazioni avremo perso un’altra grande occasione di diventare un paese normale nell’ambito del sistema Europa.
Articolo di Antonio ALBINO redatto in data 15 ottobre 2009