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I due schieramenti a confronto PDF Stampa
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di Antonio ALBINO

 

Ormai Berlusconi, data anche l’età,  è in declino, ma Gianfranco Fini è pronto a sostituirlo, perché presenta tutti i requisiti necessari per farlo:è brillante, ha carisma ed è un oratore molto valido. Si tenga presente inoltre che Fini dal punto di vista personale non è stato raggiunto da polemiche relative alla sua figura di uomo politico o malevolo gossip nei confronti della sua vita privata. Quindi anche se l’era Berlusconi dovesse finire credo che il centro-destra rimarrà al potere senza possibilità di elezioni anticipate. E’ chiaro che potranno nascere le solite polemiche, perché Berlusconi è ‘pesantemente’ seduto sulla sua poltrona di Presidente del Consiglio, con la sua forza mediatica che si è rivelata in tutta la sua intensità quando è riuscito a rinviare le trasmissioni di Ballarò e di Matrix; questo per evitare che potessero insidiare il suo share nella trasmissione di Porta a Porta che presentava ‘ i miracoli’ fatti in Abruzzo; Lo share della trasmissione di Vespa è andato comunque a picco in favore di una fiction di Canale 5.
L’uomo più potente d’Italia sta perdendo progressivamente popolarità: lo dimostra il fatto che non vengono più citati i risultati dei sondaggi relativi al suo gradimento e quelli del suo governo.
Il pronunciamento della Consulta sul lodo Alfano potrebbe essere determinante, ma a Berlusconi non mancherebbe ‘l’ardire’ di evitare di dimettersi.
In ogni caso il centrodestra rimarrebbe al potere, ripeto con l’insediamento fino alla scadenza della legislatura di una  forte personalità come Fini senza rivali nel suo schieramento.
E la sinistra nel frattempo? Va verso il congresso col quale Bersani diventerà il nuovo segretario del PD. A quel punto se il centro-sinistra, comprendendo la IDV di Di Pietro, non presenterà un programma e un saldo schieramento di uomini validi per il rinnovamento e la crescita del paese, Fini e solo lui vincerà incontrastato anche le elezioni alla fine della legislatura. Il perché è presto detto: si tornerà ad agitare la possibilità che potrebbe ripresentarsi il problema della n.u. (più comunemente definito mondezza) che ha investito Napoli e dintorni per mesi. Ma soprattutto gli elettori non hanno dimenticato la frammentazione di potere presentata dal centrosinistra con la dozzina di partiti che lo costituivano. Stavolta i partiti sarebbero soltanto due, ma Di Pietro potrebbe fare da solo quello che Bertinotti, Pecoraro Scanio e Diliberto hanno fatto insieme permettendo a Mastella di mettere in crisi il governo Prodi senza provocare troppi clamori e proteste. Anzi con il giubilo di Berlusconi, che poi gli dimostrerà la sua riconoscenza facendolo eleggere al Parlamento Europeo.
Il centro sinistra  dovrebbe presentarsi coeso alle elezioni, ma la cosa ci sembra estremamente improbabile sia per il carattere di Di Pietro, che per le numerose ‘correnti’ presenti all’interno del PD.
A nulla servirebbe il fatto che proprio con Bersani nel governo Prodi c’è stato un tentativo di riformare la società cercando di comprimere le lobby dei farmacisti, degli avvocati, dei medici, etc. La gente dimentica facilmente, oltretutto quando il caso è isolato e quando non viene dato l’ opportuno risalto al fattore sicurezza, che il centrodestra ha sempre sbandierato prevedendo: la creazione delle cosiddette ronde, la clandestinità come reato e facendo l’accordo con la Libia per evitare l’arrivo di più di centomila migranti l’anno.
E’ inutile che il centro sinistra sbandieri la necessità dei diritti umani per chi non avrebbe l’opportunità di chiedere asilo politico, perché la gente prima di tutto pensa alla propria sicurezza e poi a quella degli extracomunitari. E la destra ha sempre dimostrato di essere particolarmente sensibile a queste esigenze mentre la sinistra si è sempre rinchiusa nel proprio idealismo ignorando le aspettative della maggior parte degli elettori.
Antonio ALBINO