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Il caso Eluana: ultimo atto PDF Stampa
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Non mi fa paura la morte, ma il modo in cui ci si può arrivare: provando  patimenti e sofferenze indicibili. Questo anche poiché  secondo fonti qualificate (validi esponenti del CNR) la medicina ufficiale si è spinta al di là della limitatezza della natura umana; ciò è dimostrato  dalla enorme diffusione del morbo di Alzeimer e di quello Parkinson. Perché superare la soglia temporale concessaci per una vita senza degenerazioni in gravi patologie indotte da qualcosa di analogo all’accanimento terapeutico (elevato e continuo ricorso ai farmaci)? Perché condannare la gente a soffrire in nome di una sacralità della vita che perde completamente di significato nel momento in cui la vita stessa non è più degna di essere vissuta? Sì è vero la vita è un dono di Dio, ma perché chi lo ha ricevuto non lo può gestire nella maniera che ritiene più opportuna?

Domande vane e senza che nessuna ‘autorità’ possa fornircene una risposta razionale ed attendibile. Ma se la vita (non il benessere?) rappresenta il bene supremo perché l’umanità ha sempre cercato di combattersi, di fronteggiarsi, di sbaragliare il nemico e nella migliore delle ipotesi di ridurlo in prigionia se non in schiavitù? Chissà ? Ma forse si trascura il fatto che con molta probabilità  nell’animo umano sono presenti, secondo Freud, due fattori: Thanatos (il desiderio di  morte) ed Eros (il desiderio d’amore);  quando prevale l’uno il comportamento sfocia nell’aggressività e nella violenza, quando prevale l’altro invece è caratterizzato dal rispetto e dalla socialità. La Storia comunque ci insegna che non ci sono mai stati  lunghi periodi di pace, Thanatos ovvero la morte e la sofferenza hanno sempre prevalso. Soltanto queste considerazioni possono spiegare che il patire venga tollerato e lasciato manifestarsi anche per lungo tempo, anche senza alcuna possibilità di guarigione. Ma il problema si spinge più in là fino a coinvolgere la disabilità totale ed estrema cioè gli episodi di stato comatoso (non farmacologico), quando  si è ridotti in uno stato di incoscienza e puramente vegetativo per anni anzi per decenni. Si arriva in questo ultimo caso a fare violenza alla Natura ovvero a nutrire ed idratare artificialmente un organismo ormai inerte. Si noti che oltre alla nutrizione ed alla idratazione a tale organismo che presenta scarse difese immunitarie, vengono somministrate dosi anche notevoli di medicinali in particolare antibiotici. Pertanto come non parlare di accanimento terapeutico? Dov’è finita la ragione? Quel bene prezioso che dovrebbe permettere di distinguere tra il bene e il male tra ciò che è buono e giusto e ciò che è malvagio e senza speranza. Certi comportamenti sono aberranti senza senso e contro Natura. Niente riesce a darci una spiegazione accettabile perché si raggiunge quanto di più perverso possa esistere: il dolore e la sofferenza dei parenti che vengono esaltati, come mezzo di elevazione spirituale, in nome di Dio. Ma di quale Dio?  A prescindere dal fatto che il Dio Vero ci illumina costantemente perché sfruttare la nostra razionalità significa evitare credenze senza senso; il Sacro esige profondo rispetto e devozione e non può essere associato ad un organismo in disfacimento o inerte. Non ci si può esprimere come nel caso Eluana Englaro:<> Perché i veri barbari sono coloro che stravolgono la volontà dell’interessata (espressa a suo tempo, prima che diventasse un cadavere vivente) e dei suoi genitori, cioè quanto di più caro avesse Eluana. Dico avesse perché Eluana è morta 17 anni fa, quando ha cessato di intendere e di volere, quando la sua vita ha perso di qualsiasi significato.
Lasciamoli in pace con il loro dolore gli Englaro, perché viviamo in un Paese dove certe caste vogliono imporre il loro volere su tutti gli altri, anche a coloro che rifiutano completamente le loro credenze. In un Paese dove la maggioranza della popolazione è favorevole all’eutanasia, ebbene sì all’eutanasia. Perché quest’ultimo termine non è da considerare come una bestemmia, e questa sì che è ignoranza; perché offende Dio solo chi rifiuta di prenderla in considerazione  per i casi più gravi . Perché con il termine, come da dizionario, si intende: Morte indolore; in particolare quella procurata a chi è affetto da patologie particolarmente dolorose o invalidanti senza speranza di guarigione.
Grazie a Dio, Eluana ha potuto finalmente raggiungerLo, abbandonando quello stato inerte e senza senso che niente ha non solo di sacro ma anche di umano.
Articolo di Antonio ALBINO scritto il 9 Febbraio 2009