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Il caso France Telecom PDF Stampa
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di Antonio ALBINO

 

Il caso si riassume in breve: venticinque suicidi in una azienda in crisi, dove con un numero di dipendenti pari a 140 mila negli ultimi tre anni ci sono state ben 22 mila dimissioni ‘volontarie’. Tante dimissioni dovrebbero essere scaturite, oltre che da premi in denaro, anche da un clima non particolarmente sereno  indotto all’interno di Telecom.
C’è subito da notare che quando un'azienda non sa più vedere l'impatto sul personale delle proprie politiche, i risparmi  di breve periodo nascondono il rischio  di  gravi perdite anche di immagine.
C’è inoltre da tener presente lo stato di crisi dell’economia mondiale  che ovviamente preclude in moltissimi casi la possibilità di un reinserimento del personale esuberante in altre aziende. Quindi un ambiente sia interno che esterno a Telecom non particolarmente felice per tutti i dipendenti, in particolare per quelli monoreddito con famiglia e/o di età ‘avanzata’ e/o con bassa specializzazione e istruzione e quindi questi ultimi poco richiesti sul mercato del lavoro. Ma quello che più colpisce è sapere  che la maggior parte di coloro che si sono tolti la vita erano dei dipendenti modello. I quali evidentemente non accettavano a priori un cambiamento radicale delle proprie mansioni, l’ipotesi della cassa integrazione o del licenziamento dopo aver dedicato all’azienda tutte le proprie capacità, la propria competenza e a volte anche tutte le proprie energie. Ed è forse questo il punto: coloro che dedicano tutto sé stessi al lavoro sono i più vulnerabili, perché mancano di alternative allo scaricamento dello stress che inevitabilmente in questi casi li assale e che produce ansia e depressione che possono rappresentare la molla scatenante di impulsi autodistruttivi. Persone che coltivano interessi diversi e si dedicano anche ad altre attività, di qualsiasi natura, sono in grado di affrontare meno drammaticamente le situazioni di crisi, perché tali ambienti permettono loro di scaricare le loro ansie in occupazioni congeniali e di conoscere gente diversa rispetto ai colleghi di lavoro, che possono influenzarli solo negativamente dal punto di vista emotivo.
La paura paralizza e sconvolge a tutti i livelli gerarchici: negli ultimi tempi si è visto un dirigente pugnalarsi davanti ai suoi colleghi durante una riunione ed una giovane impiegata buttarsi dalla finestra del suo ufficio al quarto piano. I suicidi sul posto di lavoro e quelli di persone che  hanno lasciato messaggi accusando i dirigenti di metodi brutali evidenziano l’ambiente sconvolgente in cui erano costretti a lavorare. L’eccessivo individualismo che caratterizza la società consumistica, dove il denaro è tutto, ha fatto il resto……
Sull’argomento è utile scomodare psicologi e sociologi in particolare Emile Durkhein che afferma:
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Pertanto il caso France Telecom può insegnare solo che tutte le categorie a rischio vanno tutelate, a cominciare dai precari, i disoccupati, i sottoccupati, ma come? Forse facendo sorgere dopo la fine di questa crisi che sembra imminente, una nuova società più sensibile alla creazione di posti di lavoro anche non fissi ma con una concreta continuità. Una società diversa che  combatta in modo drastico  il carrierismo sfrenato che spesso produce dirigenti di scarsa qualità  dal punto di vista umano che è la causa primaria di generazione di ambienti di lavoro malsani.

 

Antonio ALBINO