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Il lodo Alfano riveduto e (s)corretto PDF Stampa
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di Antonio ALBINO

Scontro aperto sul disegno di legge che propone l’istituzione del processo breve, con compressione a due anni del limite massimo per ogni grado di giudizio ( con l’esclusione di alcuni reati ancora da definire). A me sembra che sia  solo una amnistia mascherata, con la possibilità, anzi con la certezza che saltino milioni  di processi ( dai primi calcoli sembra circa il 70%), perché come sappiamo sono più di cinque milioni le cause pendenti in campo civile e più di tre milioni quelle in campo penale). L’ingiustizia è uguale per tutti è la nuova scritta che dovrebbe comparire in tutte le aule dei tribunali italiani. Anziché farsi processare l’uomo più potente d’Italia preferisce evitare la probabile condanna (altrimenti non si spiegherebbe la presentazione di questo ddl), però in maniera egalitaria, evitando altri milioni di giudizi per altri milioni di suoi concittadini.
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La nostra classe politica, ancora una volta emerge e primeggia per il malgoverno, per le leggi e i disegni di legge ad personam. Anziché accelerare lo svolgimento dei processi, informatizzare l’apparato della giustizia, sostituire leggi obsolete si riconosce apertamente che non siamo in grado di assicurare la giustizia in maniera equanime e sollecita.
Ormai abbiamo le prove e le testimonianze di  milioni di concittadini che non siamo più un paese compreso tra quelli da considerare civili, perché in questi ultimi non solo i processi durano un tempo ragionevole ( quello che da noi si vorrebbe imporre con arbitrio nei confronti dei cittadini onesti) , ma è la classe politica che per prima rispetta le leggi che essa stessa promulga.
Senza fare del  moralismo è bene che  Berlusconi si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti gli altri cittadini di questo Stato, perché, in un paese che si rispetti, tutti sono uguali davanti alla legge, come d’altra parte è scritto nella nostra Carta Costituzionale.
E’ inutile parlare di magistratura politicizzata, perché tutti hanno diritto ad avere una opinione politica, e non crediamo che tutti i giudici che hanno indagato su Berlusconi siano catto/vetero/ex-comunisti. Siamo più propensi a credere che la corruzione ed il malaffare siano stati e siano sempre imperanti nell’Amministrazione Pubblica del nostro Paese. La fine della prima Repubblica non crediamo che abbia significato la fine anche di tangentopoli, perché non ci sono state riforme e/o rinnovamento delle strutture pubbliche.
Se il paese non è stato ammodernato la colpa non è degli onesti cittadini che oltretutto hanno pagato le Tasse in proporzione paragonabili a quelle dei Paesi più avanzati, con il sistema fiscale a più alto indice di evasione in Europa, ma della classe politica nella sua interezza. E quest’ultima considerazione sul fisco evidenzia lo sfacelo che caratterizza tutto l’apparato pubblico, che in aggiunta tollera da decenni un ‘furto continuato’ a danno dei contribuenti onesti che si vedono costretti a pagare anche per gli evasori.
La classe politica responsabile di questo sfascio dovrebbe avviare (????) non solo un processo di riforma dei Codici ma soprattutto un processo  di ‘efficientamento’ , ammodernamento e ristrutturazione totale della amministrazione pubblica in particolare della Giustizia, non può legalizzare in questo modo, con questo ddl, il malaffare.
Ma questi sono soltanto sogni, perché  le riforme auspicate avrebbero dovuto e potuto essere avviate anche qualche decennio fa. Povera Italia non meriti una classe politica di questo genere.
Antonio ALBINO