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La democrazia compiuta PDF Stampa
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di Antonio ALBINO

Democrazia significa governo del popolo e democrazia compiuta significa governo del popolo da parte di persone illuminate, elette, quindi, da una maggioranza qualificata del Paese.

La democrazia compiuta è un bene prezioso che non cala dall'alto come la manna.

La democrazia compiuta purtroppo è presente in pochi paesi, perché per raggiungere la forma migliore di governo esistente, devono ricorrere una quantità di condizioni politico-sociali-istituzionali che andremo ad esaminare.

Il governo di un paese si esercita oltre che dal punto di vista gestionale (pubblica amministrazione), soprattutto dal punto di vista politico. Dove per politica (termine che tante persone aborriscono, perchè ne ignorano il significato) si intende l'arte delle scelte nel governare un paese, cioè l'arte di deciderne il destino.

Fatte queste premesse cerchiamo di entrare nel merito dell'argomento. Il primo elemento da analizzare è il sistema istituzionale perché è lo strumento che permette di prendere le decisioni, ovvero di promulgare e far rispettare le leggi.. Per evitare di cadere nell'idealismo, possiamo fare riferimento all'attuale sistema istituzionale italiano. Nell'ambito delle istituzioni del nostro paese la cosa che ci lascia maggiormente perplessi è rappresentata dal fatto che siamo in presenza di un sistema bicamerale, dove le due camere hanno le stesse attribuzioni dal punto di vista legislativo. Pertanto il cosiddetto decisionismo è messo a dura prova nel sistema legislativo vigente in Italia. Questo considerando che mentre siamo nell'epoca dei Personal Computer che lavorano a velocità dell'ordine dei cosiddetti GigaHertz(miliardi di operazioni al secondo), nel nostro Paese alcune leggine impiegano mesi per essere promulgate.

Un altro grosso difetto del nostro sistema è costituito dal numero eccessivo dei partiti presenti in Parlamento, per cui si determinano casi anomali, che nulla hanno a che fare con un sistema democratico. Ne possiamo citare almeno due verificatisi nella cosiddetta seconda repubblica. Cioè le due crisi di governo determinate per il governo Berlusconi e Prodi, rispettivamente dalla Lega Nord e da Rifondazione Comunista, cioè due formazioni politiche con circa tre milioni di elettori ciascuna. Vale a dire che due partiti con una rappresentanza inferiore al 5% dell'elettorato hanno pesantemente condizionato la vita politica dell'intero paese! Ed oltre a ciò la frammentazione partitica determina un'altra grossa anomalia ovvero il corporativismo . Non si prendono decisioni solo nell'interesse supremo del Paese ma anche nell'interesse di determinate corporazioni che trovano sponsor generalmente in piccoli partiti, che si garantiscono in questo modo la sopravvivenza alle elezioni.

C'è da rilevare inoltre che il sistema istituzionale deve naturalmente garantire il rispetto della legislazione vigente. Ma purtroppo il sistema giudiziario ed i relativi Codici ci sembrano veramente obsoleti, considerando che il maggior numero dei processi, anche quelli penali, arrivano alla conclusione dopo un lungo numero di anni. Quindi per la maggior parte dei processi penali e per tutti quelli civili più che di giustizia, si può parlare di un regolamento di conti, che viene lasciato in sospeso anche per decenni.

Comunque facendo stavolta delle considerazioni di carattere generale, una sana democrazia non può realizzarsi in un paese con un basso livello d'istruzione.

Il colloquio rappresenta il sommo bene dicono i filosofi e chiaramente non possono comunicare efficacemente tra di loro persone di basso livello culturale. Questo pregiudica lo scambio di informazioni a tutti i livelli; in particolare a livello politico. La gente non è in grado di decidere la priorità nelle scelte che condizionano il destino del paese e quindi di orientarsi opportunamente sui candidati e sui partiti. Nei paesi dove l'istruzione non è diffusa, non si possono costituire quelle maggioranze qualificate in grado di determinare la elezione di persone preparate e sagge. Inoltre bisogna tener presente che l'istruzione e la formazione se realizzate in maniera opportuna stimolano la ricerca dell'informazione corretta. In altre parole un buon livello culturale diffuso nel paese stimolerebbe la vendita di libri, di ogni genere di pubblicazioni, di quotidiani e riviste. Ciò dovrebbe produrre ,a parte tutti gli altri vantaggi, una conoscenza della situazione politica più adeguata a cogliere i significati di certe scelte elettorali. Questo ci fa concludere che in alcuni paesi non si può instaurare alcuna forma di sana democrazia. In particolare quelli caratterizzati oltre che da un basso livello di istruzione anche da integralismo religioso che impedisce di discutere sulle scelte da fare, perché tutto è già previsto nei sacri testi.

Nel caso del nostro Paese purtroppo il livello d'istruzione ci sembra relativamente basso, considerando che mentre nei paesi Scandinavi si laurea una persona ogni cinque, nel nostro paese invece soltanto una ogni dieci. Vale a dire che il nostro livello culturale, se le proporzioni sono valide anche per i diplomati, è, in quantità, soltanto la metà di quello Scandinavo.

Comunque generalizzare significa affrontare grossolanamente i problemi, per cui nel caso del nostro Paese ci si augura che, nel caso la Riforma Costituzionale varata dal governo Berlusconi dovesse essere cancellata dal Referendum previsto a breve scadenza, venga costituita una Assemblea Costituente in grado di rendere il sistema politico italiano più avanzato sul piano istituzionale. Questo sarebbe il primo passo verso una forma di democrazia più adeguata al nostro ruolo di grande potenza industriale, alla nostra Cultura, alla nostra Storia.

Articolo scritto da Antonio ALBINO in data 30 aprile 2006