Home Archivio Povera Italia
Povera Italia PDF Stampa
Archivio

Siamo in campagna elettorale e il protagonista sembra essere sempre lui: il cavaliere senza macchia (?) e senza paura. Sì è vero, a parte le macchioline dovute ai processi in corso e a quelle dove la sentenza è venuta meno per prescrizione dei termini, Berlusconi ha avuto il coraggio, ma io direi la faccia tosta di riproporsi o come candidato premier del suo partito o della coalizione di centro-destra o come semplice coordinatore (non è dato sapere). In un contesto come quello europeo, dove ministri in carica si sono dimessi perché si è scoperto che avevano copiato dal Web le loro tesi di laurea, la candidatura al Parlamento di una persona non soltanto indagata, ma condannata, anche se solo in primo grado, ci sembra assurda e inverosimile. Inoltre il cavaliere ha dimenticato i trascorsi, cioè gli ultimi dieci anni di vita politica, quando cioè è stato otto anni al potere e nell’ultima legislatura con una maggioranza schiacciante, che lo fanno primo responsabile del disastro economico italiano a cominciare dai quasi tre milioni di disoccupati. Si è dimenticato del suo Paese, anzi lo ha fatto diventare un teatrino per mostrarsi come show-man, per condannare Magistratura, Corte costituzionale, Presidenza della Repubblica che offuscavano la sua immagine di monarca assoluto. E dopo tutto questo, e diciannove anni di vita politica effettiva, ci viene a dire che non ha potuto realizzare le grandi riforme di cui il paese ha estremamente bisogno perché il Presidente del  Consiglio ha ‘scarso’ potere, il che gli impedisce di attuare i suoi propositi(?). Chissà perché ha aspettato tanto tempo per arrivare a certe conclusioni e non ha approfittato della formazione della cosiddetta Bicamerale per varare le opportune leggi di riforma costituzionale, senza ricorrere all’accordo con la Lega, spazzato via con il referendum popolare.

Ci rimane poco da dire sul cavaliere se non che forse non ha avuto tempo per gestire oculatamente le sorti del Paese, perché è stato sempre completamente preso dalla cura dei suoi interessi personali (a cominciare dalle intercettazioni) e di quelli dei suoi amici (Cosentino, Dell’Utri, Scilipoti  e Razzi su tutti) e delle sue amiche (a cominciare da Nicole Minetti e le olgettine). Ha confuso l’interesse superiore del Paese con i favoritismi a questa e a quella lobby, evitando accuratamente di avviare un processo di riforme per la vecchia e inefficiente macchina dello Stato. Soprattutto ha evitato di occuparsi del disavanzo pubblico scatenando la possibilità di una bancarotta totale, che avrebbe avuto come conseguenza l’impossibilità di erogare pensioni e stipendi ai dipendenti pubblici e la fuoriuscita dall’eurogruppo con conseguenze inimmaginabili per la moneta unica e per tutta l’Unione Europea. Il cavaliere, che già aveva giustificato gli evasori, continua a sbandierare come punto primo del suo programma l’abolizione dell’IMU e -udite, udite- il rimborso di quella pagata nel 2012. Ben vengano una revisione delle aliquote e una regolamentazione  delle esenzioni per i meno abbienti, ma non si faccia della facile demagogia per una imposta presente in tutti i paesi più evoluti dell’Occidente. Soprattutto non si faccia confusione tra decisioni prese da statisti e sogni inebrianti fatti da politicanti che perseguono soltanto l'accesso al potere per detenerlo il più a lungo possibile. E poi ci sarebbero tante altre tasse da abolire a cominciare da quella sui rifiuti e il canone Rai, guarda caso ad alto coefficiente di evasione. Già ma il cavaliere è particolarmente sensibile al populismo, basti pensare che ha riesumato il progetto del Ponte sullo Stretto per realizzare una opera faraonica tra due regioni mancanti di autostrade efficienti e di ferrovie moderne e che costerebbe il triplo di quanto si ricaverebbe dall’abolizione dell’IMU. Ma da chi ha voluto la legge elettorale definita ‘porcellum’ e ha evitato accuratamente di cambiarla non ci si può aspettare che ricopra improvvisamente il ruolo di statista e dismetta quello di capopopolo. Pertanto ci auguriamo che il suo raggruppamento subisca una pesante sconfitta che consenta di fare pulizia in un Parlamento oberato di inquisiti e condannati e di attuare quelle riforme che permettano al Paese, stremato dal berlusconismo, di riprendere il posto che Gli compete in Europa e nel mondo.

 

Antonio ALBINO