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Poverissima Italia hai bisogno di nuove elezioni PDF Stampa
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Siamo diventati un Paese pressoché ingovernabile,  si è verificata l’ipotesi peggiore: Bersani non ha vinto e Berlusconi non ha perso. L’unico vero vincitore è Beppe Grillo che ha trionfato sulle macerie della cosiddetta seconda Repubblica. I politici in carriera devono solo prendere atto che è ora di andare a casa a cominciare dai massimi rappresentanti dei due schieramenti più importanti  appunto Berlusconi e Bersani. Per il primo il sostituto è già operante ed è Alfano, per il secondo il sostituto naturale è Matteo Renzi. Per quanto riguarda Monti, egli deve soltanto liberarsi di due vecchie mummie della politica cioè Fini( peraltro non eletto) e Casini, perché a tutti gli effetti politicamente è giovanissimo e quindi ancora molto valido anche per la reputazione di cui gode in Europa. Resta solo da vedere che succederà al Movimento di Grillo, che costituisce una incognita totale perché non solo non ha un programma valido ma non ha l’esperienza necessaria, essendo l’età media dei suoi componenti molto bassa, per rappresentare in Parlamento la protesta di cui è espressione. Pertanto al  Presidente Napolitano è demandato il compito più arduo cioè quello di nominare un Premier il cui governo dovrebbe avere  il compito di varare una legge elettorale  seria e, in assenza molto probabile di maggioranze parlamentari qualificate, di nominare il nuovo Capo di Stato, che dovrebbe poi indire nuove elezioni.
Tutto questo sperando che i mercati finanziari ci concedano l’ultima prova per essere definiti un Paese politicamente  normale e quindi finanziariamente valido. Cosa che non potrà avvenire, e in questo Beppe Grillo ha perfettamente ragione, se la vecchia e deteriorata classe politica, con le nuove elezioni, non verrà collocata definitivamente in pensione.
Per essere più precisi possiamo dire che quindici anni di stagnazione e cinque anni di profonda crisi economica, sono un periodo troppo lungo per continuare a far gestire il Paese dalle stesse persone. Le quali hanno messo da parte la meritocrazia a favore del clientelismo, della partitocrazia, dell’immoralità e della corruzione. Pertanto soltanto una classe politica completamente rinnovata e con una profonda e vasta competenza può permettere al Paese di far parte dell’Unione Europea con la dignità e l’autorevolezza che competono ad uno degli Stati  fondatori.

Antonio ALBINO