Home Archivio Siamo un Paese povero...di valori morali
Siamo un Paese povero...di valori morali PDF Stampa
Archivio
Prima di scrivere in merito è necessario definire la morale come la scelta tra bene e male, tra giusto ed ingiusto, in pratica i valori fondamentali dell’esistenza, che in un Paese civile dovrebbero essere assicurati dalla legislazione vigente. Nel nostro Paese manca invece un valore fondamentale costituito da quello dell'assoluta necessità di far rispettare le leggi, qualsiasi legge, partendo dal presupposto che esse siano sane e corrette e che assicurino quindi la tutela dei valori morali fondamentali. Dura lex, sed lex dicevano i nostri gloriosi Avi che hanno quindi affermato che qualsiasi Stato si basa sul Diritto e sulla sua rigorosa applicazione; ed il Diritto Romano è stato determinante nella Storia perché ha imposto il rigore ed il rispetto delle sue leggi per tredici secoli ad una vastissima area del mondo. Ogni valida organizzazione ha bisogno di regole ben precise che devono essere fatte rispettare, pena la disgregazione della sua struttura.
Ed è proprio questo che sta succedendo in Italia: siamo in uno stato di disgregazione totale. Non solo abbiamo una pletora di leggi inutili e farraginose (ventimila contro le cinquemila di Francia e Germania) ma non siamo in grado neanche di farle rispettare, pur disponendo dell’Arma dei Carabinieri cioè di un corpo di polizia che anche gli americani ci invidiano. Ma il nostro apparato giudiziario è troppo lento, i processi durano troppo a lungo, le prescrizioni per scadenza dei termini sono la norma e la ventilata legge sui processi brevi è uno scandalo perché permetterebbe che sicuramente milioni di processi finissero, per l’appunto, in prescrizione.
Anche nel caso di processi conclusi in tempi accettabili siamo sopraffatti da forme acute di pietismo e buonismo. Basta citare un caso per tutti. Omar Favaro ha scontato la sua pena (nove anni di carcere) ed è stato scarcerato. Incredibile a dirsi Omar insieme alla fidanzatina Erika si era macchiato dell’atroce assassinio del fratellino e della madre di quest’ultima. Naturalmente Erika riacquisterà la libertà tra breve in maniera che i due potranno riabbracciarsi dopo lo scampato pericolo dell’ergastolo ( di cui neanche a parlarne, poverini erano troppo giovani per intendere e volere, ‘ma non per ammazzare con ferocia e freddezza’).
E’ chiaro che mancando completamente la certezza di una pena e di una pena commisurata all’entità del delitto, viene a mancare il deterrente per scoraggiare fenomeni criminali di qualunque natura anche quelli più efferati.
Naturalmente anche nel campo del rispetto delle leggi i nostri politici danno l’esempio, purtroppo cattivo. L’ultimo caso è quello delle leggi elettorali regionali scavalcate per mezzo di un decreto del Governo, avallato dal Presidente della Repubblica. In questo modo il PdL, partito che per non aver appunto rispettato le leggi elettorali in Lombardia e Lazio era stato escluso dalla competizione nelle due regioni, verrà probabilmente reintegrato nel ‘gioco’ elettorale anche della Regione Lazio, ‘perché Berlusconi lo vuole’. Un partito che non sa gestire se stesso, riuscirà probabilmente a gestire anche la politica delle due Regioni, oltre che quella nazionale, grazie alla ‘elasticità’ della legislazione del sistema Italia.
Le conclusioni non possono che essere che Noi Italiani non costituiamo uno Stato di Diritto bensì uno ‘stato di rovescio’ e purtroppo non stiamo parlando di una partita di tennis.

Antonio ALBINO