Home Archivio Siamo un paese unico al mondo anche dal punto di vista politico
Siamo un paese unico al mondo anche dal punto di vista politico PDF Stampa
Archivio

di Antonio ALBINO

Abbiamo perso con queste ultime elezioni politiche un'altra buona possibilità di poterci considerare un paese normale. Caso unico al mondo, grazie anche alla legge elettorale che è stata definita dal suo stesso autore una ‘porc…ta‘, era stato realizzato un risultato di perfetta parità : la CdL deteneva la maggioranza nel Senato della Repubblica, mentre l'Unione la deteneva alla Camera dei Deputati.

Era il colmo della ingovernabilità, eravamo riusciti a fare in modo che il Paese fosse completamente ingestibile. Questo perché la soluzione della Grande Alleanza, analogamente a quanto realizzato in Germania, era improponibile. Ciò per due ragioni, la prima costituita dal mancato rispetto delle più elementari regole per uno scambio di opinioni in maniera civile ( l'epiteto di co….ni, coniato per l'occasione da un Cavaliere della Repubblica rende completamente la natura del clima politico che si era determinato); la seconda costituita dal fatto che i programmi dei due schieramenti ( e questo ci sembra normale) sono da considerare completamente contrapposti. Il Cavaliere vuole continuare a ridurre le tasse anche in presenza di un deficit statale tra i più elevati al mondo, mentre il Professore intende soprattutto con la reintroduzione di una tassa di successione per livelli di reddito non quantificati e con ‘l'aggiustamento' della tassazione sui redditi da capitale, limitare il deficit stesso, per evitare che raggiunga valori incontrollabili.

Paese unico che, guarda caso, solo i voti degli Italiani all'estero sono riusciti a sbloccare conferendo all'Unione una maggioranza piuttosto risicata anche al Senato

Paese unico, campagna elettorale unica con scambio di accuse, di volgarità indegne di un paese democratico. Senza fare del moralismo non possiamo accettare neanche il primo epiteto creato dal Cavaliere ovvero quello di mortadella, che ha scatenato dopo una legislatura l'impiego di termini più deprimenti.

Per giustificare il titolo dell'articolo possiamo ripercorrere la vita politica del nostro paese dalla creazione della Repubblica.

Il primo governo della repubblica è costituito da De Gasperi che in successione ne costituisce altri sei. Poi i governi di Pella , Fanfani e Scelba ed altri quarantasette fino ad arrivare all'ultimo governo Berlusconi. Cioè vale a dire cinquantasette governi in sessanta anni con una durata media di poco più di un anno. Considerando che soltanto i governi Moro, Craxi e l'ultimo di Berlusconi sono durati l'intera legislatura, si può calcolare per gli altri una vita media di 0,8 anni pari cioè a neanche dieci mesi. Si noti che il primo governo Fanfani è durato dodici giorni ed il sesto sempre di Fanfani undici giorni. Abbiamo avuto inoltre numerosi governi di decantazione o balneari della durata di circa 150 giorni.

Poiché la politica consiste essenzialmente nell'operare delle scelte fondamentali per le sorti del paese, è evidente che non è stato quasi mai possibile programmarle opportunamente dal punto di vista temporale. In questi ultimi anni ad esempio non è stato mai varato il piano energetico, di rilevanza fondamentale visto che il costo dell'elettricità nel nostro Paese è maggiore mediamente del 50% rispetto agli altri paesi dell'Unione Europea. Si tenga inoltre presente che la macchina pubblica soffre di numerose disfunzioni a cominciare da quella giudiziaria , per passare a quella della sanità, per proseguire con l'apparato fiscale e gli enti inutili. Per essere più chiari viene permessa un'evasione fiscale tripla rispetto a quella di altri paesi dell'Unione di valore pari a circa tre leggi finanziarie(100miliardi di euro). Per essere più espliciti basta pensare che enti chiaramente inutili, dopo la creazione degli enti Regione, come le Province vengono tenute ancora in vita. Per concludere il discorso basterà citare il numero dei dipendenti pubblici: tre milioni e duecentomila , ripeto tre milioni e duecentomila nell'epoca della tecnologia informatica e delle privatizzazioni.

Ci auguriamo quindi che la passione politica si attenui a vantaggio della ricostruzione morale del paese, avvelenato dai toni così aspri della campagna elettorale.

Ci auguriamo che vengano sfruttate al massime le ingenti risorse umane di questo grande Paese, che in numerosissimi casi, soprattutto nel campo della ricerca sono state costrette ad esprimersi all'Estero.

Ci auguriamo che gli interessi del Sistema Italia prevalgano su quelli di parte, permettendo il recupero di quella competitività che attualmente ci vede relegati al quarantesimo posto nel mondo, superati anche dalla Giordania.

Ci auguriamo infine che l'apparato statale acquisti efficienza e produttività in maniera da costituire un elemento trainante per il Paese.

Forza………Sistema Italia ce la puoi fare, viste le capacità e le risorse di cui disponi, a recuperare l'immagine ed il posto che ti competono nell'Unione Europea e nel mondo.

 

Articolo scritto da Antonio ALBINO in data 30 giugno 2006