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Dio e il mondo PDF Stampa
Religione - Articoli vari
Quando il mondo occidentale accettò il cristianesimo, Cesare dominava, e il testo accreditato della teologia occidentale fu edito dai suoi giuristi. Il Codice Giustiniano e la sua teologia sono due volumi che esprimono un unico movimento dello spirito umano.
La rapida visione di umiltà del Galileo (NdR-Gesù) lampeggia incerta nei secoli. Nella formulazione ufficiale della religione essa ha assunto la forma banale della semplice accusa rivolta ai giudei, di essersi attaccati a una falsa concezione del Messia. Ma l'idolatria più profonda di modellare Dio a immagine dei reggitori imperiali dell'Egitto, della Persia e di Roma fu mantenuta. La Chiesa diede a Dio gli attributi che appartenevano esclusivamente a Cesare.
Nel grande periodo formativo della filosofia teistica, che terminò col sorgere dell'islamismo, dopo uno sviluppo continuo coevo alla civilizzazione, tre linee di pensiero emergono che, in mezzo a molte variazioni nei particolari, modellano rispettivamente Dio a immagine di un reggitore imperiale, di una personificazione dell'energia morale, di un principio filosofico ultimo. I Dialoghi di Hume criticano in un modo incontestabile questi modi di spiegare il sistema del mondo.
Le tre scuole di pensiero possono essere associate rispettivamente con i cesari divini, i profeti ebrei, e Aristotele. Ma Aristotele fu preceduto dal pensiero indiano e buddistico; si può stabilire un parallelo tra i profeti ebrei e il pensiero più antico; e l'islamismo e i cesari divini rappresentano semplicemente il simbolismo dell'idolatria teistica, più naturale ed ovvio in ogni epoca e luogo.
La storia della filosofia teistica mostra vari stadi di combinazione di questi tre diversi modi di far fronte al problema. C'è però, nel cristianesimo originario del Galileo, anche un altro suggerimento, che non si adatta molto bene a nessuna delle tre maggiori linee di pensiero. Esso non mette l'accento sul Cesare reggitore, o sul moralista spietato, o sul motore immobile. Ma si occupa degli elementi più teneri del mondo, che lentamente e silenziosamente operano per amore; e trova il proprio fine nell'immediatezza presente di un regno non di questo mondo. L'amore non governa, e non è immobile; inoltre dimentica un po' la morale. Esso non guarda al futuro, perché trova il proprio premio nel presente immediato.

Alfred WHITEHEAD