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Le Religioni e il Sacro PDF Stampa
Religione - Articoli vari

Il culto del sacro è antico quanto il mondo. Il primo fenomeno religioso, il cosiddetto Animismo, è scaturito presumibilmente dalla necessità di attribuire una causa ai fenomeni naturali più rilevanti come: fulmini, tuoni, uragani, trombe d'aria, terremoti, eclissi, etc.

In tutta la storia umana i sacerdoti occupano un posto tra i più importanti nella gerarchia sociale. Questa casta ha ancora la funzione di fungere da ‘connessione' tra l'umano e il divino e di dettarne le regole di comportamento.

I sacerdoti condizionavano completamente la vita dei popoli in pace ed in guerra perché, nel sentire comune, erano in grado di prevedere il futuro e soprattutto di ottenere la protezione divina per tutti gli avvenimenti umani.

Solo l'Illuminismo ha permesso, nel mondo Occidentale, di considerare la Ragione come la base delle argomentazioni in tutti i campi a partire da quello religioso. Da questo momento in poi si è cercato di scindere gli interessi generali da quelli confessionali, perlomeno nei paesi più evoluti. Si è cercato di distinguere tra Credenze ed esigenze della società nel suo insieme. Questo processo dura ancor oggi e pensiamo dovrebbe imporsi in ogni società civile; questo perché la Religione più diffusa nei vari paesi non può imporre le sue regole a chi non ne  è seguace; la religiosità è da considerare come un qualcosa del tutto personale. Ma il fenomeno religioso ha una tale rilevanza, che fa sì che, ad esempio, anche a chi non crede che la vita sia un dono di Dio, la vita stessa viene ‘imposta' anche nel caso non diventi più degna di essere vissuta. Si può arrivare ad affermare che la vita oltre che un dono può rappresentare anche una condanna, da cui non è possibile liberarsi in nessun modo e per nessun motivo;l'eutanasia, la dolce morte, e il suicidio sono condannati duramente da tutte le religioni più note ad eccezione dell'Islam.Ciò nonostante nella Bibbia sia scritto:"Meglio la morte che una vita amara,il riposo eterno che una malattia cronica (sir 30,17)".

Forse nella religiosità di molta gente manca una buona dose di apertura mentale che fa loro dimenticare che all'interno di noi stessi esiste una coscienza che ci suggerisce la parola di Dio anche semplicemente attraverso le regole del buon senso. Questo è fondamentale, perché non bisogna dimenticare che le varie Religioni sono state fondate e sono gestite da esseri umani e non dal Dio venerato e pertanto il cosiddetto Integralismo dovrebbe essere evitato nella maniera più assoluta. Per cui non necessariamente, se in possesso di cultura adeguata, si devono prendere per 'oro colato' le interpretazioni dei vari testi definiti Sacri, o addirittura prenderli alla lettera, perché Dio dovrebbe aver solo ‘illuminato' lo scrittore. E come ci insegnano i filosofi esiste una verità oggettiva, un pensiero per interpretarla ed un linguaggio per esprimerla. Quindi certi Libri vanno visti sotto una luce non abbagliante, ma sufficiente ad interpretarli nella maniera più vicina ai dettami della nostra coscienza ( che esprime in maniera naturale la 'Legge' di Dio).

Si tengano presenti inoltre le difficoltà insite nella traduzione delle Scritture da lingue diverse e non più usate. Un esempio per tutti; la famosa asserzione contenuta nel Vangelo : - E' più probabile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco raggiunga il regno dei cieli -. La frase è caratterizzata dalla non corretta traduzione dal greco antico del termine ‘filo spesso' che è diventato, per similitudine dei termini, l'animale richiamato.

Questa evidente anomalia linguistica ci deve indurre ad interpretare le Scritture non in maniera letterale, come sostenuto da alcuni, ma in maniera concettuale analizzando gli argomenti tenendo sempre presente la nostra coscienza e quindi la nostra sensibilità. Questo naturalmente per tutti i testi sacri definiti ispirati a prescindere dal Corano che viene ritenuto letteralmente parola di Dio. Ma l'interpretazione letterale delle Scritture sfocia nell'integralismo e quest'ultimo produce 'guerre di religione' che periodicamente ormai danno luogo ad atti di terrorismo inauditi ed ingiustificabili, messi in essere da persone esaltate e piuttosto ignoranti in campo teologico e quindi facilmente condizionabili e suggestionabili. Giustamente papa Francesco ha affermato che: "Produrre odio in nome di Dio equivale a bestemmiare".

La cosa più importante è cercare di acquisire una cultura sufficiente che ci consenta di abbattere l'ignoranza (vista come ristrettezza mentale) come il peggiore di tutti i mali perché non ci consente neanche di ‘avvicinarci' alla Verità. Dicevo avvicinarci perché il Divino è talmente complesso in tutti i suoi aspetti ed in tutti i suoi attributi, che avvicinarsi alla Sua Essenza è piuttosto arduo. A tale proposito ci lascia molto perplessi il fatto che i cattolici considerino il Papa dotato di infallibilità nell'interpretazione della Bibbia; si trascura il fatto che egli è soltanto un uomo che, ad esempio, può essere anche soggetto ad esempio al morbo di Alzeimer con tutte le conseguenze sul piano della sua razionalità.

Queste considerazioni sono relative alla Religione a noi più vicina, ma valutazioni analoghe potrebbero essere fatte per quella del cosiddetto ‘popolo eletto' o per quella che afferma che Dio ha parlato in arabo e che quindi configura anch'essa una etnia privilegiata.

Le religioni orientali hanno in gran parte una concezione più vicina alla realtà terrena, al conseguimento della saggezza e quindi della vera spiritualità; queste religioni privilegiano aspetti come cultura, serenità e elevazione spirituale rispetto all'insegnamento di un comportamento destinato a conseguire la cosiddetta felicità eterna per le altre.

Ormai la democrazia è ritenuta il metodo più efficiente e valido nella gestione del potere. Ciò dovrebbe valere anche in campo spirituale, anche perché la religiosità rappresenta qualcosa di estremamente personale. Il nostro Dio può avere degli attributi diversi da quelli riconosciutiGli da un'altra persona; ciò non dovrebbe costituire una eresia, ma una maniera diversa di vedere il Mondo.

Il pastore luterano Rudolf Otto ha fatto intravedere in maniera autorevole molti aspetti del Divino nel libro ‘Il sacro', che rappresenta un testo fondamentale in campo teologico:- Alla base di ogni religione c'è un sentimento irrazionale di terrore e nello stesso tempo di fascinazione in cui si esprime la relazione dell'uomo con Dio. Nelle espressioni dottrinali il ‘numinoso', questo elemento irrazionale originario di ogni religione, si razionalizza , dando corpo da una parte alle idee razionali di giustizia, legge morale, peccato e dall'altra all'immagine della divinità come misericordia, provvidenza etc. Dal rapporto tra l'irrazionale originario e il razionale nasce il ‘sacro-'.

Ma forse non è stata data all'uomo la facoltà di avvicinarsi troppo al Divino perché come dice il mistico tedesco Gerhard Tersteegen: -un Dio comprensibile non è più un Dio-.

Soltanto la Natura incontaminata nel suo splendore resta la Sua più alta manifestazione e quindi può bastare ammirarLa affinché tutti possano contemplarLo e lodarLo almeno come Architetto impareggiabile.

 

Antonio ALBINO