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Le Religioni dalla preistoria ai giorni nostri PDF Stampa
Religione - Articoli vari

Il fenomeno religioso si è manifestato, fin dalla preistoria, principalmente come culto dei morti che è stato la chiara espressione, da parte dell’homo sapiens, della credenza nell'oltretomba. Le ragioni di ciò sono attribuibili al fatto che nell'inconscio si sognavano anche le persone estinte, con l'attribuzione di un’essenza spirituale: l'anima. Tale fenomeno, denominato per l'appunto come Animismo, rappresenta probabilmente la prima manifestazione di ciò che può definirsi religione. Tale credenza non si limitava al solo culto dei morti ma prevedeva anche la pratica di culti religiosi evidenziati dalle pitture murali scoperte nelle caverne, che rappresentavano immagini da ritenere sacre per la loro collocazione e ubicazione. Questo anche perchè le grotte decorate erano per la maggior parte difficili da raggiungere per essere considerate come dimora dell'uomo.
E' innegabile che la credenza religiosa è ed è stata talmente diffusa in tutti i continenti da doversi considerare un aspetto fondamentale dell'esperienza umana. L'homo sapiens è anche homo religious. Questo sia perchè ha concepito l'anima e quindi un fattore spirituale distaccato dal corpo, sia perchè di fronte al mistero della vita non aveva risposte e quindi gli era necessario trascendere la realtà. Naturalmente l'Animismo ha subito una profonda evoluzione nel momento in cui per dirimere le nebbie del mistero, la credenza è stata umanizzata. Il soprannaturale possiede solo superpoteri per il resto è un umano: beve, mangia, amoreggia, fa sesso. Concepisce e fa figli, ma sfugge alla morte. Comunque solo con i Sumeri si può parlare di religioni complesse, con riti e credenze codificate con templi riservati alle funzioni e ai riti. Naturalmente il politeismo ne era una caratteristica fondamentale, e accanto agli dei con caratteristiche umane, ne esistevano altri, creati come divinizzazione di fenomeni naturali e degli aspetti sentimentali della vita. Nacquero così il dio del cielo, il dio sole, ma anche il dio dell'amore e quello della guerra e così via. Mentre con gli Egizi le divinità erano raffigurate in svariati modi sia in forma umana che in forma animale; ad esempio il dio dei defunti poteva essere o uno sciacallo o un uomo con la testa di sciacallo. Nell'antica Grecia continuò il processo di umanizzazione in maniera che tutte le divinità erano caratterizzate da sentimenti e passioni. I Romani assimilarono il pantheon greco, con l'ampliamento alle divinità espresse dai Paesi che, dopo la conquista, entravano a far parte dell'impero e con la divinizzazione dei vari imperatori che si succedevano nella sua guida. Comunque le religioni politeiste erano destinate a far posto a quelle monoteiste con l'avanzare del sentimento della sacralità e con l'affermazione di più alti livelli di religiosità anche nella gente comune.
Come affermerà Freud, l'evoluzione nel sentire si rende necessaria col bisogno di rendere sopportabile l'esperienza umana, proiettando nel trascendente qualcosa equivalente alla figura paterna, ovvero di un punto certo di riferimento per il suo agire in un mondo pieno di incognite e di problemi esistenziali.
Il monoteismo, a parte una breve parentesi in Egitto, si manifestò con gli ebrei d'Israele, che con il primo comandamento stabiliva che non esistevano altri dei oltre JAHVE'. Con le sacre scritture costituite dalla Bibbia, era nata un'opera composita ricavata da diverse fonti che attribuiva dei compiti precisi alla divinità e al popolo che era stato eletto su tutti gli altri ad onorarlo. Il Cristianesimo probabilmente nacque e si sviluppò per tutto l'Impero perchè non accettava l'idea della sottomissione dato che tutti gli uomini erano uguali di fronte a dio e questa era una caratteristica fondamentale in un mondo preda della schiavitù. L'idea di dio, che si era rivelato ad Abramo per la prima volta, fu arricchita con i vari profeti e l'umanizzazione di dio fu completata con il Cristo che era vero dio e vero uomo. Finchè nacque in ordine di tempo l'ultima religione monoteista abramitica: l'Islam, dove il Cristo era soltanto uno dei profeti, mentre Maometto quello più importante perchè scelto da dio per recepire le ultime rivelazioni riportate poi nel Corano. Per quanto riguarda l'umanizzazione, il concetto è valido anche per le più importanti religioni orientali, dove nell'induismo è presente un termine, 'avatar' che indica l'incarnazione degli innumerevoli esseri celesti presenti in tale religione. Nel buddhismo invece si assiste al processo inverso cioè la divinizzazione del Buddha, che fa sì da generare la sacralità che lo rende anch'esso fenomeno religioso.
Naturalmente le tre religioni monoteiste non hanno dato luogo ad una unica dottrina perchè non è nella natura dell'Uomo scendere a compromessi in campo spirituale. Ognuno rivendica i suoi Profeti, la sua dottrina, i suoi riti, le sue credenze perchè vengono ritenuti fondamentali per la qualità della vita sia terrena che ultraterrena (ammesso che esista, cosa che è ritenuta certa dagli integralisti). Il fenomeno del fondamentalismo blocca qualsiasi possibilità di evoluzione e di avvicinamento delle tre religioni, per motivi essenzialmente dovuti all'ignoranza di tutti i processi e della storia dei fenomeni religiosi. Le religioni sono state create dall'uomo con tutti i suoi limiti, che sono stati trasferiti nelle relative credenze. Pertanto se non vogliamo diventare preda dell'irrazionale e della immaginazione dobbiamo prendere atto di quello che ha affermato il mistico tedesco Gerhard Tersteegen: un dio comprensibile non è più un dio. Pertanto l'unico attributo che possiamo associare alla divinità, ammesso che ne accettiamo l'esistenza, è di Creatore del mondo che ci circonda (il nostro rappresenta il migliore dei mondi possibili come affermato da Leibniz, perchè il male è opera dell'uomo, che non ha ancora raggiunto nel processo evolutivo quel grado di altruismo che farà diventare il pianeta Terra la sede della serenità, della pace e della vera religiosità). E quindi la prima regola per onorare Dio consiste nel portare rispetto alle sue Creature anzi all'intero Creato. Ovvero si tratta di applicare la prima regola dei saggi che consiste nel fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te e di non sprecare le risorse del mondo rispettando quindi l'Ambiente e tutto ciò che ne fa parte.
Quest'ultime sono le uniche conclusioni a cui si può arrivare analizzando razionalmente il concetto di divino e di religione.

 

Antonio ALBINO