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Yoga -
Asana
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Giovedì 06 Maggio 2010 18:11 |
Padma in sanscrito “fiore di loto è nelle culture orientali il simbolo della luce e della coscienza, ma la sua sacralità è riconosciuta anche in Occidente, pensate al rosone, delle chiese romanico gotiche, lo troviamo anche raffigurato in mosaici e volte. Il numero dei suoi petali esprime lo stadio spirituale raggiunto, come si evidenzia dalla stessa rappresentazione dei chakra( centri energetici). Il fiore completamente aperto è associato a Buddha È inoltre il simbolo della natura divina del cosmo,tradizionalmente la terra è posta al centro di un loto, che ha la base dello stelo, nell’ombellico di Vishnu. Si tratta di una delle asana dello yoga più note, poiché è la posizione base per le tecniche meditative e il pranayama. Non è facile raggiungere questa postura, ma la costanza e l’esercizio aiuteranno il praticante a trasformarsi, gradualmente in un delicatissimo loto.
Come il fiore prima di aprirsi ha bisogno di una lunga esposizione al calore del sole, così il loto interiore, potenziale spirituale dell’uomo, necessita del calore dell’ amore per venire alla luce. Tale energia nasce dalla ricerca e dalla pratica costante dello yoga, come momento altissimo di contatto con il nostro mondo interiore. Prima della fiorita dobbiamo imparare una regola yogica fondamentale: la pazienza. Dunque non abbiate fretta e non forzate il tempo dell’evoluzione, lasciate che il vostro corpo, le vostre articolazioni imparino a galleggiare come i petali di questo regale figlio della Natura..
Ogni giorno offri al tuo stelo la possibilità di ergersi verso la luce, nutrilo con il sole della coscienza e amalo perché in esso si rispecchia l’Assoluto.
PRATICA
Per prepararci a questa posizione ci sediamo e, iniziamo a massaggiare con le mani gli arti superiori dalla mano alla spalla e gli arti inferiori dal piede alla coscia Ripiegate, aiutandovi con le mani, la gamba sinistra ponendo il piede sulla coscia opposta, all'inguine (la pianta del piede è rivolta verso l'alto). Poi, piegata la gamba destra, si porta il piede all'inguine sinistro. La schiena è eretta, spalle e braccia sono rilassate; le mani sulle ginocchia , pollice e indice uniti, le altre dita distese e unite(chin mudra: la chiusura, sigillo della saggezza)Si può invertire la posizione descritta, portando prima il piede destro sulla coscia opposta e il sinistro sull'altra. Provate ad eseguire tale asana, chiudendo gli occhi e mantenendo l’attenzione sui punti sollecitati Quando sciogliete la posizione, fatelo lentamente. Massaggiate. Non rialzatevi subito, date tempo alle vostre articolazioni di riprendere con calma l'attività.
EFFETTI DELLA POSIZIONE
Padmâsana previene e corregge l'incurvamento della colonna vertebrale . Tenendo la posizione il bacino si distende e il sangue circola più intensamente nella regione lombare e addominale. Padmâsana previene inoltre le affezioni alla prostata ed aiuta a rendere mobili le articolazioni di caviglie e a curare la rigidità delle ginocchia La postura delle gambe incrociate e delle spalle erette mantiene la mente calma e allo stesso tempo vigile, rendendo padmâsana particolarmente indicato per eseguire il prânâyâma.
CONTROINDICAZIONI
La posizione deve essere eseguita con estrema cautela da chi soffre di problemi alle ginocchia o alle caviglie.
In questa asana flessibilità e fermezza della mente si intrecciano. Prima di raggiungere la posizione, il corpo deve imparare a lasciarsi andare, sciogliendo le tensioni, a diventare fluido e a ritrovare continuità, come “addolcimento della rigidità”. È una bellezza difficile da raggiungere, è una vera conquista spirituale,riuscire a galleggiare sulle acque sporche dell’egocentrismo, senza sporcarsi di fango!!! Buona pratica a tutti
“Il discepolo è nato in un mondo torpido, come le acque in cui nasce il loto, ma il fiore della spiritualità è sempre incontaminato”( Nagasena).
BARBARA AMELIO
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Yoga -
Asana
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Giovedì 18 Febbraio 2010 23:09 |
A Sabrina e ad ogni farfalla
-Un corpo “ plastico” che danza con la Natura, prendendo le sacre sembianze dei suoi figli animali e vegetali, imparando da essa l’armonia, l’amore e l’equilibrio. Un’ arricchimento energetico, mediato dalla forma di altri esseri viventi, che come noi popolano il cosmo, con la loro grazia più o meno nascosta, dentro una relazione di reciproco rispetto - Ecco il senso magico e spirituale delle posizioni, che il corpo assume nell’ Hatha Yoga, peccato scambiarle per puro esercizio fisico! Solo un alto livello di coscienza e una profonda concentrazione mentale o dhyana è capace di compiere il miracolo.
Non ci stiamo occupando di una ginnastica esotica e alternativa, ma di un linguaggio molto antico, che si serve del corpo, per comunicare con l’Infinito. Non è una pratica fine a se stessa, ma un sentiero per arrivare alla Meditazione…
Tale esperienza del corpo è anche un reale fattore di equilibrio e di salute psicofisica. L’Hatha Yoga insegna ad usare il corpo come arco e l’ asana come freccia, mentre l’ anima è il bersaglio (B. K. S.Iyengar ). La realizzazione spirituale si compie mediante corpo, mente, intelligenza, coscienza.
Le asana sono una componente di molti stili di Yoga, soprattutto dell’Hatha Yoga, il metodo più diffuso in occidente, anche conosciuto come yoga dell’equilibrio La parola “Ha” si riferisce al sole, aspetto dinamico ed energetico, mentre “Tha” alla luna, l’aspetto opposto statico. Si tratta di due forme energetiche, presenti nell’individuo, che vengono portate verso l’equilibrio, mediante tecniche yogiche, tra cui le asana. La tradizione raccoglie circa 8400000 posizioni, anche se le posizioni classiche sono 84. I nomi delle asana sono significativi e molto spesso illustrano il mondo della natura( montagna, foglia, loto, aquila, cavalletta, cobra, cammello) oppure sono i nomi di eroi indiani. Assumere le posizioni di questi eroi significa “meditare su tali personaggi, per assumere alcune delle loro caratteristiche”(K.Desikachar). L’origine della maggior parte delle posizioni è sconosciuta. Secondo la tradizione induista, all’inizio del mondo Brahma creò le specie viventi, assumendo con il suo corpo, ogni posizione, a simboleggiare la forma dell’essere, cui stava per dare vita. Così le asana sarebbero queste posizioni, tanto numerose quanto gli esseri viventi..
Come raggiungere questo elevato stato mentale, uscendo dallo schema limitato dell’esercizio fisico? Come poter passare dal bruco alla farfalla?

Liberandoci da ogni forma di narcisismo,chiudendo gli occhi materiali e soprattutto quelli immateriali dell’Ego, ponendoci in una prospettiva di non tensione, di non ricerca, di non sforzo, aperta ad accogliere in sè ogni cosa. Nessuna competizione, nessuno sguardo fugace e invidioso al nostro vicino più dotato.. Interiorizziamoci e combattiamo con il nostro nemico interiore!!! Imparando a far tacere la mente, mantenendo un attenzione costante sul corpo in un ascolto e in una riscoperta delle energie sottili. Non importa il risultato, ricordate la lezione del Karma Yoga!! Il corpo dello yogi mentre esegue le asana assume forme che assomigliano ad una grande varietà di esseri viventi. La sua mente non disprezza alcuna creatura, sa che in tutta la gamma della creazione, dal più piccolo insetto al saggio più evoluto, respira lo Spirito dell’universo stesso, che assume innumerevoli forme. Sa che la forma perfetta è quella informe.
La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta
(Il tempo della farfalla, Tagore)
BARBARA AMELIO |
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Yoga -
Asana
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Venerdì 15 Gennaio 2010 11:04 |
“Già amico, sai, per me una montagna è come un Buddha.
Pensa alla pazienza, centinaia di migliaia di anni a star lì sedute nel più
perfetto perfettissimo silenzio, come se pregassero per tutti gli esseri viventi
in quel silenzio e semplicemente aspettassero la fine di tutto il nostro agitarsi e dimenarsi”
Jack Kerouac
E’ una delle posizioni di base dello Yoga, viene utilizzata come punto di partenza per le asana , che si praticano in piedi. B.K.S. Iyengar la considera come la prima posizione da imparare.
La montagna è il simbolo del desiderio di trascendere l’Io e di congiungersi con l’Assoluto, essa è un punto di incontro sacro tra terra e cielo.
L’immobilità e la stabilità di questo simbolo ci aiutano a radicarci, a trovare il nostro centro e assorbire energie sottili.
Lo yoga ci fa scoprire che il corpo non è solo un veicolo, che ci conduce verso destinazioni materiali, ma è anche un mezzo che ci apre le porte per invisibili mete della mente, per gli alti regni della coscienza. “ La montagna fa uscire dall’ansia del fare e fa recuperare il diritto di essere. Semplicemente essere, presenza”(Antonia Tronti).
E ora proviamo a misurarci con la nostra capacità interiore di essere montagne!!!!
Tadasana è una posizione solo apparentemente molto semplice, infatti in realtà richiede equilibrio lungo l’asse verticale, che passa per la sommità del cranio e ricade fra i piedi, correggendo le tendenze sbagliate.
Esecuzione
1. Mettiti in piedi con gli alluci e i talloni che si toccano l’uno con l’altro. Allunga le basi delle dita dei piedi per terra e stira tutte le dita sul pavimento. Sposta il peso del corpo in avanti e indietro, poi da sinistra a destra.
2. Riduci gradatamente l'ampiezza dei movimenti fino a fermarti, con il peso del corpo distribuito uniformemente sui piedi. Tendi i muscoli delle cosce e solleva verso l'alto le rotule, senza contrarre gli addominali bassi.
3. Tieni in dentro lo stomaco, il torace è aperto, allunga la colonna vertebrale e tieni il collo dritto. 4. Cerca di non far gravare il peso del corpo, né sui talloni, né sulle punte dei piedi, ma distribuiscilo in modo uniforme. Le braccia possono essere tenute tese sopra la testa, o più comodamente lungo i fianchi.
Mantieni la posizione dai 30 secondi a 1 minuto, respirando dolcemente.

Nessuno può andare in cielo se la sua
base non è ferma (B.K.S. Iyengar)
Benefici
Sviluppa la centratura fisica ed emotiva
Migliora la postura
Rafforza cosce, ginocchia e caviglie
Tonifica addominali e glutei
Allevia la sciatica
Riduce i piedi piatti
Controindicazioni
Mal di testa
Insonnia
Pressione bassa
BARBARA AMELIO
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Yoga -
Asana
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Giovedì 22 Ottobre 2009 23:32 |

“Si insegna che il sole è Brahman: all’origine tutto l’universo altro non era che non essere. Divenne essere. Evolse. Si formò l’uovo. Poi si aprì. Delle due metà una era d’argento, l’altra era d’oro. La metà d’argento è la terra , la metà d’oro il cielo.. Ciò che nacque allora fu il sole; alla sua nascita si sollevarono immani clamori, e tutti gli esseri e tutti i desideri. Questa è la ragione per la quale al suo sorgere ed a ciascuno dei suoi ritorni si sollevano immensi clamori, e tutti gli esseri e tutti i desideri. Colui il quale riconosce che il sole è Brahman, costui può sperare che clamori di benvenuto lo accoglieranno e lo rallegreranno”(Chandogya Upanisad).
Una delle pratiche più conosciute e amate tra i cultori dello Yoga è il Surya (nome sancito del sole)Namaskar (saluto). Si narra che questo millenario saluto venne svelato dal Guru Drona ai figli del re Dritarastra, che si preparavano per andare in guerra. Questa tecnica ci aiuta a prendere consapevolezza dell’energia solare (Rajas) che risiede in ognuno di noi e a ricondurla all’equilibrio(Sattwa).
Il culto del sole è universale, lo ritroviamo in ogni cultura dai Persiani, agli egiziani, ai greci. In India Surya è l’ occhio di Dio, che tutto vede e sorveglia, il centro della creazione, punto focale del grande mandala, rappresentato dal cosmo.
Surya Namaskar è un ciclo di 12 asana( posizioni) ripetute due volte, una con la gamba destra, l’altra con la sinistra. A ogni asana corrisponde la concentrazione su un chakra e la ripetizione di un mantra . I mantra solari che accompagnano le esecuzioni, sono i diversi appellativi di Surya, quale energia cosmica che presiede l’intelletto, mentre Chandra, la luna interviene nella sfera emotiva. Il numero delle asana corrisponde alle dodici fasi che il sole attraversa in un anno, chiamati rashi. Ogni asana viene armonizzata con un preciso ritmo di respirazioni. Naturalmente, soprattutto per chi si avvicina per le prime volte a questa pratica è indispensabile la presenza di un maestro, per imparare bene questo potente metodo dello yoga.
La calda energia del fuoco cosmico anima tutta la sequenza riscaldando il corpo e alimentando di energia la mente. L’effetto principale di questo antico ciclo di posizioni è di rivitalizzare il sistema nervoso centrale e periferico. Favorisce anche la purificazione dalle scorie, attivando agni, l’energia di fuoco del plesso solare.
Il saluto al sole è fonte di metamorfosi, la pratica ci armonizza con il mondo celeste e con quello terrestre. Le asana ci mettono in contatto con la madre terra e onorando con umiltà il mistero dell’universo ci muovono ad uno slancio verso l’alto. Emancipando il corpo dai retaggi animali, per allargare la nostra coscienza sull’orizzonte dell’infinito, abbandonando il senso di separatezza, data dalle false identificazioni della mente. .
Da quando circa 9anni fa, ho imparato questa sequenza, il mio giorno è sempre iniziato con questo mistico incontro con il sole, fuori e soprattutto dentro di me. Cercando continuamente quella sfuggente condizione della mente, che è la consapevolezza, senza la quale tutto si disperde, la spiritualità si fa meccanica routine e le porte dell’anima restano chiuse.
Ricordo con commozione la voce celeste della mia maestra Carolina Sopò che cantando-vibrando “ Om Hram Mitraya Namah” dava inizio alla morbida sequenza. Rimasi affascinata dall’armonia con cui il corpo sciogliendosi, danza, andando incontro alla vita, al giorno.
Così ogni mattina sveglio il sole dentro di me, abbandonando in ogni asana rigidità e paure, lasciando dolcemente scivolare la pesante zavorra esistenziale, perché il flusso della vita possa non trovare ostacoli lungo la spina dorsale, e percepire il vuoto, oltre la mente.
E’ come se sospesa in questo melodioso movimento, l’anima si librasse, mentre i raggi divini del sole dissolvono l’oscurità nella mente e nel cuore. Solo il sole può far germogliare il seme divino in noi, alimentando la coscienza.
Alla fine del saluto, percepisco lo scorrere vivace dei sotterranei fiumi di energia in me, e il corpo vibra vivo come le magiche corde del sitar, mentre stanco in savasana(posizione del cadavere) si riempie della Luce del Divino.
BARBARA AMELIO |
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Yoga -
Asana
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Giovedì 17 Settembre 2009 22:51 |
di Barbara AMELIO
C’è un’aquila dentro di te….si, proprio dentro te. Certo è addormentata, ma ha una grandissima nostalgia del cielo e un irresistibile desiderio di spiegare le ali per ascendere verso l’Infinito.
Ogni cultura si è lasciata innamorare dalla maestosità, con cui questa regina celeste domina i cieli, diventando un’immagine simbolo della libertà, del coraggio, del potere. Anche in India “Garuda” (l’aquila) è considerata con sacralità e rispetto, poiché è il re degli uccelli e veicolo del dio Visnu. Garuda è spesso raffigurata nell’atto di attaccare un serpente, simbolo del male. È la metafora dell’antico conflitto tra il potere della mente (l’aquila che si libra in alto) e la materia (il serpente che striscia sul ventre), ossia la tentazione delle forze della terra.
Un tale essere è amato anche dagli yogi, che hanno imparato ad osservarla e a scoprire l’energia nascosta nella sua forma. Proviamo anche noi a sentire la potenza di questa energia, leviamo la polvere del tempo e della paura dalle ali e spicchiamo il volo!!
Pratica
Si tratta di una posizione di equilibrio, la sua esecuzione può risultare impegnativa, ma per imparare a volare ... dobbiamo fare qualche piccolo sforzo! Garudasana infatti richiede forza, elasticità e resistenza, ma anche concentrazione assoluta. Questa postura stimola la circolazione del sangue, toglie la rigidezza delle spalle ed è in grado di calmare la mente.
Prima di iniziare, provate a massaggiare gli arti inferiori e superiori, con le mani fino a sentire una sensazione di calore che avvolge i muscoli interessati. Ora piegate leggermente le ginocchia, sollevate il piede sinistro e, bilanciandovi sul piede destro, incrociate la coscia sinistra sopra la destra. Puntate le dita del piede sinistro verso il pavimento, premete il piede all’indietro e poi agganciate la parte alta del piede dietro la parte bassa del muscolo del polpaccio destro. Rimanete in equilibrio sul piede destro.
Piegate poi i gomiti e alzate le braccia a livello del torace. Appoggiate il gomito destro davanti al braccio sinistro vicino all’attaccatura del gomito, avvicinate i polsi e unire le mani. Mantenete la posizione per 15-30 secondi, poi scioglietela e rimanete in piedi.. (Vedi immagine)
Ripetete il tutto con mano e gamba opposte per lo stesso numero di secondi. Ultimate la pratica massaggiando ulteriormente gli arti.
Benefici
Rafforza, allunga caviglie e muscoli dei polpacci
Allunga cosce, spalle e parte superiore della schiena
Migliora la concentrazione
Migliora l’equilibrio
È consigliato per togliere i crampi alle gambe, alleviare il mal di schiena e la sciatica
Controindicazioni
Le persone con problemi alle ginocchia dovrebbero evitarla .
Quando si assume questa asana si ottiene una concentrazione che è paragonabile alla chiara visuale dell’aquila. Volando in alto possiamo vedere il grande fiume della vita, con meno coinvolgimento e scoprire una nuova prospettiva per la nostra esistenza.
BARBARA AMELIO |
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