Home Yoga Asana SURYA NAMASKAR_IL RITO DEL SOLE: Mi inchino all'amico che dispensa calore
SURYA NAMASKAR_IL RITO DEL SOLE: Mi inchino all'amico che dispensa calore PDF Stampa
Yoga - Asana
Giovedì 22 Ottobre 2009 23:32

Si insegna che il sole è Brahman: all’origine tutto l’universo altro non era che non essere. Divenne essere. Evolse. Si formò l’uovo. Poi si aprì. Delle due metà una era d’argento, l’altra era d’oro. La metà d’argento è la terra , la metà d’oro il cielo.. Ciò che nacque allora fu il sole; alla sua nascita si sollevarono immani clamori, e tutti gli esseri e tutti i desideri. Questa è la ragione per la quale al suo sorgere ed a ciascuno dei suoi ritorni si sollevano immensi clamori, e tutti gli esseri e tutti i desideri. Colui il quale riconosce che il sole è Brahman, costui può sperare che clamori di benvenuto lo accoglieranno e lo rallegreranno”(Chandogya Upanisad).
 
Una delle pratiche più conosciute e amate tra i cultori dello Yoga è il Surya (nome sancito del sole)Namaskar (saluto). Si narra che questo millenario saluto venne svelato dal Guru Drona ai figli del re Dritarastra, che si preparavano per andare in guerra. Questa tecnica ci aiuta a prendere consapevolezza dell’energia solare (Rajas) che risiede in ognuno di noi e a ricondurla all’equilibrio(Sattwa).
Il culto del sole è universale, lo ritroviamo in ogni cultura dai Persiani, agli egiziani, ai greci. In India Surya è l’ occhio di Dio, che tutto vede e sorveglia, il centro della creazione, punto focale del grande mandala, rappresentato dal cosmo.
Surya Namaskar è un ciclo di 12 asana( posizioni) ripetute due volte, una con la gamba destra, l’altra con la sinistra. A ogni asana corrisponde la concentrazione su un chakra e la ripetizione di un mantra . I mantra solari che accompagnano le esecuzioni, sono i diversi appellativi di Surya, quale energia cosmica che presiede l’intelletto, mentre Chandra, la luna interviene nella sfera emotiva. Il numero delle asana corrisponde alle dodici fasi che il sole attraversa in un anno, chiamati rashi.  Ogni asana viene armonizzata con un preciso ritmo di respirazioni. Naturalmente, soprattutto per chi si avvicina per le prime volte a questa pratica è indispensabile la presenza di un maestro, per imparare bene questo potente metodo dello yoga.
La calda energia del fuoco cosmico anima tutta la sequenza riscaldando il corpo e alimentando di energia la mente. L’effetto principale di questo antico ciclo di posizioni è di rivitalizzare il sistema nervoso centrale e periferico. Favorisce anche la purificazione dalle scorie, attivando agni, l’energia di fuoco del plesso solare.
 Il saluto al sole è fonte di metamorfosi, la pratica  ci  armonizza con il mondo celeste e con quello terrestre. Le asana ci mettono in contatto con la madre terra e onorando con umiltà il mistero dell’universo  ci muovono ad uno slancio verso l’alto. Emancipando il corpo dai retaggi animali, per allargare la nostra coscienza sull’orizzonte dell’infinito, abbandonando il senso di separatezza, data dalle false identificazioni della mente. .
Da quando circa 9anni fa, ho imparato questa sequenza, il mio giorno è sempre iniziato con questo mistico incontro con il sole, fuori e soprattutto dentro di me.  Cercando continuamente quella sfuggente condizione della mente, che è la consapevolezza, senza la quale tutto si disperde, la spiritualità si fa meccanica routine e le porte dell’anima restano chiuse.
Ricordo con commozione la voce celeste della mia maestra Carolina Sopò che cantando-vibrando “ Om Hram Mitraya Namah” dava inizio alla morbida sequenza. Rimasi affascinata dall’armonia con cui il corpo sciogliendosi, danza, andando incontro alla vita, al giorno.
Così ogni mattina sveglio il sole dentro di me, abbandonando in ogni asana rigidità e paure, lasciando dolcemente scivolare la pesante zavorra esistenziale, perché il flusso della vita possa non trovare ostacoli lungo la spina dorsale, e  percepire il vuoto, oltre la mente.
 E’ come se sospesa in questo melodioso movimento, l’anima si librasse, mentre i raggi divini del sole dissolvono l’oscurità nella mente e nel cuore. Solo il sole può far germogliare il seme divino in noi, alimentando la coscienza.
 Alla fine del saluto, percepisco lo scorrere vivace dei sotterranei fiumi di energia in me, e il corpo vibra vivo come le magiche corde del sitar, mentre stanco in savasana(posizione del cadavere) si riempie della Luce del Divino.
 

BARBARA AMELIO